La nuova Rai assomiglia sempre più a un’emittente di partito piuttosto che a una televisione di Stato. Pochi giorni fa infatti, davanti alla Commissione di Vigilanza Rai, sono stati presentati i programmi per la prossima stagione televisiva, che tra lunedì e martedì saranno messi al voto. Grandi novità sono state esposte da Daria Bignardi (novella direttrice di RaiTre), soprattutto per la programmazione del terzo canale, le quali non hanno mancato di suscitare subito malumori e critiche. Ha colpito la massiccia infornata di personaggi esterni alla Rai, tutti alquanto ben visti da renzismo, da Gad Lerner a Walter Veltroni, fino a Concita de Gregorio.

Il genere del talk show dopo le dichiarazioni degli scorsi giorni è risultato definitivamente deceduto. Ballarò infatti non ci sarà più e al suo posto avremo un programma affidato all’ex volto di SkyTG24 Gianluca Semprini, decisamente ridimensionato nella durata: si passerà da tre ore a 90 minuti, poiché “il lenzuolo delle tre ore non funziona da almeno tre anni e l’Italia in questo fa davvero eccezione”, ha esposto diligentemente la Bignardi. In sostanza meno idee, meno discussioni, prevedibilmente meno ospiti, per far passare pochi e chiari concetti approved by Matteo. Il tempo libero rimanente dal dimezzamento di Ballarò invece sarà occupato da uno spazio di cronaca condotto dal ben noto Salvo Sottile (accigliatissimo!), sulla cui professionalità e capacità lasciamo giudicare i lettori.

Il vecchio Gad Lerner invece, che tutti ricordiamo sull’orlo di una paresi facciale mentre l’allora premier Berlusconi invitava via telefono l’onorevole Iva Zanicchi a lasciare quell’incredibile “postribolo televisivo” che era la sua trasmissione, si occuperà di sei puntate in seconda serata sul tema dell’Islam e dei migranti, dal titolo “Islam, Italia”, probabilmente per dare ulteriore diffusione al neoterzomondismo buonista tanto caro al nostro governo.

Ma a settembre rivedremo anche l’immancabile spocchiosa faccia di Fabio Fazio, con tutto il suo seguito di pagliacci di regime, che anzi per la nuova stagione avrà ben tre ore di tempo per intrattenere i telespettatori con la sua propaganda renziana, ma solo la domenica (la Gabanelli slitterà al lunedì), mentre, annullata la puntata del sabato, il giovedì condurrà il redevivo e altrettanto snob Rischiatutto. E sempre su RaiTre pare che dovremo sorbirci anche le immense banalità condite al miele di Pif, in strisce quotidiane da circa 10 minuti.

Veltroni sarà poi autore di due programmi, Santoro condurrà delle docu-fiction, e la lista è ancora lunga. Ma la cifra comune del nuovo palinsesto Rai, e in particolare di quello di RaiTre sembra essere quella di una televisione, che dovrebbe essere pubblica, che di anno in anno, di governo in governo perde pezzo dopo pezzo la sua autonomia e il suo pluralismo, diventando sempre più il canale propagandistico preferenziale della politica, controllato e pilotato da questa, quando invece il compito insito in una televisione di stato dovrebbe essere l’esatto opposto, ovvero quello di farsi essa controllore e possibile canalizzatore delle scelte governative. Ma abbiamo questo, dunque prepariamoci a sorbirci in prima serata per un altro anno ancora (almeno) tutti gli amici di Renzi&co.