Con 189 voti contrari e solo 96 favorevoli viene, oggi, negata la detenzione al senatore NCD Azzollini. C’è già chi parla di attentato alla democrazia, vilipendio alla giustizia e presa in giro ai cittadini comuni nonostante il senato abbia semplicemente applicato una norma e questo rende, de facto, l’operazione totalmente legale. Il punto su cui bisognerebbe soffermarsi a ragionare un momento è precedente all’attuazione del meccanismo come definito ai sensi della legge: perché se un chicchessia si rende reo di un qualsivoglia reato penale si vede commisurata una pena detentiva  ma se il colpevole è un rappresentante del popolo bisogna chiedere il permesso per punirlo?

In altri termini, perché se la legge è uguale per tutti qualcuno puo’ godere di alcuni privilegi? Cio’ che porta un comportamento a divenire una legge è la consuetudine, costituita da «diuturnitas», ripetizione uniforme dell’azione nel tempo e «opinio Iuris» ovvero convinzione che l’atto sia necessario. Proprio il lasciar fare senza fiatare permette a qualcosa di scorretto di affermarsi e diventare prima tollerato e poi accettato.

L’etimologia del termine «privilegio» deriva dai lemmi latini «Privus», cioè «a se stante» o «singolo» e «Lex», ovvero «legge» che, uniti, danno un risultato privo di qualsiasi interpretazione: provvedimento riguardante una persona singola. Il senso di una tale normativa non è, ovviamente, quello di creare una classe di signori suzerain, immuni dal braccio della giustizia ma di evitare possibili infamie create ad arte da nemici politici per distruggere l’avversario. Questo, tuttavia, non giustifica il blocco di una richiesta d’arresto e configura l’atto come un vero e proprio privilegio.

Lasciando da parte il becero populismo stile «i politici sono tutti uguali e ladri alla medesima maniera», nonostante venga difficile in situazioni di percepita diseguaglianza come questa, e sorvolando sui dubbi della bontà dello strumento di voto, ciò che dovrebbe stupire è il quantitativo di voti contrari alla detenzione del senatore: perché una cosa del genere è avvenuta e, sopratutto, perché anche la maggioranza ha voluto «salvare» un membro dell’opposizione?

Esistono possibili risposte diverse ma tutte portano alla medesima conclusione: salvaguardare la stabilità della maggioranza (e vari stipendi). Che sia stato graziato per poter vantare una sorta di «credito» nel caso in cui si presentasse una situazione analoga ma dall’altra parte o per evitare ripicche in future votazioni il risultato rimane uguale. Se la gente si imponesse con la forza, e non con le chiacchiere, la situazione cambierebbe e, di sicuro, in meglio quindi tutti a combattere ! (però domani, che stasera c’è CSI in televisione)