Laterina nel 1860 votò, mediante referendum, per non far annettere la Toscana al Regno di Sardegna. Ma per poco. Altrimenti, forse, questa storia sarebbe stata diversa. Perché quel che c’è da raccontare parte proprio da questo paesino di 3.521 abitanti dell’aretino. Da quella Toscana che si è presa Roma. Laterina, infatti, è stato il luogo dove è cresciuta Maria Elena Boschi, attuale Ministro per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento del Governo Renzi.

Immagine candida, evidentemente, sottovalutata però dalla stampa quale fosse una sorta di “dama di corte”o una “fatina”, sembrerebbe in realtà, a prescindere da questa reductio operata dai rotocalchi, la vera arma da guerra dei renziani. La “giaguara” la chiama chi ne conosce le origini, il percorso, il temperamento.  La immortalano al mare, mentre va a fare la spesa, la lasciano parlare di come la sua vita sia cambiata da quando la politica l’ha risucchiata in un vortice di impegni. E così il Ministro non può più fare le ore piccole in discoteca, dice lei stessa. E’ tipico di certo giornalismo italiano tentare di femminizzare le donne impegnate in politica, cercarne gli aneddoti, depotenziarne la capacità mettendo in risalto le questioni gossippare. Così di lei si conosce più facilmente se è fidanzata o meno rispetto la sua provenienza politica, lavorativa ed economica se si vuole. Per alcuni presunta amante di Renzi a donna solitaria in carriera che non ha tempo per niente, ormai è usanza fare i confronti tra i suoi bikini e quelle di altre esponenti della politica italiana, ci si chiede se abbia perso o messo kg ma pochi, pochissimi paiono chiedersi chi sia realmente Maria Elena Boschi.

Salvini la chiama “Ministro sculettante” rischiando di inserirsi così nel novero di coloro che parrebbero tentare di delegittimare la Boschi per motivazioni quantomeno opinabili. La storia della Boschi- è da premettere- non è la storia del padre o della sua famiglia: si sarebbe fatta da sola, dicono i più informati. Ma conoscere i suoi legami forse aiuta a comprendere il peso che oggi ha assunto. Le voci di presunti accordi sottobanco tra Denis Verdini e il babbo dell’odierno Ministro sulla base di rapporti di potere tutti riferibili alla Toscana sarebbero prive di fondamento. Pier Luigi Boschi, però, non è un uomo qualunque. Sarebbe, infatti, vicepresidente della Banca Etruria, un istituto di credito importante che in passato avrebbe avuto tra i suoi conti, secondo più di una fonte, quel “conto Primavera” di un certo Licio Gelli. Boschi Senior, inoltre, siederebbe in decine di consigli di amministrazione di aziende agricole e sarebbe stato Presidente della Confcooperative Arezzo e dirigente della Coldiretti. Un democristiano di ferro, con un tratto di strada nel CCD pare e da quel che si dice, nonostante il raggio d’azione non esattamente complementare al biancofiore Dc, almeno per quel che riguarda la geografia politica, si sarebbe affermato e coltivato una buona base di potere tanto da ritagliarsi la nomea di “latifondista” dell’aretino. La madre della Boschi, invece, è Stefania Agresti, vicesindaco di Laterina e una provenienza democristiana. Martinazzoli, Castagnetti e Marini come riferimenti, una popolare insomma. La Boschi si inserisce quindi perfettamente all’interno della democristianizzazione del Pd. Così come Renzi, difatti, viene dall’esperienza del monocolore.

Nella grande opera di “rottamazione” renziana, come si è potuto vedere, i privilegiati sono proprio questo genere di profili: democristiani, popolari, fuori dalla sinistra postcomunista e postsocialista. E poi la Boschi sposò a pieno la causa di Renzi tanto da salire sul camper delle primarie quando ancora non si sapeva se Renzi ce l’avrebbe fatta, dopo aver inizialmente sostenuto la candidatura a Sindaco del dalemiano Michele Ventura assieme a Francesco Bonifazi, suo collega avvocato, ora tesorire del Pd rottamato.  Lavora in gioventù presso il Tombari Corsi D’Angelo e associati, prestigioso studio di Firenze. Tombari venne nominato membro della Commissione ministeriale per la riforma del diritto societario nel 2012 lavorò al fianco di Corrado Passera per il suo Decreto sullo Sviluppo. Sarebbe presidente del Consiglio di amministrazione di Sici (Sviluppo Imprese Centro Italia). Presidente del cda di Firenze Mobilità. Neppure questo un uomo qualunque. Legato a Marco Carrai il quale è a sua volta legatissimo al Presidente del Consiglio. Questi sono gli ambienti di provenienza della Boschi. E forse da qui è possibile comprendere come mai le riforme siano tutte nelle sue mani, perché tocchi a lei la battaglia sulla scuola, perché sia lei la portavoce vera del leader del Pd e perché per la campagna elettorale per le regionali il partito si sia affidato alla sua presenza in Liguria, Marche e Campania. Questa è la “Giaguara del Valdarno”, un passato da catechista e un presente da vera vice-leader che ha masticato ambienti e posti che contano sul serio, che si è formata sul campo ed è entrata nel “giglio magico”. La svalutazione della donna in politica è un fenomeno tipicamente italiano che da una parte farebbe comodo a tutti, sia a chi magari preferisce apparire depotenziato e innocuo sia a chi forse piace rappresentare il potere in modo “colorito.”