Il nuovo passo governativo relativo ai tagli passa anche attraverso la sanità, rischiando di travolgerla, ma potrebbe permettere di ricavare dai 10 ai 30, ottimistici, miliardi di €. Il Ministro della Salute stesso, Beatrice Lorenzin, ancora in quota NCD ha presentato il decreto che taglia, de facto, ulteriori 10 miliardi a un reparto in crisi come quello sanitario. Da ogni città e dalle amministrazioni comunali di ogni appartenenza politica si levano puntuali gridi per ottenere un potenziamento o, nel peggiore dei casi, la permanenza di ospedali e ambulatori territoriali, eppure  il Governo non ascolta e continua a ritenere esatta la teoria che vede un solo grande presidio ospedialiero per più città e, nei casi più estremi, per più di duecento mila abitanti.

Tutto questo non ferma Renzi e la Lorenzin che continuano a calare la scure chiamandola “efficientamento”. Come quasi ogni manovra politica sembra sia cosa buona e giusta: quante volte i cittadini si lamentano del fatto che la sanità italiana è poco efficiente o addirittura del tutto inefficiente? Quante volte, mettiamoci una mano sulla coscienza, ci si è lamentati a nostra volta perché bisognava attendere secoli e millenii per ottenere una visita magari specialistica passando con la mutua? Chiamando questa manovra “efficientamento” Renzi fa leva sul malcontento popolare che circonda e appesantisce la triste aria rarefatta degli ospedali, ma cosa vede esattamente questo decreto? Per il biennio 2015/17 si prevedono tagli per 2,3 miliardi all’anno che riguarderanno da vicino le visite specialistiche: ritenendo infatti che molte prestazioni specialistiche non siano affatto necessarie, il Governo pubblicherà una lista di visite necessarie per le diverse patologie. Per fare un esempio: a chi soffre di gastrite non verrà fatta passare una visita al dito del piede, per ovvii motivi. Fino a questo punto niente da obiettare; ma se chi soffre di gastrite ha problemi di denti dovuti all’acido del reflusso gastrico? Chissà se il dentista finirà nella lista delle visite necessarie a chi soffre di problemi gastrici.

Il Ministro Lorenzin si difende dalle accuse con queste parole: “Sono perfettamente d’accordo con la road map indicata dal commissario – Yoran Gutgeld, commissario alla revisione alla spesa – Niente tagli lineari, anche perché non c’è più niente da tagliare: c’è invece la possibilità di recuperare risorse grazie a una maggiore efficienza e a una nuova organizzazione. Si calcola una cifra intorno ai 30 miliardi ma se riusciamo a trovarne 10 mi accontento.” Siamo proprio sicuri che non ci sia più nulla da tagliare? Effettivamente tagliare ancora è praticamente impossibile, ma è possibile fare un efficientamento migliore? Sicuramente si. Perché una determinata A.S.L. decide di appaltare la fornitura di siringhe, per dire, ad un costo di “X” quando un’altra A.S.L.per ottenere lo stesso numero di siringhe della stessa qualità e per lo stesso periodo di tempo deve pagare il triplo di quella che ha pagato X? Ciò che scriviamo non è certo la scoperta del secolo: in fin dei conti per quale motivo è saltato fuori lo scandalo della sanità siciliana che rischia di far saltare la poltrona di Crocetta? Nel mondo della sanità il clientelismo, il favoritismo e il nepotismo la fanno da padrone nella maggior parte dei casi e questo fa si che non vi sia un unico appalto per le forniture nonostante molti dei medici per nulla collusi abbiano proposto più di una volta determinata manovra al fine di ridurre gli sprechi colossali presenti nel mondo sanitario.

Tagliare non era possibile, e nemmeno necessario. Era possibile cercare di limitare gli sprechi mandando a casa chi specula da anni sulla sanità italiana. Eppure il Governo Renzi si mantiene incredibilmente coerente: cambiare tutto per non cambiare proprio nulla.