“Dopo la Leopolda scopri Firenze”. così sta scritto sul sito sul sito della manifestazione organizzata dal premier Renzi. Stasera infatti tre musei fiorentini (Palazzo Vecchio, Palazzo Strozzi e Opera del Duomo) resteranno aperti oltre l’orario normale per essere visitati gratuitamente dai primi 300 fortunatissimi iscritti alla Leopolda, i quali dopo la chiusura della manifestazione, prevista per le 20, saranno liberi di recarvisi. Questa l’ultima trovata del premier-segretario, che, come nelle migliori televendite, ai primi 300 che hanno telefonato per riservare un posto alla sua “Leopolda dei campioni” ha deciso di regalare un biglietto omaggio per i musei fiorentini. La bicicletta cambio Shimano e il forno a microonde poi glieli manda a casa.

Una trovata, questa, che ha però il retrogusto di un iniquo privilegio, una concessione a favore di pochi e a scapito dei molti che invece se hanno voglia di visitare quei musei devono mettersi in fila in orario canonico e pagare il biglietto. Renzi ci ha già abituato a questo suo modus operandi di distribuire mancette e giocattolini per ingraziarsi gli elettori. Ricordiamo i famosi 80 euro, ricordiamo i bonus cultura da 500 euro ai diciottenni (e neoelettori). Ed ecco sullo stesso filone i biglietti gratis ai fedelissimi della sua corrente.

Ma se gli 80 euro, se i 500 euro un senso apparente almeno ce l’avevano, davvero sfugge invece il nesso tra una corrente e una manifestazione partitica e la visita di un museo. Qual è il legame tra le due cose? Un privilegio del genere svuota completamente di senso l’articolo 9 della Costituzione, che sansisce: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Il messaggio che passa da questa vicenda è: cultura riservata ai privilegiati, a chi sta nella corrente giusta, e non per tutti. Il Primo Ministro invece di dispensare privilegi ai suoi adulatori dovrebbe forse impegnarsi a trovare i fondi affinché i musei possano essere accessibili gratuitamente a tutti, sempre. In Europa ci sono tanti virtuosi esempi del genere. Basti guardare Londra, eccellenza in questo senso, dove tanti tra i più importanti musei, come la National Gallery, il British Museum, il Museum of Victoria and Albert, sono ad accesso completamente gratuito. Ma gli esempi sono tanti altri. A Parigi ad esempio il Louvre e il Musèe d’Orsay sono gratuiti per i minori di 26 anni. Anche nella malridotta Grecia l’Acropoli di Atene è accessibile gratuitamente a tutti gli studenti universitari. Il nostro Governo, che non perde occasione di buttare l’occhio all’estero, trovando continuamente esempi da scimmiottare, per una volta potrebbe provare a seguire l’esempio davvero virtuoso di quei Paesi che danno accesso gratuito alla cultura, primo fra tutti il Regno Unito, e rendere tale l’accesso nei principali musei d’Italia.

Infatti da noi qual è la situazione? I prezzi di musei e mostre sono spesso decisamente esosi, soprattutto per i più giovani, per i quali al massimo si può arrivare a qualche riduzione, molto raramente alla gratuità. Qualche esempio? A Roma l’ingresso ai Musei Vaticani costa 16 €, 8 € il ridotto. Alla Galleria Borghese 11 € l’  intero, 7.5 il ridotto (anche se alcuni studenti di arte possono entrare con 2 €). Foro Romano e Palatino: 12 intero, 7.5 ridotto. A Firenze gli Uffizi costano 8 o 4 €. A Milano la Pinacoteca di Brera va dai 7 ai 10 €. Con queste cifre è inevitabile un sempre maggiore allontanamento delle persone dalla cultura, soprattutto dei più giovani, per i quali anche una decina di euro può essere una somma abbastanza impegnativa. Di gratuità però, nonostante tutto,  nemmeno l’ombra.

Per i fedelissimi tirapiedi renziani invece la gratuità spunta fuori eccome. Stasera per loro è bello e pronto l’ingresso a scrocco al museo. Un tale impiego della cultura, impacchettata come merce esclusiva e venduta per bieca convenienza politica come sollazzo per qualche annoiato leopoldino, è deplorevole. Essa è un patrimonio che appartiene a tutti, e da tutti dovrebbe essere fruita alle stesse condizioni di gratuità. Soprattutto in un Paese che vanta un patrimonio culturale e artistico come  il nostro dovremmo pretendere che sia così. E invece, nel nostro Paese, i musei della città simbolo del Rinascimento italiano per questo sabato sera si accingono a diventare il privèe degli amichetti scrocconi di Matteo Renzi. Poi da domani di nuovo tutti in fila per il biglietto, come sempre.