Si è svolta ieri mattina a Palazzo Madama la conferenza stampa “Per un fronte comune contro la pratica dell’utero in affitto in Italia e nel mondo””, promossa dall’Associazione “PROVITA ONLUS”. Oltre al presidente dell’associazione Toni Brandi, sono intervenute le senatrici Rizzotti (Fi), Bianconi (Ncd) e Mattesini (Pd). L’intento dell’incontro era quello di invocare l’esigenza di un fronte trasversale in Parlamento, capace di rimettere al centro dell’agenda politica nazionale ed europea il tema dell’opposizione all’utero in affitto. Il presidente Brandi ha denunciato le ripetute violazioni della legge 40 che stanno avvenendo in Italia negli ultimi anni come dimostra il crescente interesse riservato al mercato italiano dalle agenzie straniere specializzate nel settore. Il rappresentante di ProVita Onlus ha poi annunciato una petizione affinché il governo si impegni nel contrasto della pratica anche nelle sedi internazionali invocando, a supporto di tale iniziativa, la collaborazione di tutti gli schieramenti.

Per la senatrice Rizzotti, la realizzazione di un fronte comune contrario alla pratica è possibile oltre che necessario: necessario perchè l’utero in affitto violerebbe la convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, possibile perchè la stessa Anna Finocchiaro si è espressa contro la maternità surrogata in più occasioni. Secondo Laura Bianconi, in particolare sintonia con la sua collega forzista, l’utero in affitto è uno “scempio”. L’alfaniana non ha nascosto tutta la sua delusione per come la legge 40, che aveva visto nascere, sia stata “fatta a pezzettini” dai cavilli giuridici.  L’esponente di NCD ha ringraziato per il coraggio chi ancora si espone contro una pratica che il pensiero unico ha dimostrato di voler sdoganare ed ha invitato a rifiutare la forzatura ideologica che la etichetta come “gesto d’amore”. Donella Mattesini, pur condividendo in linea generale la posizione di condanna, si è smarcata dagli interventi precedenti operando una significativa distinzione tra la maternità surrogata commerciale e quella altruistica. Quest’ultima, secondo la parlamentare piddina, potrebbe rappresentare una strada percorribile su cui varrebbe la pena aprire un dialogo senza contrapposizioni frontali.

L’efficacia di questa differenziazione è stata prontamente smentita da Monica Sergentini, giornalista del Corriere della Sera ed autrice di importanti inchieste sull’argomento: la reporter del Cor.sera ha ricordato che non può esistere una maternità surrogata senza compenso e che quella della “santa donatrice” è una figura irrealistica. Il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio ha concluso la conferenza rivendicando la forza dell’asse che si è creato tra mondo cattolico e mondo femminista sul tema ed ha auspicato l’approvazione di una legge che velocizzi le adozioni, operando così un collegamento tra il ricorso all’utero in affitto e i ritardi burocratici per le adozioni. Nel corso della conferenza è stato presentato anche “Breeder, donne di seconda categoria”, documentario sull’utero in affitto che nei prossimi giorni sarà visibile sul sito  www.notizieprovita.it.