Il Ministero della Salute italiano ha già ampiamente dato prova di non curare l’immagine delle sue ultime campagne con la dovuta attenzione. Le polemiche scatenate per gli slogan e le immagini a promozione del Fertility Day hanno animato dibattiti e indignato molte persone. Ci si aspetterebbe, quindi, che ogni messaggio, successivo a quello scivolone, sia passato al setaccio per essere il più inattaccabile possibile. Il nuovo manifesto del Ministero, purtroppo, non rispecchia un cambiamento di rotta dall’imperizia precedente. Il nuovo messaggio per informare sull’infertilità è incentrato sullo slogan “buone abitudini e cattivi compagni”.

Il primo errore, il più palese, è quello della scelta dei soggetti posti nei riquadri dei buoni e dei cattivi. Tra i buoni troviamo giovani pieni di vigore, dal sorriso perfetto e denti bianchissimi, con occhi azzurri come il mare che si staglia nello sfondo. Tra i cattivi troviamo un ragazzo di colore, un altro con la pettinatura apparentemente afro e una ragazza nel mezzo. Questa suddivisione si presta ad un’interpretazione che, a voler essere generosi, si può definire quantomeno razzista. Ciò su cui puntare l’attenzione non è questo marchiano errore, quanto l’evidente manipolazione del messaggio attraverso le immagini scelte per rappresentarlo. Emanciparci dalla scontatezza di tale errore, ci aiuta a mettere a fuoco altri due aspetti altrettanto gravi.

Il primo è l’uso delle parole a sottotitolo delle due foto. Nella prima: “Le buone abitudini da promuovere” si fa riferimento ad un fantomatico comportamento che non si evince affatto dall’immagine. Quali sono le buone abitudini che quei soggetti dovrebbero consigliarci? Sorridere? Avere una corretta cura dentale? Oppure andare in spiaggia? La seconda immagine invece riporta: “I cattivi compagni da abbandonare”. Si fa riferimento alle persone, mentre sarebbe stato più consono far riferimento proprio qui al comportamento. Perché se è evidente che le persone nella seconda immagine stanno consumando droga, non è comunque corretto far riferimento solo alla persona.

Il secondo aspetto da considerare è quello del messaggio finale abbinato alle foto. Si esordisce discretamente con un “Stili corretti di vita”, chiudendo con l’aberrante “per la prevenzione della sterilità e dell’infertilità”. Non discutiamo qui la valenza del messaggio che permea il Fertility Day, ma lo slogan così composto e impaginato ad accompagnamento delle foto, manifesta un madornale sottinteso.

Si vuole promuovere uno stile di vita corretto per favorire la fertilità, come i modelli della prima foto in alto. La campagna del Ministero sottintende quindi: sii fertile e procrea per essere come loro. Chiediamoci allora come il messaggio possa arrivare ai nostri connazionali di colore o che non si rivedono affatto in quei modelli molto “californiani”. Forse la loro fertilità è meno importante per il ministero? Sarebbe stato davvero così difficile veicolare il messaggio in maniera meno goffa? Non dobbiamo fermarci al caso in questione, ma imparare a leggere tutte le sottotracce delle immagini che ci vengono proposte. Essere consapevoli delle numerose, sottili e nascoste manipolazioni che subiamo ci rende più indipendenti. E chissà, magari anche più attenti alla nostra buona salute, a cui può legarsi anche la nostra fertilità. Ma forse è meglio non dirlo al Ministero della Salute.