“La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti… Fare i lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono (…) Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, divi del cinema, rock star… ma non è così! E lentamente lo stiamo imparando e ne abbiamo veramente le palle piene.” Brad Pitt nel film Fight Club, pensa ad un futuro fin troppo roseo per le generazioni occidentali dell’avvenire. Sicuramente suggestivo, il discorso dell’attore, ma poco veritiero. Perché in realtà in Italia non abbiamo assolutamente imparato ad odiare la tv, a spegnerla seppur per qualche istante, a pensare che le pubblicità e i film impongano modelli sbagliati, da contestare. Anzi, questa scatola intima e subdola è diventata sempre più parte fondamentale della nostra vita, inscindibile dalle nostre esistenze. Ed attualmente risulta il mezzo prediletto dalle èlite per influenzare e carpire le coscienze. Un riscontro quotidiano di tutto ciò sono i telegiornali, i documentari, addirittura i programmi di cucina. Tutto è finalizzato a distruggere una società, per imporne un’altra, attraverso la tv.

Ed è proprio di qualche giorno fa la notizia che Sky, il colosso televisivo di Rupert Murdoch, magnate australiano già proprietario di diverse testate giornalistiche negli Stati Uniti, dell’azienda televisiva Fox Broadcasting Company, nonché fervente sostenitore di David Cameron, ha iniziato l’assalto alla “libera” televisione italiana. Libera perché non a pagamento. Infatti il gruppo Sky Italia, conosciuto per la “Pay tv” , e finora rivolto solo ad una piccola parte di popolazione, è intenzionato ad acquistare il canale 8 del digitale terrestre gratuito, andando ad inserirsi tra i primi 8 canali nazionali maggiormente seguiti. L’acquirente del servizio sarebbe la società statunitense Viacom che attualmente in Italia trasmette Mtv. Sky potrebbe, quindi, in un sol colpo mettere da parte la concorrenza della Bibbia (tutta occidentale) della musica e iniziare la scalata alle vette del palinsesto televisivo nazionale. Un’operazione economico-strategica, quella voluta da Murdoch, poco pubblicizzata dalla stampa ma di straordinaria importanza, perché se andasse a buon fine permetterebbe al magnate australiano di entrare di peso nelle case di tutti gli italiani. Inoltre, la società Viacom sarebbe ben disposta a vendere il proprio spazio sulla tv gratuita, andando incontro alle richieste del gruppo Sky.

Repubblica ha scritto che vi sarebbe già un accordo di massima tra Sky e Viacom per la cessione del canale 8, che dovrebbe essere ufficializzato nei prossimi giorni. In pratica la società statunitense che trasmette Mtv andrà a ricevere un primo e corposo assegno al termine della trattativa. In seguito, nel caso in cui si concluda favorevolmente per Viacom il contenzioso in atto con Telenorba, la società statunitense riceverà da Sky la seconda tranche di soldi. In tutta questa storia Telenorba, tv locale pugliese, fa la parte di Davide contro Golia, dato che sostiene da tempo, in ambito giudiziale, che i tre canali strategici del digitale terrestre 7, 8 e 9 dovrebbero essere destinati solo a televisioni locali, regionali e non nazionali. Insomma, una bella rogna ,quella di Telenorba, per i due giganti della televisione internazionale manifestamente dimostrata dalla suddivisione in due tranche del pagamento prevista dal contratto. E non è detto che in questa storia Golia abbia la meglio.

In ogni caso, Sky si è dimostrata un’azienda lungimirante e desiderosa di sbarcare anche sulla piattaforma televisiva gratuita. Vero “cannone di propaganda sociale” in Italia. Sky ora sta tentando il tutto per tutto: superare prima La7 di Urbano Cairo, poi Mediaset e infine Rai. Lo squalo Murdoch si è dimostrato più sveglio e preparato che mai. Ha puntato le proprie prede e si appresta ad attaccarle. Non ci sarà da stupirsi se in un futuro non troppo lontano, pigiando un tasto qualsiasi del telecomando, saremo costretti a sorbirci nuove sviolinate governative o ridicole performance di intransigenti giudici culinari.