Si rassegni l’onorevole Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana: chi crede fermamente nei valori della democrazia, sa benissimo che la stabilità dei governi è un elemento importante per una corretta gestione del potere poiché significa, senza entrare nel merito dei contenuti della riforma costituzionale oggetto del referendum d’autunno, che l’esecutivo e il Parlamento possono adottare provvedimenti anche impopolari, in grado quindi di scontentare alcune élite, e però a tutto vantaggio dell’intera comunità, in particolare delle nuove generazioni. Se c’è stabilità, allora diminuisce per il governo il rischio di dimissioni causate dai ricatti delle minoranze e diminuisce la pratica dei compromessi. Fratoianni, alfiere della sinistra dura e pura, pensa invece che la stabilità dei governi non sia un valore, ma l’inizio di una deriva autoritaria, il presupposto di una sostanziale dittatura.
 
Questo è quanto emerge da un post che ha pubblicato recentemente sul suo profilo politico di Facebook, in aperta polemica con le dichiarazioni rilasciate da Giuliano Pisapia, già sindaco di Milano e anch’egli di sinistra, in un’intervista su Repubblica del 18 settembre scorso. Materia del contendere, ovviamente, il referendum costituzionale. L’avvocato e politico meneghino, infatti, è colpevole di aver dichiarato sul quotidiano diretto da Mario Calabresi, che non solo non si iscriverà al comitato del No, ma che la democrazia non è in pericolo. Di più: una modifica dell’Italicum “può fare la differenza” sulla scelta definitiva. Ad ogni modo, Pisapia ha voluto sottolineare anche che “la Consulta ha detto espressamente che sono obiettivi di rilievo costituzionale anche la stabilità del governo del Paese e l’efficienza dei processi parlamentari”. E ha aggiunto: “Mi sembra che tutti, anche in Italia, siano d’accordo nel ritenere che quello di avere governi stabili sia una esigenza reale”. Ma questi giudizi tecnici sono stati accompagnati anche da un giudizio politico riguardante lo scontro interno al centrosinistra sul referendum:”Sono un sostenitore accanito del valore dell’unità del centrosinistra e invece mi sembra di assistere, tra persone che hanno la stessa storia e gli stessi valori, a una continua e disastrosa polemica”.a
 
L’onorevole Fratoianni quindi, non si è trattenuto, e su Facebook ha commentato:”La fine del centrosinistra nelle parole di Pisapia sembra il frutto di un capriccio o peggio di un’esplicita vocazione minoritaria” e ha proseguito:”Stabilità di per sé non vuol dire niente. Si può anche, stabilmente, governare dalla parte dei più forti”. Si dirà: siamo alle solite, con questa sinistra che, essendo incapace di attualizzarsi, si rifugia nel passato risvegliando antichi fantasmi, inconsapevole di essere diventata anch’essa un fantasma. Certo, una parte della destra sta facendo peggio: in preda al cupio dissolvi aderisce al No, volendo abbattere quanto ha cercato di costruire per decenni. Però non è ancora riuscita a rilasciare commenti come quelli di Fratoianni che, a conclusione del post polemico, parla di “rimettere a tema la questione della qualità della democrazia”. La “qualità”, come se fosse una giacca d’alta moda, da sfoggiare nelle migliori occasioni per poi riporla nuovamente nel buio degli armadi.