Cominciamo da una precisazione fondamentale: l’Italia non ha gli spazi né le risorse per sostenere un’ondata migratoria quale quella che sembra essere cominciata da tempo. Non le ha l’Italia, ma non le avrebbe nessuna nazione in Europa. L’Italia non ha i mezzi per ospitare milioni di immigrati, e ci mancherebbe anche: l’ottusa retorica pro-migrante è idiota tanto quanto il suo opposto. Ma restano tutta una serie di ulteriori riflessioni da fare, talmente lapalissiane che a volte ci si chiede come facciano ad essere trascurate.

A un primo sguardo la propaganda salviniana sembra costituirsi come un pot-pourri di slogan violenti, ignoranza e ipocrisia come calamite per attirare il suo target. Il suo profilo facebook tre o quattro volte al giorno presenta resoconti di casi di pirateria stradale, furti, reati commessi rigorosamente da stranieri (non sempre clandestini) sul suolo italiano. Poi, con l’insistenza di un demagogo-showman ecco il richiamo, sempre in maiuscolo, alla ruspa. A Pontida poi, il leader del Carroccio e gli organizzatori dell’evento hanno superato se stessi: un grosso caterpillar dietro il palco a raffigurare l’emblema dell’ideologia politica del partito, magliette con il disegno della ruspa disponibili anche nelle taglie per la prima infanzia. Che zingari e comunità magrebine non siano perfettamente integrate è evidente. Che fra queste comunità ci sia un tasso di delinquenza maggiore rispetto a quello della media nazionale, anche questo sembra essere un dato di fatto. Ma occorre chiedersi in quale misura. E soprattutto occorre chiedersi perché.

In un paese che “ricicla” fra i suoi vertici politici, amministrativi ed economici significativi criminali, salariandoli per esercitare (spesso) libero gioco nel malaffare; in un paese che obbedisce ai diktat dell’Europa e del mercato ultracompetitivo per assecondare l’interesse delle più grossi lobby bancarie e ridurre progressivamente risorse e libertà ai ceti deboli (fra cui ci sono quegli immigrati che meriterebbero aiuto), mirando tout court all’applicazione del chomskiano principio della rana bollita; in un paese  in cui l’evasione fiscale sottrae in media 180 miliardi di euro all’anno dalle casse dello stato; in un paese in cui l’azienda col fatturato più alto è di stampo criminale, ed è la mafia (e si potrebbe continuare ad libitum): in un paese del genere i reati degli zingari esattamente quale posto occupano? Opportuno sarebbe allora sperare in una simulazione strategica, che faccia leva sulle più volgari istanze di razzismo popolare per moltiplicare consensi. Salvini non mente, i suoi dati sono reali. Il punto è quello che non dice, o per meglio dire la sua gerarchia delle problematiche. Per questo sarebbe curioso immaginare un’Italia senza immigrati, senza clandestini: il paradiso di molti elettori leghisti. Difficile allora figurarsi una nazione salva, più semplice costruirsi l’immagine di un’Italia che pensa di guarire da un tumore con una bella insaponata sotto la doccia.

È l’incoerenza infatti, ciò che svuota di significato i comizi verdi: basti pensare ai campi rom della capitale istituiti da Rutelli, confermati da Veltroni e rifinanziati da Alemanno con il contributo di Maroni. A rendersi necessaria poi, è anche un’estensione della prospettiva d’analisi del problema dai meri confini nazionali; prender coscienza di avere a che fare con un Europa sorda con chi accoglie i migranti e muta con chi li respinge. È in un terreno di coltura come quello citato, allora che diviene possibile che le mafie rubino i milioni destinati agli immigrati e che i populisti di turno dirottino l’attenzione sul furto d’appartamento. Se il tasso di “attenzione politica” deve essere proporzionale all’impatto del problema, a sentire le dichiarazioni del leader della lega l’Italia sembrerebbe un paradiso immacolato macchiato da demoni con la pelle scura. Perché è esattamente questa l’immagine che Salvini vuole dare: che il nemico venga da fuori, dal diverso e non dal disonesto in sé. Una strategia vecchia e funzionale in momenti di crisi, e che nel novecento costituì la via d’accesso al potere per i partiti nazionalistici di stampo nazifascista. Stupido ritenere allora che gli elettori si dividano in xenofobi e ingenui compassionevoli: qui non è questione di razzismo. Qui è questione di vuota demagogia.

Sitografia:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/ue-italia-maglia-nera-per-evasione-fiscale-costa-180-miliardi-di-euro-allanno/573483/

http://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2015/06/22/salvini-pontida-lega