L’infiltrazione dell’Islam politico in ambito PD milanese sta infiammando il dibattito pre-elettorale e non senza polemiche.
Venerdì 6 maggio alle 18:30 veniva segnalata la presenza a un incontro elettorale in via Plinio della deputata tunisina del partito islamista Ennahda, Imen Ben Mohammed, incontro in sostegno della candidata Sumaya Abdel Qader, in questi giorni al centro di polemiche per il suo incarico nella FIOE, organizzazione europea legata ai Fratelli Musulmani, come già approfondito in un altro pezzo.
Come riportato dal Foglio, l’invito veniva rivolto via Facebook da Lia Quartapelle, deputata milanese del PD, membro del circolo renziano 02PD e della Commissione Esteri.
Nel post della Quartapelle si faceva riferimento a Sumaya come “ragazza di seconda generazione, musulmana, in questi giorni oggetto di attacchi molto pesanti e calunniosi da parte del centrodestra”.
Alcune controversie erano emerse in seguito alla pubblicazione di un pezzo del Giorno dove la candidata PD non negava di aver fatto parte della Fioe (Federation of Islamic Organizations in Europe) e del Femyso (Forum of European Muslim Youth and Students Organizations) ma affermava che queste organizzazioni non farebbero parte dei Fratelli Musulmani.

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La Prof.ssa Valentina Colombo, arabista e studiosa di Storia dei Paesi musulmani all’Università Europea di Roma, però puntualizzava:
“La Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella ‘Lettera dei Fratelli Musulmani’, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe”.
Del resto fu lo stesso Ibrahim Munir, vice-Guida Suprema dei Fratelli Musulmani in Europa, in un’intervista del 2014 a un quotidiano egiziano a confermare come la Fioe sia la principale espressione della Fratellanza in Europa: “il nostro metodo in Europa è rappresentato da una struttura indipendente, che si chiama Fioe”.
Anche il Prof. Massimo Campanini, islamologo da un parere piuttosto chiaro: “La Fioe non è certamente un’associazione completamente diversa dai Fratelli Musulmani, gravitava in quell’universo, ma è un’organizzazione che si è trasformata molto nel corso degli anni….” E ancora: “Conosco Sumaya da 30 anni, è stata una delle mie prime allieve. Può essere ricondotta all’orizzonte dei Fratelli Musulmani, ma non è persona di cui non ci si possa fidare”.
Un altro fatto che non aveva convinto molto è la dichiarazione della Abdel Qader: “non mi risulta che nel Caim (di cui lei è stata responsabile attività culturali e di cui il suocero, Maher Kabakebbji, è presidente) ci siano persone vicine alla Fratellanza”.
Da notare che la famiglia Kabakebbji, compresa Souheir Katkhouda, suocera di Sumaya, è da sempre molto attiva in ambito islamico con il Waqf al-Islami, il Caim e l’Associazione Donne e Mamme Musulmane. Insomma un Islam associativo con alcune peculiarità familistiche?
Non dimentichiamo poi che alcuni membri di tale cerchia hanno espresso in diverse occasioni, anche sui social network, pareri molto favorevoli sul presidente turco Tayip Erdogan (anch’egli legato all’area Fratelli Musulmani) e oggi al centro di forti polemiche per la repressione messa in atto contro oppositori politici, giornalisti, oltre che per il massacro in atto contro il popolo curdo e l’appoggio a gruppi jihadisti in Siria.

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Tornando alle dichiarazioni della Abdel Qader, al di là del fatto che diversi membri del consiglio direttivo erano stati ripresi in più occasioni a manifestazioni a favore dei Fratelli Musulmani egiziani, venivano anche documentati rapporti tra il responsabile relazioni interne del Caim, Ahmed Abdel Aziz e suo fratello Omar con Salah Sultan, sia all’interno della sede dell’Alleanza Islamica (inserita nella lista nera degli Emirati Arabi per legami con i Fratelli) che sul palco di Rabaa al-Adawiyya durante i tumulti dell’estate 2013.

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In seguito, Sumaya Abdel Qader aveva pubblicato un comunicato dove generava ulteriori perplessità affermando che nel suo bagaglio culturale c’erano molti pensatori tra cui Hassan al-Banna (ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani), al-Afghani, al-Ghazali, ma ne citava anche di occidentali tra cui Weber, Gramsci, Montesquieu e Tocqeville, che sicuramente avrà studiato da sociologa e che non avevano certo un parere altamente positivo dell’Islam. Chissà se nel suo bagaglio culturale ci sono anche Averroe…
Nel frattempo è stata ritirata la candidatura di Sameh Meligy, pronto a correre per la zona 4 di Milano e fotografato assieme a Beppe Sala. Le polemiche erano scoppiate in seguito a una sua foto scattata assieme al predicatore della Fratellanza kuwaitiana Tareq Suwaidan, al quale è stato recentemente vietato l’ingresso in Italia poiché dal 2014 sulla blacklist dell’area Schengen. Meligy era inoltre apparso anche lui a manifestazioni pro-Fratelli Musulmani egiziani assieme a membri del Caim.
Insomma, il PD milanese rischia di finire in un enorme pantano con queste candidature e un piede è già dentro, per il resto bisognerà attendere.