L’Unità, sito ufficiale del Partito Democratico, ha riportato quanto sostenuto da Graziano Delrio in un’intervista a La Stampa: “La sorpresa del 2016 sarà l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino”. Della vicenda ce ne occupammo a luglio, quando in un’inchiesta svelammo gli interessi finanziari di Benetton dietro al progetto di raddoppio dell’aeroporto romano. Adesso – come annuncia trionfalmente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – il Governo torna a parlare del potenziamento di Fiumicino.

Ma cosa significa per Delrio “potenziare”? Nell’Agro Romano se lo sono chiesto in molti, compresi i rappresentati del Comitato Fuoripista, che da anni si oppongono al raddoppio. In una nota si legge che “il Comitato si è sempre dichiarato favorevole ad un radicale rinnovamento dell’aeroporto, che con le suddette opere potrebbe arrivare ad una capacità di oltre 70 milioni di passeggeri all’anno con le 3 Piste attualmente esistenti”. Ma la politica è brava con le parole, e la paura è che – anziché favorire lo sviluppo dell’opera all’interno del suo attuale sedime – il Governo voglia cementificare i territori circostanti, andando a favorire quanti hanno interessi sui territori stessi. Del resto gli elementi per essere sospettosi ci sono tutti: si promettono nuovi posti di lavoro (“grazie agli investimenti pubblici ci sarà maggiore occupazione”), si usa una terminologia ambigua e non si fa riferimento alle istanze dei cittadini. Una ricetta dal sapore già conosciuto.

La vicenda è spinosa, e i precedenti del Governo Renzi in tema di ambiente non lasciano presagire nulla di buono (vedi caso trivelle off shore). Le ripercussioni ambientali di un eventuale raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino sarebbero disastrose. Il territorio da cementificare ricade infatti parzialmente sulla Riserva Naturale, e la sua distruzione sarebbe l’ennesimo affronto ad una terra che ha già conosciuto i drammi della speculazione edilizia.

Ad ogni modo, sarebbe bene che il Governo trovasse soluzioni definitive e più chiare. Anzitutto – come ricorda il Comitato Fuoripista – spostare i voli low cost verso un aeroporto dedicato. In secondo luogo, sviluppare ed ottimizzare le infrastrutture già presenti all’interno dell’attuale sedime aeroportuale. Ciò, secondo i calcoli dello stesso Comitato, sarebbe sufficiente ad ottenere i risultati auspicati dal raddoppio dell’aeroporto. Risparmio di soldi pubblici – circa 12 miliardi di euro, la più ingente somma ipotizzata per un’opera pubblica – e salvaguardia dell’ambiente. Chissà se Delrio ascolterà i cittadini o preferirà continuare lungo l’asse della cementificazione speculativa: quel che è certo è che Fiumicino sarà per il Partito Democratico un banco di prova dal quale sarà impossibile sfuggire.