Da tempo ormai la grande casa del centro-destra costruita con il Popolo della Libertà è implosa, creando di fatto un’ampia frattura di rappresentanza verso l’elettorato. La “destra sociale” di un tempo si è arresa, pur di vincere l’elezioni, all’emblema del popolo dei moderati: Silvio Berlusconi. Alleanza Nazionale fu inglobata nel progetto forzista, per poi essere definitivamente messa in soffitta da Forza Italia. Dal Movimento Sociale Italiano fino al PDL, la linea politica della destra in generale ha dovuto abbandonare i suoi estremismi per governare il Paese, infatti questo progressivo abbandono dei massimalismi premiò Gianfranco Fini e AN nelle elezioni del 1996. Il nocciolo della questione è proprio questo: la destra per vincere, anche quella più estremista (in apparenza), deve moderarsi. Da qui parte la strategia forzista. Forza Italia è in cerca di un successore di Berlusconi ed è lui stesso a sondare il terreno. L’Ex Cavaliere sa che la figura di Raffaele Fitto non può reggere il confronto con Matteo Renzi.

Il Presidente di Forza Italia proprio non vuole arrendersi alla deriva leghista del suo partito e soprattutto non può condividere in toto la linea politica di Salvini, ciò evidenzia un’improbabile azione congiunta di governo. Si vocifera Mara Carfagna e la sempiterna possibilità di una successione familiare con Marina Berlusconi, ma tutte e due queste incognite sembrano lontane dalla realtà. Parte allora il “laboratorio Roma” dove Forza Italia lancia Alfio Marchini per sfidare il PD di Renzi nella Capitale, un progetto quello di Roma di stampo nazionale.

Un leader moderato che rappresenti il centro-destra segherebbe le gambe nonché voti alla Lega. I due partiti, Forza Italia e Lega Nord, pressoché si equivalgono nei sondaggi. La decisione di Matteo Salvini di non allearsi con NCD estremizza la sua posizione e rende impraticabile un’alleanza elettorale per il futuro. La stessa base leghista è sofferente quando sente parlare di alleanze con gli azzurri, infatti, dopo l’accordo per le regionali, molti sono stati i dissidenti interni. Questo fa si che un’eventuale Lega Nord candidata da sola a guidare il Paese non possa vincere. L’ago della bilancia tende verso gli azzurri che hanno il potere di far crollare il disegno leghista. Salvini non può sperare di battere il Pd avendo salde le sue attuali posizioni politiche, le quali sono inconciliabili con Forza Italia e NCD. La maestria di Berlusconi nel rimontare nei sondaggi è nota, soprattutto al Sud potrebbe prendere voti importanti con i quali mettere in crisi Salvini. L’accordo per le regionali è già una mezza sconfitta per la Lega, la “revanche azzurra” su chi rappresenterà l’elettorato di destra si fa sentire. Il futuro dunque è molto incerto al contrario di quello che i giornali e i sondaggi vogliono farci credere.

Ancora una volta Silvio Berlusconi rimane una figura principale per il centro-destra. Dopo innumerevoli processi, scandali e fallimenti governativi l’Ex Cavaliere ha nelle proprie mani il potere di influenzare la scena politica italiana. Parliamo di chi dovrà guidare il centro-destra o la destra (ormai i termini sono privi di significato, utili solo a influenzare la massa), ma in realtà nessuno vuole confessare che in Italia “la destra” non è mai esistita.