Sono giorni che non si placa la polemica attorno alla notizia dell’avvio della costruzione di un muro da parte dell’Austria al passo del Brennero. 250 metri di barriera lungo il confine Italia-Austria che, una volta terminati, avranno lo scopo di contenere gli immigrati in Italia e non farli sconfinare in Austria, la quale non vuole accoglierne più. In questi giorni nel nostro Paese sono ovviamente piovute dure critiche nei confronti dell’Austria, critiche imperniate sulle solite accuse di repertorio ( Austria fascista! Vienna razzista! Et similia). Aldilà di certe sterili e isteriche accuse, il dato notevole che si può ricavare da questo fatto è uno, o anzi due. Da una parte si è manifestata un’altra volta la ormai palese mancanza di una qualsiasi unità e spirito europei anche su un tema come quello dell’immigrazione. Dall’altro il fatto che l’Italia sia ormai l’unico paese europeo che, nel totale scoordinamento strategico, si ostini a proseguire con un programma di accoglienza sostanzialmente indiscriminato, mentre tutti intorno a noi alzano barriere, fisiche o politiche.

L’immagine di Europa che esce da questa vicenda è quella di un’Europa che ha ormai perso, ammettendo che l’abbia mai avuta, qualsiasi forma di unità. All’interno dell’unione allo stato attuale delle cose ogni membro ragiona e si muove autonomamente, e l’incapacità delle istituzioni centrali di imporsi e dettare una linea comune è talmente forte che negli ultimi mesi abbiamo visto alcuni stati arbitrariamente chiudere le proprie frontiere, e ora altri innalzare dei muri di contenimento. Dov’è l’Europa in tutto questo? L’Europa e lo spirito europeo incensati con tante retoriche dove stanno? Attualmente l’Unione assomiglia più a un padrone di casa, in alcuni casi a uno strozzino, che puntuale viene a bussare a casa a fine mese per riscuotere l’affitto, eventualmente per comunicarne l’aumento, e poi sparisce nel nulla. Così l’Europa si palesa solo nei momenti in cui si tratta di fare cassa con i soldi dei singoli paesi, dopodiché lascia i suoi membri allo sbaraglio nella gestione delle varie problematiche. Ed ecco che ognuno inizia a tutelarsi come meglio può, l’Austria innalzando un muro in questo caso.

E in questa disgregazione dell’unità europea, l’Italia viene abbandonata al suo destino, e si ritrova a dover affrontare da sola un’emergenza come quella dell’immigrazione che naturalmente per ragioni geografiche  ricade quasi del tutto su di essa. Ma mentre gli altri alzano muri, reali o fittizi, noi continuiamo imperterriti a indignarci e ad accusare di fascismo chi si rifiuta di accogliere i profughi che stanno arrivando, caricando sulle nostre spalle la missione dell’accoglienza. Continuiamo col paraocchi nella nostra direzione, senza interrogarci sul perché ad esempio anche un Paese certo non uso a eccessi xenofobi come l’Austria abbia deciso di adottare una decisione così drastica. Forse che davvero la situazione sia uscita fuori controllo? In un qualche barlume di lucidità dalla nostra oltranzista retorica dell’immigrazione potremmo provare a riflettere su questo. Ma soprattutto dovremmo riflettere sul se l’Europa, per come la vediamo oggi, abbia ancora un senso per noi.