Aldo Moro, in una delle sue lettere scritte dalla prigionia, precisamente in quella inviata all’ On. Zaccagnini, per smentire le infamie della stampa italiana e dei colleghi in parlamento, sostenitori della tesi che la prigionia avesse indebolito la sua ragione ed intaccato i suoi principi, cita due testimoni  del fatto che egli sia stato da sempre dell’ opinione che lo stato dovesse trattare con i criminali nei casi più delicati, quando alle ragioni umanitarie si unisse il criterio d’urgenza. I due testimoni chiamati in causa erano l’On Gui riguardo una contestata legge sui rapimenti e l’On Taviani in merito ad una discussione avuta con Moro a proposito del caso Sossi. L’On Gui conferma quanto scritto da Moro ma Taviani nega.  Da questo dettaglio, da questa smentita di Taviani, Moro capisce e scrive chi sono stati i mandanti della farsa messa in scena per il suo omicidio.

Sciascia scrive nel “L’Affaire Moro” : <<E non solo la conferma di Gui, ma anche la considerazione che Moro non avrebbe chiamato in causa, a testimoniare cosa non vera, un “amico” che sa non tanto amico, rendono vana e miserevole la smentita di Taviani>>

Fu Moro a trarne le conclusioni nella successiva lettera: << Al tempo in cui avvenne l’ultima elezione del Presidente della Repubblica, il terrore del valore contaminante dei voti comunisti sulla mia persona, indusse Taviani e qualche altro personaggio del mio partito ad una sorta di quotidiana lotta all’ uomo, fastidiosa per l’aspetto personale che pareva avere, tale da far sospettare eventuali interferenze di ambienti americani… Nella sua lunga carriera politica Taviani ha ricoperto i più diversi ed importanti incarichi ministeriali. Tra essi vanno segnalati per la loro importanza il ministero della Difesa e quello dell’ Interno tenuti entrambi a lungo con tutti i complessi meccanismi di centri di potere e diramazioni segrete che essi comportano. A questo proposito si può ricordare che l’amm. Hencke, divenuto capo del SID, e poi capo di stato maggiore della difesa, era un suo uomo che aveva a lungo collaborato con lui… In entrambi i delicati posti ricoperti ha avuto contatti diretti e fiduciari con il mondo americano. Vi è forse, nel tener duro contro di me, un indicazione americana e tedesca? >>

Dalla lettura di una qualsiasi biografia di Paolo Taviani si evince che egli sia stato uno dei fautori ed abbia dato concreta attuazione agli accordi tra governo o NATO per l’operazione Stay Behind in Italia soprannominata “Gladio”. Dopo anni e anni di indagini, di inchieste e di ricerche ancora si discute su chi possa essere stato il mandante e quale il movente. Basterebbe rileggere le lettere inviate da Aldo Moro il quale, in condizione di prigionia, da un semplice dettaglio, da un apparentemente innocua smentita, capì tutto.

note: “L’affaire Moro” di Leonardo Sciascia, Sellerio editore, specifico pag. 58-59, 71-72