Squilli di tromba: la Disunione Europea ha battuto un colpo. Ma con accordicchio sbandierato da Miss Pesc, la renziana Mogherini, che non autorizza ad usare la parola “svolta”. Sfido io: con le quote introdotte questa settimana, l’Italia si cucca 20 mila profughi (cioé chi è in attesa di protezione per motivi umanitari o politici), cioé lo stesso numero di oggi. L’unico sollievo sarà la spartizione fra “fratelli” europei, tutto da vedere nel quando e nel come, degli attuali rifugiati, ovvero coloro che hanno già visto riconoscersi lo status di profugo.

Ma i due terzi abbondanti di immigrati che non hanno tali requisiti, e che sono dunque “economici”, venuti qui per motivi di sopravvivenza o di conquista del nostro presunto benessere, quelli invece che fine faranno? La stessa identica di oggi, a quanto è dato di capire: cioè da un lato sciameranno verso la Germania e la Svezia (dove, a fronte di decenni di confini spalancati, adesso la musica sta cambiando e anche lì la disponibilità comincia a scemare) attraverso le nostre frontiere deliberatamente a forma di groviera, in parte venendo beccati dalle polizie estere che ce li rimandano indietro, e in parte raggiungendo le mete di destinazione; dall’altro lato, resteranno qui coloro che non hanno mezzi e agganci, specie familiari, nel Centro-Nord Europa, ingrossando le fila dei lavori più etnicizzati o dei disoccupati, e coloro che sanno, e lo sanno bene, che in Italia la delinquenza di strada è un buon business (spaccio, scippi e micro-reati vedono, piaccia o no, gli stranieri, soprattutto clandestini, in pole position).

A Padova oggi protestano due piazze l’un contro l’altra armate, fra chi osteggia e chi appoggia l’accoglienza dei profughi nelle case private. Ma la vera protesta andrebbe rivolta contro tutti quelli che hanno sfruttato l’arrivo sistematico di immigrati (la maggioranza via terra o aereo con regolare visto turistico, passando alla clandestinità successivamente, e del tutto tranquillamente) e l’indignazione degli italiani per la palese malafede nell’incapacità di porre limiti e saper gestire i flussi. Cioè, appunto, tutti. Compresi i leghisti, che sono stati seduti in tre governi negli ultimi vent’anni. Compresa la sinistra, compresi i cattolici. Compresi anche quei cittadini giustamente incavolati neri, che dovrebbero incavolarsi anche con se stessi perché troppe volte hanno creduto alle sparate demagogiche, buoniste o cattiviste ma mai realiste, dell’arruffapopolo di turno.