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Era dai tempi di Berlusconi che un fenomeno politico non veniva seguito con così tanto accanimento da parte dei media. Si tratta del Movimento 5 Stelle, nello specifico della sua punta di diamante: il sindaco di Roma Virginia Raggi. Questa è la prima poltrona veramente importante che il Movimento si ritrova a coprire e tutta questa responsabilità è stata controbilanciata da una pesantissima diffusione mediatica di tutto ciò che riguarda il nuovo sindaco di Roma. Dal passato professionale alla famiglia e alle relazioni sentimentali: tutto ciò che potesse mettere in difficoltà la nuova eletta è stato messo su piazza. Mesi di gossip e un vero e proprio accanimento da parte dei giornalisti politici che di tutto hanno scritto tranne che di politica. Dal canto suo la grillina Virginia, si è dimostrata finora in affanno per quel che riguarda il piano prettamente politico. Disastrosa gestione dell’emergenza abitativa, il rifiuto di candidare Roma alle olimpiadi, la bocciatura del bilancio (mai successo nella storia), il boom dei contratti esterni e poi gli scandali Muraro, Frongia, Marra, e infine l’ultimo della polizza di Salvatore Romeo.

Salvatore Romeo durante l'assemblea capitolina in Campidoglio, Roma, 06 ottobre 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Salvatore Romeo durante l’assemblea capitolina in Campidoglio, Roma, 06 ottobre 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Tutte le indagini sono state gonfiate ad arte dai giornali, ma i fatti parlano chiaro: Marra è in carcere e la stessa Raggi è indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. A onor del vero le vicende che hanno coinvolto la Raggi hanno qualcosa di clamoroso, ma chi mastica la politica romana sa bene che governare a Roma “contro” quell’apparato di centro sinistra radicatissimo da decenni nelle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie vuol dire andare incontro come minimo ad un avviso di garanzia. Lo sanno bene Alemanno e poi Marino, eletto con il Pd e poi scaricato quando ha deciso di muoversi di testa sua.

Virginia Raggi, ospite da Enrico Mentana a Bersaglio Mobile, spiega l’affaire delle polizze

Virginia Raggi in questi mesi ha fatto poco e ha fatto male: si è ritrovata tutta la responsabilità di scelte sbagliate che in parte le sono state imposte ed ha pesato tutta l’inesperienza di una professionista che non ha mai fatto politica in vita sua, se non per un paio di anni come consigliere di opposizione al comune di Roma. “Ci hanno lasciato una città completamente devastata” questo è stata la frase più ripetuta nei sette mesi del governo Raggi ed è stata la frase più utilizzata anche da Ignazio Marino e a suo tempo da Gianni Alemanno, questo perché lo stesso potere che ha criticato l’operato di questi ultimi tre sindaci è lo stesso che ha portato la capitale alla situazione in cui è adesso. Se a Roma si vuole cambiare, qualunque direzione si voglia prendere, (chiaramente ognuno di questi ultimi sindaci possiede una visione politica completamente diversa l’una dall’altra) il potere che ha governato la città negli ultimi 50 anni farà di tutto affinché non accada e lo farà utilizzando giornalisti e magistrati. Potrebbe sembrare una teoria del complotto, ma è la verità. E lo dimostra il fatto che sia Alemanno che Marino sono stati assolti e questo probabilmente succederà anche alla Raggi.

Le critiche che si vogliono e si devono muovere al neosindaco, sono di carattere politico. Quali sono le azioni che realmente sta adottando per cercare di cambiare volto a questa città? A parte sbattere le porte in faccia a costruttori e dirigenti sportivi, dalla vicenda del Coni al no allo stadio della Roma. Cosa sta facendo realmente oltre a far smettere di mangiare chi ha sempre mangiato sulla pelle dei cittadini romani? Sia chiaro, questo fa piacere e se ne parla poco di quanto in effetti il suo operato stia inceppando un sistema. Ma cosa impedisce che lo stesso riprenda alla fine del suo mandato? Nulla. Non si dice che per rendere difficile la vita ai costruttori e agli imprenditori che hanno lavorato per anni sulle spalle dei romani, la si rende e molto anche a chi lo fa onestamente e spesso anche per passione. In occasione dell’estate romana, a causa di cavilli burocratici che con l’amministrazione Raggi invece di essere semplificati sono stati complicati, molte realtà non hanno potuto avere luogo e a causa di un problema con la comunicazione, gli eventi che invece hanno avuto luogo non sono stati pubblicizzati per tempo facendo avere perdite economiche a molte organizzazioni. Roma è una città che va snellita in tutti i suoi aspetti, viabilità edilizia, cultura, pratiche amministrative. Questi processi, quest’incremento di controlli sta rendendo tutto molto più complicato contribuendo a rendere la città sempre più priva di iniziative.

Mentana difende Virginia Raggi

Negli ultimi mesi si è avuta la sensazione che Virginia Raggi sia caduta nel tranello e che abbia passato più tempo a difendersi che a governare. Gli attacchi poi, non vengono solo dall’esterno. Per lunghe settimane l’operato del neosindaco non ha ricevuto il favore di Beppe Grillo che oggi invece sembra essere dalla sua parte, quando invece non lo sono mai stati i colleghi di partito, Marcello De Vito e Roberta Lombardi, la quale sta facendo di tutto per farla fuori da Roma e dal Movimento. Pare infatti che sia stata proprio la senatrice a far arrivare ai giornali la notizia della polizza di Romeo (nonostante la successiva smentita dell’interessata). Faide interne e creazioni di correnti dunque; tutti elementi che provocano una certa delusione nei confronti di chi sperava che i 5 stelle rappresentassero un’alternativa ai vecchi partiti tradizionali. La speranza è che la si smetta di parlare di tutto tranne che di politica e che si cominci a governare per davvero, perché se il Movimento 5 Stelle vuole più tempo per imparare a gestire la cosa pubblica, Roma non ne ha più. Sono passati sette mesi dall’elezione di Virginia Raggi: pochi per lasciare il segno, tanti per non aver neanche cominciato a farlo.