Erich Fromm sosteneva che: “L’uomo crede di volere la libertà ma in realtà ne ha una grande paura. Perchè? Perchè la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni e le decisioni comportano rischi. Se, invece, si sottomette ad una autorità allora può sperare che l’autorità gli dica quello che è giusto fare, e ciò vale anche se vi è una unica autorità come spesso è il caso, che decide in tutta la società cosà è giusto e cosa è nocivo.” Partendo da questa riflessione, è lecito interrogarsi come sia possibile che davanti ad una situazione sociale evidentemente complessa, non vi sia quasi alcun tipo di azione pubblica dalla parte della “maggioranza silenziosa” tesa a segnalare la presenza di tale disagio sociale. Certo, gli scioperi, le manifestazioni, le dimostrazioni di dissenso svolte in piazza. Alcune sembrano essere un po’ paradossali, per quanto fondate, il Pd che manifesta contro il Pd per l’articolo 18, ad esempio, è emblematica come cosa: il pensiero unico che manifesta contro se stesso. Ma tutti si guardano bene da uscire dal recinto del pensiero unico e di costituire formazioni politiche contrastanti, anzi, un pezzo di Sel è entrato nel Pd. Il potere logora chi non ce l’ha, con o senza art.18. Ed è così che le questioni di principio hanno perso quasi ogni valenza: la minoranza interna si agita un po’, al massimo, ma alla fine cede sempre alle politiche neoliberiste di Renzi. E per minoranza si intendono tanto i dirigenti del partito in questione quanto i cittadini che pur scendendo in piazza, nelle urne, tendono a consolidare il Pd attorno al 40%. O almeno così dicono per ora i sondaggi. Perchè che i sindacati, spesso, rappresentino un apparato dell’attuale partito di maggioranza è un fatto storicamente accertato.

Esiste, insomma, una larga fetta di popolazione che subisce silenziosamente e incondizionatamente quel che gli altri decidono e si ferma, spesso sul divano, ad aspettare che la provvidenza, poco importa se mediante mezzi umani o più fatalistici, componga a suo piacimento la realtà sociale-lavorativa della nostra nazione. Certo, si possono seguire a proprio piacimento i talk show politici-attualistici ( ora manco quelli, ascolti in caduta libera praticamente per tutti), così da insultare chi ci sta più antipatico, prendere fintamente parte, scegliere il politico più simpatico e così via ma tutto ciò non intacca minimamente il corso degli eventi e il dilagare di una situazione dove, sintetizzando, la perdita di sovranità nazionale è ormai un fatto evidente ai più. La soluzione dell’astensione , come ad esempio sostiene Barnard, avrebbe senso solo se il non voto venisse istituzionalizzato e per ogni % di non votanti esistessero dei seggi vuoti, l’astensione pura e dura in realtà lascia ampi spazi di manovra ai partiti di governo per sistemarsi le leggi elettorali : con una percentuale di astenuti sempre maggiore, la torta si fa più piccola e i calcoli sono più semplici. Che la soluzione sia il ritorno del primato della politica sulla economia e una conseguente riabilitazione del concetto di militanza con l’aggiunta della ricomposizione del peso specifico della partecipazione popolare nei processi politici, è presto detto, che l’attuale, invece, sia un processo difficilmente reversibile teso alla restrizione della partecipazione e quindi ad un conseguente ristringimento del potere in mano a pochissimi, anche.

Tocqueville segnalò molto tempo fa come una delle caratteristiche essenziali delle democrazie liberali fosse quella di far sì che, prevalendo l’interesse privato, l’interesse pubblico venisse non solo ridimensionato in termini partecipativi quanto venisse proprio scansato a più non posso, quasi fosse un ingombro, una scocciatura, da parte di tutti gli uomini contemporanei che, dovendo perseguire unicamente la propria felicità personale mediante l’accumulazione di denaro, vedono nel tempo un fattore troppo importante per poterlo spendere in questioni che riguardano tutti. In questo quadro, si legge, sempre in Tocqueville il concetto di tempo entropizzato, dove i cambiamenti radicali sono malvisti e la tranquillità generale deriva dall’avere certezze immutabili, soprattutto dal punto di vista politico. E all’interno di questo contesto, andrebbe inserito il fenomeno consumistico della società liquida ( Bauman) che sostanzialmente distoglie i giovani da ogni forma di desiderio che non sia quello dell’acquisizione materiale e nel nostro specifico caso nazionale, la salvezza di se stessi nel tentativo di perseguire un qualcosa di concreto che metta al riparo dalla situazione precaria generale. Questa seconda cosa, nello specifico, costringe tutti noi a pensare molto poco ai fenomeni politici in atto quanto alle modalità tramite le quali, adattandosi, si possa fuggire l’incertezza assoluta.

In conclusione, esistono una serie di concause che stanno portando il potere ad essere ramificato nelle mani e nelle decisioni di pochissimi in Italia, attraverso processi storico-antropologici ormai pienamente consolidati in Occidente e attraverso strategie precise di ” rimbambimento collettivo” anch’esse dilatate nello spazio e nel tempo. Quel che ciclicamente si potrebbe prevedere è che ad un calo dell’interesse della partecipazione politica pressochè totale, possa seguire un processo essenzialmente contrario che riabiliti la politica nella sua accezione più nobile e che spinga gli esclusi e gli emarginati dai giochi di potere a tentativi di riacquisizione di cittadinanza attiva e anche in questo modo va letta la parabola del Movimento 5 Stelle. Il pericolo è che una mancata evoluzione della democrazia porti irrimediabilmente ad una involuzione. E per evoluzione non può immaginarsi una sempre crescente marginalizzazione del potere nelle mani di pochissimi. Ma questa è una involuzione complessa poichè non proviene dalla rabbia borghese o dalla proliferazione di qualche ideologia totalitaria in salsa novecentesca, quanto da un disegno comprendente la crescente perdita di sovranità nazionale e il conseguente accrescimento del potere di istituzioni non elette ( il caso Ue è sostanziale in questo senso). La libertà, insomma, per riprende Fromm è molto temuta dagli uomini che cercano di riporla all’interno di qualche autorità. Con la necessità però che questa autorità funzioni cosa meno che mai scontata.