Recentemente ha aperto a Bologna un pronto intervento un po’ particolare: si tratta del complesso Terme San Petronio-Antalgik-Bodi e la sua curiosità nasce dai metodi con cui si prefigura di operare. Sebbene si tratti, come altre già esistenti, di una struttura privata pensata per effettuare visite e trattamenti per necessità minori (contusioni e lussazioni) e si comporti da tale, esigendo quindi un pagamento di cento euro per ogni visita erogata, il fenomeno del crescente proliferarsi di tali istituti fa riflettere su come si stia sempre di più aprendo la strada al privato nel settore della sanità. La ragione sulla quale la clinica è stata abilitata ad operare è quella di sfoltire gli ingorghi ospedalieri causati da casi meno gravi. Eventuali immagini complementari alle visite, come radiografie ed ecografie, potranno essere ottenute tramite il servizio sanitario nazionale oppure mediante una assicurazione sanitaria privata. Questa parola fa rizzare i capelli a tutti quelli che si sentono tutelati da uno stato di wellfare .

Il rischio principale correlato al benestare verso questo formato di sanità è quello riguardante la possibilità che tali situazioni non gravi vengano, per legge, sbrigate da questi soggetti obbligando i cittadini- vista la frequenza con cui questi accidenti blandi si presentano- a stipulare delle assicurazioni sanitarie private per potersi tutelare e pagare le visite.

Immaginiamo per un istante una famiglia con quattro componenti, di cui due bambini in età da scuola elementare: considerando l’incidenza di questi fenomeni, l’ampiezza del nucleo familiare e la giovane età di una parte di esso non si fatica a credere come possa esistere un esborso mensile medio di circa duecento euro.

Come ovviare a questo problema e avere, al contempo, la disponibilità economica per poter mantenere una famiglia? Con una cassa sanitaria privata, che costerebbe comunque meno che pagare ogni singola prestazione. Oltre che dal punto di vista economico, ciò è scandaloso da quello sociale: perché bisogna essere costretti a pagare per poter esigere quello che è un diritto fondamentale umano?

In paesi in cui il sistema sanitario è in mano a privati, chi non gode di una copertura assicurativa e non ha le possibilità di pagare le cure mediche non viene nemmeno portato in ospedale. Non è appropriato che le persone vengano prima dei fantomatici mercati e del- per dirlo con una parola che sa di comunismo- “capitale” e non bisogna essere dei socialisti per essere d’accordo con questa affermazione.

Perché invece di incentivare tale fenomeni lo stato Italiano non si prodiga per far funzionare al meglio la sanità pubblica? La colpa è, da una parte, del cittadino medio che si disinteressa della politica e dall’altro dello stato stesso che gestisce male le risorse e che continua ad attuare politiche di austerity esageratamente gravose  nei confronti dei cittadini.

Purtroppo negli ultimi anni le amministrazioni pubbliche, complice la corruzione, hanno perso gran parte della loro credibilità, favorendo il settore privato. Probabilmente, se si proseguirà in questa direzione, a breve assisteremo ad uno dei pochi casi di referendum sensato.

(foto La Repubblica)