Manca poco meno di un mese alla turnata elettorale che vedrà coinvolte sette importanti Regioni d’Italia, ma già sono ipotizzabili scenari e conseguenze eventuali. Partendo dal presupposto che Matteo Renzi non ha, ad oggi, un vero e proprio avversario diretto in grado di mettere in discussione la sua leadership nazionale, si vanno formando sul piano territoriale complesse e districate situazioni che potrebbero procurare una scossetta all’attuale maggioranza di Governo.

Partiamo dalla Campania:  pare palese da tutto il chiacchiericcio nazionale che sia scoppiato, infatti, un vero e proprio “caso De Luca.” Tra le liste che sostengono l’ex Sindaco di Salerno alla presidenza della regione campana, troviamo, esemplificativamente, Carlo Aveta, ex consigliere regionale de “La Destra”, Vincenzo De Leo, segretario del Fronte Nazionale di Tilgher a Casal di Principe ( Tilgher ha dichiarato qualche giorno fa al Corriere della Sera che i toni mussoliniani sono attualissimi), Rosalia Santoro Turco, moglie dell’ex cosentiniano Nicola Turco o Enrico Maria Natale, l’avversario principale del Sindaco renziano di Casal di Principe, Renato Natale. Insomma c’è di tutto e di più. Una vera e propria “Armata Brancaleone” che ha costretto lo stesso Presidente del Consiglio a prendere le distanze: “In liste per De Luca candidati che non voterei mai”. E lo stesso De Luca, come è risaputo, non parrebbe annoverabile all’interno di un quadro di di novità, non tanto per le vicende di carattere giudiziario che sarebbe inutile elencare, quanto per quest’immagine poco svecchiante- per usare un eufemismo- rispetto alla tanta conclamata rottamazione sbandierata dal renzismo a più non posso. All’interno delle liste di De Luca ci sarebbe, secondo Roberto Saviano, Gomorra. L’impressione è che il centrosinistra  campano si sarebbe un po’ autoscreditato con scelte poco ponderate, ecco perchè Caldoro in primis si sfrega le mani e conta di arrivare al fotofinish in sprint ed essere riconfermato. Insomma, Renzi e il Pd potrebbero perdere in Campania.

In Veneto è il centrodestra ad essersi pesantemente complicato la vita. Con ragionevolezza di previsione, infatti, un unico candidato sostenuto dalla Lega Nord e dal resto della coalizione si sarebbe portato la vittoria a casa in modo rapido ed indolore. Ma lo “scoppio” del caso Tosi ha fatto sì che, anche in questo caso, si possano fare calcoli probabilistici unicamente con i piedi di piombo.  I sondaggi, ad oggi, premierebbero ancora Luca Zaia di qualche punto percentuale sulla Moretti e screditerebbero fortemente la scelta alternativa del Sindaco di Verona. Fatto sta che se il centrodestra dovesse riconfermarsi in Veneto (attenzione che i veneti votano in modo particolare, la loro espressione elettorale è da sempre molto pragmatica) segnerebbe un punto sul tabellino da cui poter, in qualche modo, ripartire. E Renzi potrebbe non approfittare di quello che sarebbe sembrato essere un autogol clamoroso degli avversari in una regione importantissima e sempre difficile da conquistare per il centrosinista.

La candidata del Pd per la Liguria è Raffaella Paita, indagata dalla Procura di Genova per “mancata allerta” rispetto l’alluvione del 9 e 10 Ottobre e  indagata anche per “concorso in disastro colposo” e “omicidio colposo”  ( Fonte: Il Fatto Quotidiano). Spezzina, del 1974, mogile di Luigi Merlo, Presidente dell’Autorità Portuale di Genova.  In questo caso, a prescindere dalle vicessitudini di carattere giudiziario, sembra rilevare la frammentazione del centrosinistra: Sergio Cofferati ha sbattuto la porta al Pd dopo le primarie ponendo l’accento su possibili irregolarità durante le elezioni primarie che lo hanno visto sconfitto, Luca Pastorino è un po’ il risultato di questo pasticciaccio: sostenuto da Rete a Sinistra è dato attorno al 20% e potrebbe risultare decisivo per far sì che Giovanni Toti, sì proprio lui, riesca a spuntarla e a segnare un altro punticello sul pallottoliere del centrodestra.  Insomma, Renzi e il Pd potrebbero perdere in Liguria.

Una nota a parte merita il M5S: i grillini stanno soffiando sul vento della “buona scuola” e contano di raccogliere buona parte del sostegno elettorale dei docenti, degli studenti maggiorenni e del personale scolastico legato al tentativo di riforma e quindi alle conseguenti proteste e manifestazioni. Possibile prevedere una forte tenuta del Movimento in tutto il territorio nazionale, in Liguria, in particolare, si andrebbe verso un possibile exploit. Molto difficile, d’altro canto, ipotizzare un candidato a 5stelle vincente in qualche specifica regione. Se così fosse parrebbe necessario, dato il composito quadro descritto, domandarsi quale salto di qualità occorrerebbe ai pentastellati per potersi seriamente giocare la vittoria in modo concreto. Il centrodestra non esiste più. Almeno per come lo si è conosciuto e Forza Italia a Bolzano ha preso il 4% eppure potrebbe ritrovarsi a vincere 2 grandi regioni con l’ausilio della Lega Nord che potrebbe riconfermarsi in Veneto. Renzi non ha un vero e proprio avversario e pure potrebbe essere seriamente messo in difficoltà da questo giro elettorale. Potrebbe. Oppure potrebbe trionfare, consolidare il renzismo e proseguire nella sua opera di ricostituzione della Democrazia Cristiana su larga scala.  Tra qualche settimana le risposte.