Il PD, primo partito critico nei confronti dell’attivismo politico in rete, (con palese riferimento al Movimento 5 Stelle), si vede costretto dalla tecnologia prorompente a cambiare strategia di marketing comunicativo, dunque a compiere un passo indietro. È risaputo che l’impopolarità sempre crescente della prima forza politica nel Paese abbia letteralmente affievolito l’entusiasmo per la “militanza” al proprio interno, con una riduzione drastica degli iscritti dem. Non è stata sufficiente una figura liberal e “smart” come Renzi per portare una ventata di novità e cambiamento al partito, il cui elettorato è fondamentalmente composto da soggetti ultracinquantenni o in età pensionabile, ancora ingenuamente convinti dell’idea che il PD sia l’erede culturale del PCI. Del resto, le politiche sociali e del lavoro degli ultimi anni confermano esattamente l’opposto. Ebbene, considerata la crisi numerica e identitario-ideologica, per abuso terminologicamente concesso, della più grande forza di centro-sinistra d’Italia, la classe dirigente s’è vista costretta a inventare una nuova modalità di attrattiva per ovviare alle lacune della partecipazione politica. Fra tutte le soluzioni, quella più plausibile, all’insegna del gusto “fresh” e giovanile, occorreva una promozione virtuale e all’avanguardia del partito: ecco che nasce Bob.

No, non è uno scherzo, l’applicazione si chiama Bob. La motivazione legata alla scelta di questo nome poco carismatico rimane avvolta nel mistero, ma non il suo intento. Matteo Renzi, infatti, ha compreso che la sconfitta più pesante per il proprio entourage politico, (vittoria del No durante le consultazioni del referendum costituzionale del 4 Dicembre), è avvenuta nel campo comunicativo, dove, al contrario, la società civile ha saputo dimostrare la propria efficacia oppositiva. Egli intende partire proprio dalla comunicazione, al fine di rafforzare la coesione virtuale degli attivisti democratici, contrastando un rivale che nella dimensione del web ha sempre dimostrato una netta superiorità: il Movimento 5 Stelle. Dunque, la nuova applicazione avrà per scopo il rafforzamento della rete “militante”, incoraggiando lo sviluppo di un’organizzazione “dal basso”, ovvero un modus operandi che il Partito Democratico ha dimenticato da oramai un ventennio, rinnegando le proprie radici culturali popolari e marxiste.

 

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Bob

Non sarà un’applicazione a cambiare le sorti del Partito, né una strategia orizzontale nell’attivismo ne altererà i connotati liberisti, poiché questo cambiamento costituisce di per sé una forzatura, una misura indispensabile per contrastare avversari politici infinitamente più competenti nel campo della comunicazione informatica. L’intento è palese già nell’utilizzo di un nome che personifica l’applicazione (“Bob”), strategia già adottata dai pentastellati, che hanno ideato la ben nota piattaforma operativa Rousseau, di fatto un’agorà virtuale per i seguaci del Movimento. Tuttavia, se la nuova app era stata annunciata dall’ex premier toscano con un tono fasto e celebrativo, inaugurando una nuova controffensiva web del PD, le vere potenzialità di Bob si sono rivelate decisamente al di sotto delle aspettative. 

Non appena l’app viene aperta, la prima sezione d’accesso è “Conosci”. L’immagine sullo sfondo è quanto di più indicativo possa esistere: una foto d’intesa amichevole fra Renzi e Obama, entrambi sorridenti. Dunque, se l’elettore medio non lo avesse ancora capito, ora può ben intuire l’orientamento liberale e filo-americano della propaganda democratica, tutt’altro che “socialista” o “di sinistra”. Nella medesima sessione, quattro voci differenti. “Ore Nove” (perché le 8 e mezza è un orario che non si addice a un deputato), nella quale alternativamente i ministri e i parlamentari del PD comunicano (per essere precisi, “esaltano”) l’operato del governo in carica. “News in primo piano” è il luogo dove vengono presentate le novità del giorno, più che vere notizie. I dati sono fumosi, le dichiarazioni dei dirigenti dem fin troppo frequenti, spesso il testo “giornalistico” non copre più di mezza pagina. Successivamente, se tutto ciò non fosse ancora bastato, la penultima voce ha per denominazione “La squadra”, il cui famigerato team è (guarda caso) composto dall’immancabile Renzi, seguito dal braccio destro Matteo Orfini e dal ministro Martina. Veniamo, ora, alla seconda sezione, ovvero “Partecipa”, dove per poter prender parte al dibattito è richiesta l’iscrizione attraverso l’account fb o google, con la prospettiva di una limitazione di partenza. Nella sezione, la prima voce riguarda “le idee di oggi”, dove le proposte sono unilaterali e governative, mentre le notizie non sono approfondite in maniera comprensibile, nonostante queste ultime debbano essere sottoposte alla valutazione dell’utente mediante un pollice in alto o pollice verso.

vignetta satirica

“Esci da questo blog”

Perfino su questo versante, il Partito Democratico smentisce le accuse nei confronti di Grillo, responsabile dell’avvento della cosiddetta “democrazia dei click”. La voce “sondaggi” resta quella più frustrante per chiunque volesse esprimersi in merito all’essenza di Bob. Sono infatti previste quattro risposte chiuse, le quali tuttavia non sono neanche interamente leggibili, probabilmente a causa di un bug non ancora corretto. È davvero un peccato che la democratica app non dia la possibilità di esprimere un’opinione senza restrizioni nei commenti sul servizio, altrimenti l’utente avrebbe avuto modo di sbizzarrirsi con esternazioni negative. “Condividiamo” è, invece, uno spazio dal quale i militanti del PD possono condividere il materiale propagandistico filo-renziano e invadere i social, mentre “Magliette gialle” è la voce dedicata ai ragazzi dal volto pulito che si dedicano al sociale in nome dell’ “entusiasmante” causa dem, che precede quella legata agli Eventi. Infine, l’ultima sezione, ovvero “Sostieni”, per i donatori fantasiosi che non sapessero come spendere il proprio tempo, e scegliessero di elargire il proprio denaro al partito. Cliccando sulla voce, si apre un link ove è riportato: “Abbiamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti per dare un segnale di rinnovamento e trasparenza”. Perciò, cari amici, (milionari possibilmente), donate i vostri soldi alla causa, poiché oggi gli unici partiti che hanno ragione d’esistere sono quelli sostenuti dagli interessi dei privati e dalle grandi imprese. Ora che i partiti orizzontali sono scomparsi, non abbiate timore, cari colleghi dem. 

Sembra una descrizione fittizia, eppure è tutto vero. Provate Bob, la nuova applicazione, e scoprirete l’ “ebbrezza” della democrazia e del digitale made in Toscana.