Finalmente la legge sulle unioni civili è stata approvata; finalmente perché questo teatrino dell’assurdo ha bloccato l’attività parlamentare e il dibattito pubblico fin troppo a lungo. Mai un provvedimento così ininfluente per la maggioranza dei cittadini è stato tanto sovra mediatizzato e sopravvalutato nel suo impatto reale; sono i numeri stessi a dirlo. Nei Paesi della laicissima Europa, dove tutto ciò che riguarda i diritti civili viaggia a una velocità doppia rispetto alla retrograda Italia, le unioni delle persone dello stesso sesso oscillano tra l’1 e il 2% della popolazione; se invece si guarda al problema dell’adozione del figlio del partner, l’Istat indica in circa 500 i casi nostrani.

Non voglio qui assolutamente negare che tutti i cittadini italiani, per quanto parte di un gruppo esiguo, abbiano diritto a essere considerati dal Governo e abbiano diritto a far valere le proprie esigenze nel rispetto delle leggi dello Stato; eppure bloccare un Paese per una questione così marginale è innegabilmente un esercizio più demagogico che legislativo. Non a caso, infatti, tutti i partiti (e ribadisco tutti) ci sono buttati a pesce. Il giochino era semplice e bipartisan: tutti ne avevano da guadagnare in esposizione mediatica, mentre il provvedimento non ha rilevanti ricadute reali sulla vita degli italiani.

Strano è il caso di una legge così combattuta dove alla fine (quasi) tutti si proclamano vincitori e gli unici a non esserlo sono proprio coloro per cui la legge era stata pensata. Lo è il PD che si attribuisce il merito di avere fatto passare la prima (storica!) legge per regolare le coppie dello stesso sesso; lo è il suo alleato Alfano, che improvvisamente sembra aver dato un senso all’esistenza stessa del suo insignificante partito; lo sono i verdiniani che sanciscono la loro (in)ufficiale entrata nella maggioranza; ma lo sono (o almeno dicono di esserlo) i 5 Stelle che hanno messo in difficoltà il governo e infine tutte le altre forze di opposizione che hanno sostenuto il Family Day, ergendosi a difensori della Tradizione, incassando il sostegno della componente cattolica della società che promette vendetta – il temibile “noi ce ne ricorderemo” – in vista delle prossime consultazioni amministrative e referendarie. Gli unici sconfitti sono proprio gli oltranzisti LGBT, che in fondo della legge non gliene fregava granché ma volevano le adozioni senza se e senza ma.

Eppure, compagni arcobaleno, non dovreste abbattervi: la stepchild adoption si farà presto tramite decreto come è prassi di questo esecutivo e, se non si riuscisse, lo faranno i giudici per non discriminarvi davanti alla legge. È cosa fatta.

Ora però è tempo di trattare le cose serie che ci attendono tutti.