di Salvatore Ventruto

“Oggi Angelo non sarebbe da un pezzo in questo PD, divenuto ormai un’aggregazione di uomini e forze che hanno perso il contatto con i territori. La famosa rottamazione che il premier sbandierava non è mai avvenuta e mai avverrà. La gente, il popolo non ha avvertito alcun cambiamento”. Dario Vassallo, fratello di Angelo, il “Sindaco Pescatore” ucciso a Pollica il 5 settembre 2010, da un giudizio pesantemente negativo dell’operato del Premier Matteo Renzi. In questa intervista per “L’Intellettuale Dissidente”,  Dario Vassallo ripercorre l’impegno politico di Angelo, soffermandosi anche sulla tragica sera del 5 settembre 2010, sull’omertà degli abitanti di Pollica, sulle iniziative messe in campo dalla Fondazione Vassallo per ricordare il “Sindaco Pescatore”, iniziative che “chi ha ucciso Angelo non aveva previsto”.

5 settembre 2010. Chi fu a premere 9 volte il grilletto quella disgraziate sera?  “La malavita che prevale sulla buona vita”, “i drogati che qualche giorno prima avevano minacciato Angelo al porto di Acciaroli” o “il potere più alto, quello contrario allo sviluppo e alle innovazioni  che Angelo stava apportando al suo territorio con la sua Politica”?

Quella disgraziata sera chi ha premuto il grilletto sapeva coscientemente cosa  stava facendo. Chi ha ucciso Angelo sapeva che uccidendo il Sindaco Pescatore avrebbe portato le lancette del tempo  indietro di 50 anni, quando per chiedere un tuo ” diritto” dovevi bussare alla  porta del signorotto di turno, politico e non politico, con “i piedi”. Angelo è stato ucciso dalla camorra, ma  da una camorra diversa, che sa benissimo cosa significhi uccidere un sindaco. Per camorra intendo quei professionisti della nostra società che vivono apparentemente come delle persone  normali, ma che nascosti nel buio della notte fanno sparare a un cretino che di professione fa l’assassino. Penso che noi non ci rendiamo conto di quello che sta accadendo in questo Paese e l’uccisione di Angelo è  stata studiata  a tavolino. Essa va oltre le semplici apparenze, distrazioni, è qualcosa che ha cambiato il destino e non solo del Cilento.

All’inizio del libro” Il Sindaco Pescatore” lei fa riferimento al silenzio delle TV  e dei giornali nei giorni successivi all’omicidio, all’omertà potenziale degli abitanti di Pollica e al veleno del sospetto che viene inoculato per screditare intenzionalmente una reputazione……. 

Viviamo in una società dove tutto viene vissuto velocemente, anche l’uccisione di un uomo dello Stato viene vissuta velocemente e momentaneamente. Bisogna ricordare che ad Acciaroli dopo l’uccisione di Angelo c’è chi ha brindato stappando bottiglie di spumante e chi ha pasteggiato dopo pochi giorni con cene riservate. Non parliamo di gente appartenente a qualche cosca mafiosa, ma parliamo di persone apparentemente normali. Questi comportamenti sono più gravi e deleteri di chi ha sparato, hanno lanciato un messaggio di disprezzo nei confronti di Angelo, nei confronti della mia famiglia e nei confronti della società. Tali comportamenti sono il frutto dell’ignoranza culturale, dove per ignoranza non s’intende l’incapacità di leggere e scrivere, perché alcuni di essi sono laureati.

Qual è il ricordo di Angelo tra gli abitanti di Pollica e quali iniziative mettete in atto con la vostra fondazione per mantenere vivo il suo ricordo, in una società che non ha il tempo di fermarsi e riflettere?

Se noi non avessimo scritto il libro “Il Sindaco Pescatore” oggi nessuno ricorderebbe Angelo. La scrittura di quel libro non solo è stata difficile, ma mi ha fatto additare come matto, come uno che cercava visibilità, che voleva fare carriera politica. Quel libro lo abbiamo  scritto contro tutto e tutti e quelle 150 pagine ci hanno portato a girare l’Italia in lungo e in largo e dopo 5 anni continuiamo a girare. Da quel libro abbiamo tratto un film, insieme a Solaris Media e  tra qualche mese sarà proiettato in prima serata da RAI  Fiction. Non è stato facile, abbiamo  impiegato quattro anni, bussando a varie porte, alcune non si sono mai aperte. Da questo libro abbiamo tratto anche un lavoro teatrale e a dicembre comincerà il tour. Chi ha ucciso Angelo questo non lo aveva previsto.

 Per Angelo la politica era metterci la faccia, “stare nei problemi della quotidianità” e risolverli con impegno e onestà e questo suo approccio contrastava con la politica fatta di attori, sipari, finzioni, bugie. Angelo aveva scelto un altro palcoscenico, quello dell’impegno, della legalità e della difesa del Bene Comune. E’ per questo che il PD lo aveva isolato?

Il PD aveva isolato Angelo perché egli usava un linguaggio politico diverso,  quasi incomprensibile per la politica stagnante e feudale del Cilento. Egli aveva comportamenti diversi, vestiva in modo diverso, si rapportava in modo diverso semplicemente perché al centro della sua azione c’era il popolo e il rapporto con la sua  gente era alla base delle sue azioni, del suo agire. Dopo l’uccisione di Angelo, il PD ha continuato a comportarsi come prima e non ha ascoltato la mia esplicita richiesta, fatta prima a Bersani e poi a Renzi di costituire un tavolo di confronto con la partecipazione di tutti i sindaci cilentani, le forze dell’ordine, la società civile con l’obiettivo di porsi una sola domanda: perché è stato  ucciso Angelo? Perché è stato ucciso un Sindaco?

E lei che risposte si è dato a queste domande?

Quando viene ucciso un sindaco viene ucciso lo Stato. Basti ricordare che dopo 5 anni e 2 mesi la politica locale non è stata capace di eleggere il Presidente della Comunità del Parco del Cilento, dove in carica c’è un facente funzioni che sostituisce un sindaco ammazzato, né di nominare il Presidente dello stesso Parco, carica ricoperta da un Commissario che a sua volta era il precedente Presidente.

Una politica locale immobile quindi….

 Non solo. Anche una politica locale che ha visto l’attuale sindaco di Pollica non costituirsi parte civile nei processi “Strade Fantasma” e “Due Torri bis” scaturiti dalle denunce del Sindaco Pescatore per strade pagate ma mai realizzate. Da queste denunce si è accertato dopo l’uccisione di Angelo che le strade pagate e mai realizzate erano oltre una dozzina. Il processo ” Due Torri Bis” vedeva 76 indagati tra cui Franco Alfieri sindaco di Agropoli e Angelo Villani presidente della Provincia di Salerno. Alla fine cosa abbiamo ottenuto? Nulla. Noi come fondazione Angelo Vassallo, prima volta in Italia, siamo stati ammessi come parte civile nel processo “Due Torri bis”, mentre il Comune di Pollica con un sindaco PD non si è costituito parte civile e nel frattempo  molti indagati sono usciti dal processo ” illibati” grazie alla prescrizione. Per non parlare del fatto che il PD da due anni ha organizzato il 5 settembre  2014  e il 5 settembre 2015 la sagra del pesce nel comune di Pollica. Forse “qualcuno” ha dimenticato che il 5 settembre 2010 è stato ucciso il sindaco Angelo Vassallo?

Suo fratello era un decisionista e nel suo isolamento all’interno del PD portava coraggiosamente avanti una politica di tutela e valorizzazione del territorio, sulla base dei principi di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Di fronte a una politica dell’attuale Governo ispirata dalle trivelle (con la creazione del Titolo Unico Concessorio che permette un’attività di ricerca degli idrocarburi fino a 12 anni e di coltivazione dei giacimenti fino a 50 anni) e dalla costruzione di nuovi 12 inceneritori su tutto il territorio nazionale, quale sarebbe stata la reazione di Angelo?

Oggi Angelo non sarebbe da un pezzo in questo PD, divenuto ormai un’aggregazione di uomini e forze che hanno perso il contatto con i territori. La famosa rottamazione che il premier sbandierava non è mai avvenuta e mai avverrà. La gente, il popolo non ha avvertito alcun cambiamento. Nel programma di questo governo l’ambiente viene considerato solo un fattore da usare a fini economici ed è evidente la miopia politica che caratterizza la sua azione e che avrà risvolti devastanti. I problemi ambientali saranno il vero problema di questo Paese e metteranno a rischio la vita di tanti italiani, anche perché la gente è chiamata, senza avere scelta, a schierarsi per cautelare la propria sopravvivenza.

“Se lavori, ti impegni e dai tutto te stesso, quasi sicuramente farai meglio degli altri “ diceva  Angelo. Oppure “prima di pensare a ricevere occorre dare” . Parole che fanno comprendere  il carattere e la personalità di Angelo. Ma quale lezione ci ha lasciato?

Angelo ci ha lasciato una grande lezione ed è quella dell’essere semplici, persone normali. Tutta la vita amministrativa e politica di Angelo è stata costruita sul darsi agli altri, sul tentativo di far uscire la propria gente dal retaggio culturale che li vedeva e purtroppo li rivede in una posizione di sottomissione.  Un sindaco, un amministratore, non deve pensare solo a realizzare opere pubbliche, che se fatte bene  sono fondamentali  per il bene di tutti, ma deve anche e soprattutto creare la Comunità. Essa si crea solo stando in mezzo al popolo, condividendo con esso il quotidiano e facendo diventare ciascun cittadino  importante per la ricerca della bellezza. Il bello è qualcosa che si crea solo attraverso l’abnegazione per il proprio lavoro, perché fare il sindaco come diceva Angelo non è un atto amministrativo ma una missione.