L’oltraggio all’etica giurisprudenziale. L’affronto all’egualitarismo. L’iniziazione della P3. Qualsiasi titolo si tenti di adottare, sarebbe pacato. E posato. La ristrettezza di previsione delle stanze del potere capitolino, meriterebbe che una pioggia di improperi la sommerga. Trainando con sé la folta orda di felloni incravattati che deliberatamente (ed impunemente) attentano alla democrazia e la stuprano, sin quando non perisca esausta, e degeneri in folate autoritarie. I toni moderati sarebbero un’inconscia accettazione di una svolta totalitaria. Perché la Camera ha appunto sancito quanto premesso: la scrostatura definitiva della restante credibilità politico-istituzionale della Roma palazzinara. Con annessa intimidazione alla legalità. Probabilmente, qualcuno dovrebbe spiegare a Matteo Renzi che riformare la giustizia prevederebbe ben altro approccio.

Joseph de Maistre potrebbe essere un sontuoso alleato. “La spada della giustizia non ha fodero”. Le stilettate della sua lama sono la vitalità della morale. Un brio dirompente che la mattinata parlamentare di ieri ha deciso di sedare, senza concessione di alternativa. Approvando la Legge Bavaglio, Montecitorio mette in mora la critica della cronaca, la vivacità del raziocino, e l’equilibrio della coscienza. I luminosi pulsanti verdi degli scranni dei deputati hanno smontato i cardini del giusto, inappuntabile principio di solidità sociale. L’ostruzionismo perpetuato ai giudici e lo smantellamento delle intercettazioni, si avvinghiano all’attenuante della salvaguardia della privata sfera personale. Ma non riescono a nascondere il loro effettivo scopo.

Perseguire penalmente il giornalismo d’inchiesta ed inibire l’attività dei tribunali, per la semplice ragione che un’intercettazione sia scomoda e leda il potente di giornata, è la letale concretizzazione dell’infida malafede del vecchio che si cela alla spalle della maliziosa laboriosità del nuovo. Non c’era riuscito Berlusconi, e nemmeno l’inqualificabile sudditanza a lui prostrata, fra assoldati dipendenti di partito, turiferari poltronisti, e spregevoli scribacchini. Ci riesce Renzi, nella più intollerabile delle manovre di regime: inibire l’operato giudiziario, intralciando la magistratura, e macchiando la trasparenza di un’indagine. Un cortocircuito politico potenzialmente esplosivo, condito di omertà e di occultismo, dal retrogusto dittatoriale e massonico. Pidduisti alla riscossa!