Vecchio, obsoleto, instabile e con un serbatoio molto piccolo. Ecco su che razza di aereo erano costretti a viaggiare i Premier italiani prima di oggi. Fortunatamente Letta si era già accorto di questa terribile mancanza e durante il suo periodo come Presidente del Consiglio aveva già deciso di mettere in vendita l’ex “Air Force One” d’Italia. Probabilmente Letta, in quel periodo di folli e sanguinosi tagli, aveva deciso di risparmiare sull’aereo privato a disposizioe del presidente. Renzi, evidentemente, non ha colto al meglio le intenzioni del suo predecessore ed ha deciso che il vecchio Airbus A319 verrà sostituito da un modello decisamente più grosso, più confortevole e con un serbatoio in grado di garantire voli diretti anche fra un continente e l’altro. Il nuovo Airbus A330 sarà dotato anche di WiFi, di sale riunioni, di posti per i giornalisti, di zone relax, infermeria e della consueta camera matrimoniale per il Presidente del Consiglio e consorte e il prezzo di questo nuovo regaluccio fatto da Renzi a se stesso si aggira fra i 175 e 200 milioni di euro, ma il popolo italiano non ha nulla da temere: è in leasing!

La formula d’acquisto, di cui usufruiscono anche celebri compagnie aeree, è una nuova trovata di Renzi per evitare che certe scelte discutibili finiscano per intaccare ufficialmente il bilancio statale: il leasing permette infatti di evitare certi rigidi parametri sulla trasparenza di cui il PD, dopo il lancio del M5S, era stato grande promotore. Per placare le polemiche incessanti e pesanti dopo la diffusione della notizia, sono state fatte circolare voci di corridoio che accuserebbero ancora Letta per aver pre ordianato l’aereo, sebbene comunque non vi siano ancora notizie o note ufficiali del governo rispetto al nuovo acquisto. “Durante il mio governo fu decisa la riduzione della flotta dei “voli blu” con un percorso di dismissione di alcuni veicoli – si smarca l’ex premier – Non vedrei alcuna ragione per cui oggi il governo Renzi decidesse un cambio di direzione di marcia e ricominciasse a spendere soldi pubblici in quel settore. Gli aerei usati sono efficienti e più che sufficienti per le esigenze di servizio.”

La voglia di shopping irrefrenabile che ha colpito Matteo Renzi sembra essere stata scatenata dal fatto che, fra i premier del G8, lui avesse l’aereo più piccolo e così ha agito secondo i canoni di chi soffre della sindrome di pollicino correndo subito ai ripari e acquistando un “Air Force One” in grado di doppiare quello attualmente in dote al primo ministro francese Hollande. In questa lotta a “chi ce l’ha più grande” (l’aereo) a rimetterci è come sempre il popolo italiano. Se le polemiche contro il viaggio di Matteo Renzi a New York per assistere allo scontro fra la Vinci e la Pennetta nonostante avesse in agenda un intervento alla Fiera del Levante, sono state definite “ridicole” dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, intervenuto a Bari in sostituzione del Premier, chissà come verranno etichettate quelle sul nuovo aereo. In un periodo storico in cui le massime istituzioni della Repubblica italiana insistono su parole come “sacrifici”, “tagli”, “responsabilità” e “risparmio” di fronte agli obblighi e ai diktat dell’economia e della finanza, il buon senso avrebbe duvuto prevalere sulle manie di grandezza del fiorentino, ma così non è stato.

Per dovere di cronaca c’è da dire che Renzi avrebbe trovato alla Fiera del Levante undici sindaci salentini sul piede di guerra a causa delle prossima costruzione di un gasdotto azero che, dopo un tratto di 870km, sorgerà proprio sulle spiagge di San Basilio, considerato uno dei locali di villeggiatura più amato al mondo. Ovviamente per Renzi è più semplice passare il tempo a guardare una partita a tennis dall’altro capo del mondo che affrontare la popolazione e i problemi reali cui dovrebbe dare risposte la politica. La buona notizia comunque c’è: Renzi non volerà più da nessuna parte… con il vecchio aereo.