di Alessandro Procacci

In data 6-5-15 è stata approvata, con voto di fiducia, la nuova legge elettorale, l’italicum, che cambierà tutte le regole della competizione politica italiana. Sostanzialmente si tratta di una norma che prevede un sistema proporzionale di distribuzione dei voti, stemperato da un premio di maggioranza molto forte che consente la governabilità e, di contro, assottiglia di molto il diritto di opposizione e rappresentanza (non ditelo in giro perché senno’ siete tacciati di immobilismo politico e disfattismo).

Come Funziona:

 Il testo, che entrerà ufficialmente in vigore il primo luglio del 2016, favorisce le liste e svantaggia le coalizioni. La differenza tra questi due concetti è molto semplice: una lista non è altro che un raggruppamento di candidati in un determinato seggio con lo stesso leader e gruppo parlamentare, una coalizione, invece, è un’unione, sotto uno stesso simbolo, di più partiti che, comunque, mantengono una propria indipendenza ed identità politica. Il meccanismo di «favoreggiamento» si incarna nel premio di maggioranza che assegna automaticamente il 55% dei seggi  alla lista in grado, a livello nazionale, di ottenere più del 40% dei voti complessivi.

Ovviamente sembra impossibile conquistare una tale percentuale alle elezioni politiche; è proprio per aggirare questo ostacolo che entra in giuoco il doppio turno. Con questa seconda amenità elettorale si prevede che le due liste elettorali che abbiano ottenuto i maggiori consensi ma che comunque non superino il 40% facciano un ballottaggio, uno spareggio, vale a dire un secondo turno elettorale. Ovviamente il vincitore si vedrà assegnato il tanto agognato premio e gli sconfitti si spartiranno, in maniera proporzionale il restante 45% dei voti validi. Fino qui nulla di nuovo, già la legge Acerbo, quella che diede inizio al governo fascista, aveva trovato una soluzione equivalente: non esisteva il doppio turno ma, per farsi attribuire l’ esoso premio di maggioranza, bastava il 25% dei voti su base nazionale. C’è anche dell’altro! Se nella legge del periodo fascista era ammesso esprimere le preferenze, nell’Italicum esse potranno essere introdotte solo con un eventuale secondo turno e il capolista rimarrebbe bloccato, quindi deciso dai partiti, un bel pernacchione alla democrazia.

 Il contenimento delle minoranze:

 Una legge che tuteli la maggioranza e sopprima le opposizioni non puo’, certamente, farsi mancare una misura che riduca il peso delle minoranze! La soglia di sbarramento al 3% (per tutto, non più coalizione, lista singola o partito, come negli anni scorsi) provvede a lasciar fuori dalle istituzioni i fastidiosi partiti piccoli; questo sarebbe anche una cosa buona, se non fosse unita al fatto che i perdenti si dividono solo un 45% totale dei voti e non sono nemmeno tra loro in coalizione: divide et impera L’italicum si applica solo alla camera ma il senato sta già attraversando una fase che lo porterà verso un suo depotenziamento e gli farà perdere la sua diretta eleggibilità (leggi “sarà inutile”). Sicuramente che la norma entri in vigore tra circa un anno è casuale e non legata alla volontà politica di andare alle elezioni a riforma del senato già approvata…

L’ultimo elemento non trascurabile è il fatto che l’astensionismo sorpassa abbondantemente il 40% degli aventi diritto e quindi il governo di maggioranza assoluta sarà eletto dal 40% dei due terzi dei votanti (quindi circa il 20% degli elettori effettivi). A voler ben guardare, il sistema elettorale «Acerbo» era forse più democratico ma, comunque, ormai l’Italicum è quasi legge… Evviva il Re!