I carri dei vincitori sono i mezzi di locomozione prediletti da quella frangia di intellettuali paladini del perbenismo che, per amor di peculio e di narcisismo mediatico, cavalcano l’onda del potente imbattibile per ricevere l’agognato e meritato endorsement da parte del panorama culturale. Per questo si divertono a banchettare sulle membra del pesce piccolo, inerme, mentre gravitano attorno al centro del sistema grande e grosso, che li foraggia e li incensa, consacrandoli a paladini del giustizialismo universale. Immaginiamo un pesce piccolo di nome Venezuela e un grande sistema di nome Stati Uniti, con tutti i suoi satelliti che brillano di luce riflessa; e il nostro intellettuale di turno ancora una volta ad accoltellare alle spalle il pesce piccolo, mentre ignora la minaccia di un satellite vicino al sistema.

Diosdado Cabello è stato accusato di collusioni con i cartelli della droga – artefici del traffico di sostanze verso l’America e l’Europa – e il santino Saviano non ha perso l’occasione per puntare il dito contro un governo accusato di commistioni malavitose, glorificando l’operato di organizzazioni anti-narcotraffico più volte in odore di malaffare circa coinvolgimenti con il mercato delle droghe, tralasciando l’aspetto più concreto dei reiterati tentativi portati avanti dal governo di Washington al fine di destabilizzare l’esecutivo del paese latinoamericano democraticamente eletto. Perché fa figo l’american style politically correct, modello di giustizialismo universale (?!)…

E il satellite? Edelstein, presidente della Knesset, ha sollevato dall’incarico il suo vice Oren Hazan, accusato e per questo indagato per un illecito traffico di sostanze stupefacenti e di prostitute all’interno di un casinò in Bulgaria, da lui gestito. Nonostante siano prontamente giunte le smentite su tali accadimenti da parte dell’interessato, non si può non azzardare un nesso di somiglianza tra i due scenari. A ciò si somma l’accusa di falsa testimonianza rivolta verso il medesimo, circa le vicissitudini legate all’operazione Protective Edge attuata dalle forze militari israeliane lungo il confine con la Striscia di Gaza, passata sotto il silenzio del filtro mediatico, di cui Saviano è parte integrante. E alla luce di ciò, attendiamo ansiosamente un commento da parte del nostro giudice in dolcevita, il nostro crociato dell’anti-camorra, del giustizialismo e del politicamente corretto. La collezione di figure imbarazzanti prosegue, ma passa sotto traccia in una pubblica informazione succube della tacita circuizione da parte del sistema.