La gravità delle contraddizioni si innerva nella tragicomicità del parossismo. Salvo che non dipenda dall’incontrovertibile volere della principale forza politica di governo, che impone al complesso mediatico di fungere da gioviale urlatore medievale, i cui racconti tramandano mistificatoriamente la prosperità del suo agire. I giudizi non devono mai essere sganciati dalla retorica palazzinara. Reietti saranno i trasgressori del dettame supremo, che espia i peccati, e trasmigra le responsabilità. Il filo conduttore che congiunge Renzi e la Guidi alla rottura di un deposito della Total in Francia, si dirama proprio nella necessità di non interferire nell’interminabile (e stucchevole) narrazione liberal-dem. La cortigianeria del Nazareno e di Palazzo Chigi, arrugginisce la propria credibilità, e scongiura un punto focale del suo attivismo: la tutela della intoccabilità del territorio, e del suo inestimabile patrimonio. 

Alla stregua, il dicastero dello Sviluppo Economico si contorce nel conflitto d’interessi che ha generato nell’ultimo periodo, officiando l’orgia fra pubblico e privato. Le prezzolate ambiguità del Partito Democratico sul referendum del prossimo 17 aprile, i favoritismi della Guidi all’ENI, l’esplosione di una condotta petrolifera in Francia: gli eventi hanno una loro intrinseca esemplificazione. L’entità che li caratterizza, è funzionale alla tenuta etica della coscienza di chi li valuta. Un’ecatombe ambientale – apparentemente, non causata dalla fame di profitti delle note multinazionali energetiche, benché indirettamente innescata dal medesimo cupido capitalismo – potrebbe parafrasare, fra le limpide righe dell’evidenza, il crollo dello scellerato paradigma imprenditoriale del XXI Secolo: boicottare lo splendore della naturalità, per issare il gagliardetto del materialismo.

Rimpinzato dagli steroidi del “Pecunia non olet”. Ma le plastificate certezze del fanatismo del quattrino stanno lentamente cedendo il passo alla granitica superiorità della Natura. Che preferisce preservare la sua purezza attraverso l’autodistruzione, piuttosto che lasciarsi deflorare dalle angherie di coloro i quali avrebbero dovuto custodirne l’integrità e la meraviglia. Ecco, “l’ombra della Luce” si poserà sulla verginità del Creato. E la Bellezza trionferà.