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L’assemblea nazionale del partito di Alfano tenutasi a Roma, ha decretato la morte del Nuovo Centro Destra e la nascita di un nuovo soggetto politico: Alternativa Popolare. È interessante constatare come un partito tradizionalmente conservatore e riformista sia disposto a rinunciare al nome “destra” pur di conquistare porzioni di elettorato su più fronti. Forse, l’ironia della sorte ha costretto il centro-destra italiano a gettare via la maschera, a rimuovere anche l’ultimo frammento ideologico rimasto, considerato il fatto che Angelino Alfano sia ministro degli Esteri presso un governo il cui presidente è di centro-“sinistra”. Ebbene, non importa se le politiche post-berlusconiane degli ultimi anni si siano rivelate fallimentari, non importa se il governo rispecchi o meno i valori sociali e il relativo programma di riferimento: l’importante è “fare”, anche se non si ha bene in mente cosa, ma è giusto che la gente conservi questa immagine. Del resto, agire significa anche votare l’abolizione dell’articolo 18, tentare di distruggere una costituzione, seguire le direttive di austerità pretese da Bruxelles.

“Andiamo avanti da soli, saranno gli altri a cercarci perché non avranno i numeri per governare e noi diremo questo è il nostro programma oppure la maggioranza ve la cercate con i radicali”

Sono le parole che Alfano ha pronunciato durante il congresso, con tono da prima donna. In sintesi, i “poveri” politici liberal-moderati rinunciano quotidianamente al proprio benessere per il bene del popolo italiano, da brave persone “svolgono i compiti a casa” che la materna Germania gli impartisce; i cattivi, la gente che dice “No” alla gabbia europeista rappresenta il male da sconfiggere, i “populismi” che il perbenista e borghese ordine pubblico tanto osteggia. Questi ragazzacci, (dai pentastellati per giungere fino alla sinistra e alla destra anti-Ue) impediscono alla “gente seria” di svolgere il proprio dovere in nome della tecnocrazia.

“Noi siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell’indietro tutta, a chi ha in mente solo la ruspa, a chi dice ‘no’, a chi non ha cura della Repubblica”

Nonostante l’intento “alternativo”, la classe politica rimane pressoché identica: il pluri-indagato Roberto Formigoni, Fabrizio Cicchitto, Laura Bianconi e l’immancabile e vintage Maurizio Lupi. All’appello non potevano non rispondere anche i ministri Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa, amichevoli compagni di viaggio della cricca post-berlusconiana. Tuttavia, non bastava eliminare la definizione di “destra” per presentarsi come soggetto politico asettico. La vera “rivoluzione” è rappresentata dal cambiamento del simbolo. Per dimostrare ai cittadini quanto si ami la moderazione, la “credibilità” e l’essere innocui e inoffensivi, la classe dirigente ha voluto optare per un logo decisamente “peace & love”, un cuore dorato dallo sfondo blu: è un ottimo modo per far comprendere a Bruxelles che l’Italia non possiede gli artigli ed è pronta all’obbedienza politica. Al di là delle colorazioni che richiamano uno stile natalizio, è evidente la decadenza di una politica oramai incapace di venire incontro alle esigenze del popolo italiano. Oltretutto, supporre di essere “un’alternativa” alla destra lepenista, è un po’ come aspirare a un confronto alla “Davide vs Golia”, ma senza possedere la fionda e la pietra necessarie a sconfiggere il gigante.

Addio Ncd

L’Italia presenta una situazione politica decisamente più drammatica rispetto a quella francese. Il Front de Gauche e il Front National, nonostante le divergenze ideologiche, aspirano entrambe al medesimo obiettivo: l’uscita dalla prigione liberista dell’Ue ed eventualmente dalla Nato. Ciò implica che ciascuna delle due organizzazioni politiche radicali rappresentino un’alternativa al progressismo e al conservatorismo liberali. Nel panorama politico italiano, al contrario, la destra e la sinistra versano in una situazione di estrema frammentazione, senza prefiggersi l’obiettivo della costruzione di un unico, grande blocco politico radicale, di una fazione o dell’altra. Di contrasto al Partito Democratico si colloca il Movimento 5 Stelle, organizzazione a sé stante e parcellizzata al suo interno su numerose questioni, che suscita quotidianamente interrogativi in merito al futuro di un possibile governo penta-stellato. In ogni caso, per il ministro degli Esteri in carica, l’importante è unire chi:

“Ha gli stessi ideali pur trovandosi oggi in posizioni diverse. Vogliamo favorire l’incontro senza voler guidare la creatura finale. Il metodo che noi proponiamo è “uniamoci”, e poi sia il popolo con delle primarie a scegliere il leader di un raggruppamento liberal-popolare. E’ un metodo democratico. Proponiamo primarie non solo per il leader ma anche per i parlamentari”.

Si tratta di indirizzare il nuovo soggetto politico verso nuovi e “affascinanti orizzonti”, dove l’alleanza con qualsivoglia forza politica sarà possibile. Non sarà più necessario preoccuparsi dell’appartenenza ideologica formale. Egli, inoltre, rincara la dose incolpando il gemello cattivo:

“Oggi è tecnicamente impossibile la missione di innovare il centro-destra, anche perché un pezzo di centrodestra fondamentale, Forza Italia, ha deciso di allearsi con i lepenisti”.

Evidentemente, ad Alfano sfugge un piccolo particolare: il progetto del “popolarismo europeo”, da lui auspicato, si è tramutato in un populismo europeista, che tenta di acquistare il consenso democratico ricorrendo ad aggettivi che richiamino la sovranità del popolo, (come “Alternativa Popolare” per l’appunto). L’esito dell’ennesima pagliacciata, dell’ennesimo cartello elettorale è evidente sia all’elettorato di destra che di sinistra. Nasce, così, una nuova forza politica destinata a tramontare nei prossimi anni, a rinnovarsi esclusivamente nel nome, con il solo fine di rinnovare l’imbroglio nei confronti dei cittadini e di intascare i privilegi parlamentari sotto nuove vesti politiche. I cattivi restino malvagi dinanzi all’occhio del benpensante liberal: la politica del “male”, quella radicale, si rivelerà in tutta la sua “malefica”, prepotente onestà intellettuale e politica.