“Trident Juncture 2015 sarà la più grande esercitazione della NATO dal crollo del muro di Berlino”. Ad annunciarlo è il U.S Army Europe: comando avanzato dell’Esercito statunitense nel Vecchio Continente, nonché primo difensore degli interessi di Washington in Europa. L’operazione, che si svolgerà nel prossimo autunno, vedrà coinvolti i Paesi dell’Alleanza Atlantica e si terrà in Portogallo, Spagna ed Italia. Parteciperanno circa 25mila uomini ed ogni Stato impiegherà unità navali, aeree, terrestri ed i propri reparti speciali. L’intera esercitazione verrà coordinata e guidata in Italia. Proprio a Napoli, sede del Comando Nato Jfc Naples agli ordini dell’ammiraglio statunitense Mark Ferguson, comandante delle Forze Navali Usa in Europa e Africa, che ha dichiarato: “L’operazione è una chiara indicazione che la nostra Alleanza ha la capacità e volontà di rispondere alle emergenti sfide alla sicurezza sui nostri fianchi meridionale e orientale”. Quindi le Forze Armate della Nato, giocando alla guerra in autunno, terranno lo sguardo rivolto ai focolai dell’Ucraina ed del Medio Oriente, verso il fronte orientale e meridionale, appunto.

L’intera esercitazione, come spiega il sito Difesa Online, sarà finalizzata a   verificare la capacità bellica della Nato Response Force; programma atlantico capace di schierare le truppe e gli aerei dei diversi Paesi dell’Alleanza entro 48 ore dall’annuncio dello stato di allarme e di arginare, quindi, l’eventuale minaccia. Non bisogna dimenticare, però, che le numerosissime unità che verranno impiegate nel Mediterraneo durante l’esercitazione andranno ad affiancarsi a quelle già mobilitate dalla Nato nei Paesi Baltici, in prossimità proprio del confine russo. Washington si appresta, quindi, a lanciare l’ennesimo segnale a Mosca: noi siamo qui ed ecco come ci muoviamo. Probabilmente Putin non starà a guardare; avrà la possibilità di osservare da vicino come si muovono le Forze Armate Occidentali e soprattutto come poterle affrontare in un eventuale scenario bellico. E ancora una volta l’Italia si troverà nel bel mezzo dello scontro tra i due blocchi, inerme.

E’ risaputo, però, che gli interessi militari, logistici ed economici Statunitensi confliggono con quelli Italiani. Washington sta cercando di tenere sempre più stretta a sè quell’Europa che per Zbigniew Brzezinski o è “translatlantica” o non è, specialmente ora che Mosca  è alla ricerca trasversale di partners Asiatici. Ancora una volta, però, Roma resterà assoggettata al crudele giogo Occidentale, incatenata agli interessi Usa che sempre più accompagnano, quotidianamente, il Belpaese verso il baratro.