Sono passati quasi sedici anni

da quando è cominciato ‘sto millennio

che ci ha portato tanti di quei danni

che sembra di sentire ancora Ennio

 

Flaiano che scriveva quei suoi trilli:

«In ogni minoranza intelligente

c’è una maggioranza di imbecilli».

Però la situazione non consente

 

di esser pessimisti e menagrami

di fare i gufi oppure i barbagianni

raccontando certe frottole infami:

che sia tutta rovinata di malanni

 

l’economia e la pubblica finanza

che mentre ci tagliamo gli ombelichi

nel buio solitario di speranza

si tessano macchinazioni e intrighi

 

da parte di chi siede al governo!

Ma abbiate un poco di vergogna!

Ma andate un po’ tutti all’inferno

se volete sempre mettere alla gogna

 

chi lavora per voi, estate e inverno,

o gli ottanta euro ve li porta la cicogna?

 

Un po di dignità, orsù, perbacco

che se vi ha governato per vent’anni

quel guitto dalle scarpe col tacco

può farcela davvero senza inganni

 

di là di tutto ciò che se ne pensi

magari pure in modo dignitoso

il giovane e prestante Matteo Renzi.

E’ questi dell’Italia adesso sposo

 

e se in pace lo farete governare

c’è da fidarsi che farà scintille

che ci riporterà primi nel mondo

e in mezzo a questa danza di faville

ci fotterà con il suo girotondo.

 

E voi direte ma chi se ne frega

di questo fiorentino scellerato

che la realtà dei fatti non ci spiega

e che nessuno, peraltro, l’ha votato,

 

c’è adesso una brillante soluzione

che speranze riaccende ed emozioni,

che parla schiettamente, che si impone

nelle interviste e nelle trasmissioni

 

televisive, e non siate cretini

non mi ridete addosso, fate i bravi

se vi dico che è Matteo Salvini.

Lo sapevo, ridete, sciocchi e insavi

non capite che sono i marocchini

 

il problema principale del Paese?

Che fanno ladrocinio, stupri e incendi

che sono dei problemi e delle spese

che ci rubano il lavoro e gli stipendi?

 

Forse sì, può sembrarvi razzista

o evasivo, ma credete al Capitano

che ha lasciato il modello leghista

delle vecchie alleanze col Nano:

 

ora è tempo di fare sul serio

di lanciarsi anche nel Meridione

di lasciare le valli e Brugherio

di abbracciare l’amico terrone!

 

E non sembri soltanto una bizza

se solo sei anni fa questo Salvini

chiamava “cani” quelli della pizza.

Non è cambiato lui, cari italiani,

 

su questa cosa mettiamoci d’accordo:

sono cambiati i napoletani.

Adesso veramente mi ricordo

che avevo incominciato queste rime

 

citando Ennio Flaiano, e non mi pento

a scambiare le ultime e le prime

pensando nuovamente a quel talento:

da quando cominciò laggiù sul Piave

 

sfidando la sorte e l’intemperia:

«La politica in Italia è cosa grave

ma di certo non è una cosa seria».