Diversi quotidiani hanno recentemente pubblicato la notizia sulla candidatura nel PD milanese di Sumaya Abdel Qader per le amministrative di giugno e indicata come vicina ai Fratelli Musulmani. Su “Tempi” del 28 aprile veniva pubblicato un lungo e articolato pezzo dal titolo: “C’è o non c’è nel Pd di Milano una candidata che «aderisce ai Fratelli Musulmani”? nel quale vengono indicati due notevoli pasticci messi in atto da Majorino, dal progetto di bando che aveva quasi rischiato di consegnare la prima grande moschea di Milano nelle mani del CAIM (più volte indicato da media e analisti come vicino all’ideologia dei Fratelli Musulmani) alla candidatura nella medesima lista per le amministrative di due donne con visioni diametralmente opposte dell’Islam: la precedentemente citata Sumaya Abdel Qader, responsabile cultura del CAIM e Maryan Ismail, legata invece a un Islam sufi, da sempre contro l’islamismo radicale e sorella di Yusuf Mohamed, ambasciatore somalo all’Onu di Ginevra, assassinato il 27 marzo dell’anno scorso dai terroristi di Al Shabaab.

Un fatto seguito anche dal Foglio con un pezzo del 27 aprile: “Due candidate del PD milanese, due versioni del mondo islamico” dove viene narrata la storia delle due candidate. L’elemento più controverso emerge però in un pezzo del Giorno dove vengono pubblicate alcune dichiarazioni di Sumaya Abdel Qader per quanto riguarda i suoi collegamenti con ambienti ritenuti vicini alla Fratellanza Musulmana. La candidata non nega di aver fatto parte (secondo alcuni ne fa ancora parte) della Fioe (Federation of Islamic Organizations in Europe) e del Femyso (Forum of European Muslim Youth and Students Organizations) ma afferma: “Fioe e Femyso non fanno parte dei Fratelli Musulmani in nessun modo. Che giudizio do dei Fratelli Musulmani? È una realtà complessa che sto studiando da sociologa. Un giudizio? Si sono affrettati a gestire la loro prima vittoria, che gli si è ritorta contro”. Un’affermazione che non può non destare perplessità visto che fu lo stesso Ibrahim Munir, vice-Guida Suprema dei Fratelli Musulmani in Europa, in un’intervista del 2014 a un quotidiano egiziano a confermare come la Fioe sia la principale espressione della Fratellanza in Europa: “il nostro metodo in Europa è rappresentato da una struttura indipendente, che si chiama Fioe”. 1 

sumaya turchia

La Prof.ssa Valentina Colombo, arabista e studiosa di Storia dei Paesi musulmani all’Università Europea di Roma è molto chiara: “Quello di Somaya è un attivismo in una Fratellanza Musulmana 2.0. La Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella ‘Lettera dei Fratelli Musulmani’, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe”. 2 E ancora: “L’unico incarico che Sumaya Abdel Qader evita sempre di indicare è quello più prestigioso: responsabile del dipartimento giovani e studenti della Fioe (Federation of Islamic Organizations in Europe) che è la principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa”. 3

Del resto anche il Prof. Massimo Campanini, islamologo da un parere piuttosto chiaro: “La Fioe non è certamente un’associazione completamente diversa dai Fratelli Musulmani, gravitava in quell’universo, ma è un’organizzazione che si è trasformata molto nel corso degli anni….” E ancora: “Conosco Somaya da 30 anni, è stata una delle mie prime allieve. Può essere ricondotta all’orizzonte dei Fratelli Musulmani, ma non è persona di cui non ci si possa fidare”. 4 Altra dichiarazione di Sumaya Abdel Qader che non convince: “non mi risulta” che nel Caim ci siano persone vicine alla Fratellanza5, in riferimento al Coordinamento Milanese di cui è Responsabile Attività Culturali (e in data 01-05-2016 compare ancora nel direttivo del sito). Bisognerebbe allora chiedere a Sumaya per quale motivo il coordinatore del Caim, Davide Piccardo e il responsabile Area Servizi Edilizi ed Immobiliari, Omar Jibril, venivano immortalati in più occasioni a manifestazioni pro-Fratelli Musulmani egiziani con tanto di maglie gialle con mano nera. Sarebbe poi interessante sapere per quale motivo Ahmed Abdel Aziz, il responsabile relazioni interne del Caim, si faceva fotografare in più occasioni all’interno della sede dell’Alleanza Islamica d’Italia (inserita nella lista nera degli Emirati Arabi per legami con i Fratelli), assieme a suo fratello Omar, con Salah Sultan, elemento legato all’ex governo islamista di Mohamed Morsy come segretario generale del consiglio supremo per gli affari islamici, segnalato in più occasioni per le sue visioni radicali e per le sue dichiarazioni anti-cristiane e anti-ebraiche, tanto che, secondo quanto dichiarato dalla Global Muslim Brotherhood Daily Watch, il governo americano avrebbe sospeso le procedure per il conferimento della cittadinanza statunitense. Omar Abdel Aziz veniva poi fotografato nell’estate del 2013 assieme a Sultan sul palco dei Fratelli a Rabaa al-Adawiyya, al Cairo, durante le manifestazioni in favore di Mohamed Morsi. 6 Nel contempo il sito di monitoraggio dei Fratelli Musulmani “Ikhwaninfo” pubblicava alcune foto di Sumaya Abdel Qader ad eventi della Mili Gorus turca (organizzazione legata all’ideologia dei Fratelli e a Erdogan), Turchia che è tra l’altro metà frequente della candidata del PD, ma anche ad eventi della FIOE.

piccardo menigi omar

Insomma, elementi di questo tipo non possono certo passare in secondo piano e forse ci sarebbe bisogno di maggior chiarezza da parte della candidata PD. Oltretutto è di ieri la notizia secondo cui in zona municipale 4 di Milano si sarebbe candidato un altro personaggio vicino all’ideologia islamista pro-Fratelli, Sameh Meligy, fotografato assieme a Beppe Sala e con tanto di commento “è ufficiale, mi candido al municipio 4”. Meligy è apparso anch’egli a manifestazioni pro-Morsy assieme a elementi del Caim. Insomma, forse è il caso che il PD ponderi attentamente per quanto riguarda la scelta dei candidati e i loro rapporti con ambienti quanto meno controversi.

sameh candidato

L’ideologia e la strategia dei Fratelli Musulmani sono il vero problema

Andando oltre il discorso sulla scelta dei candidati del PD, è necessario passare ad altro e aprire una brevissima parentesi sull’ideologia e la strategia della Fratellanza. Giovanni Giacalone, studioso di islamismo e security analyst presso l’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies dell’Università Cattolica spiega: “I Fratelli Musulmani, sono da sempre molto abili nel radicarsi a livello popolare attraverso la gestione di luoghi di culto, associazioni che si dedicano al sociale (fornendo spesso anche notevoli aiuti economici a chi è in difficoltà), ottenendo così il necessario appoggio “dal basso” , per poi risalire infiltrando aree professionali e ambienti politici ed accademici con lo scopo di prenderne progressivamente il controllo”.

Per quanto riguarda l’appartenenza, è un ex membro a spiegare come l’ingresso avvenga attraverso un giuramento di fede e come questa venga spesso smentita, secondo una lunga tradizione di segretezza che caratterizza l’organizzazione fin dalla sua nascita in Egitto. Un’organizzazione non certo estranea alla violenza e al radicalismo, come dimostra la sua storia in particolare in Egitto, dove venne fondata nel 1928 da Hasan al Banna. Basta pensare al suo motto: “Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è la nostra guida. Il Corano è la nostra costituzione. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza“.

C’è poi Sayyid Qutb, massimo ideologo della Fratellanza, che nel testo “Pietre Miliari” scrive: “La comunità musulmana deve essere riportata alla sua forma originaria … oggi è sepolta tra i detriti delle tradizioni artificiali di diverse generazioni ed è schiacciata sotto il peso di quelle false leggi ed usanze che non hanno … niente a che fare con gli insegnamenti islamici”.

Gianpiero Spinelli, ex paracadutisa della Brigata Folgore e consulente anti-terrorismo per le forze di sicurezza a Rio de Janeiro e Sao Paulo, parla chiaro: “Sapete su cosa si basa il progetto politico del movimento sopra indicato creato da Hasan al-Banna nel 1928? L’obbiettivo primario è la realizzazione di uno stato propriamente islamico basato sulla ”shari’a e sulle sue fonti . Per il Movimento dei Fratelli Musulmani il ”Corano” rappresenta una costituzione completa che permetterà la realizzazione di uno stato islamico ben funzionante più di ogni più moderna legislazione”.

Elementi su cui è fondamentale riflettere, tenendo conto che oggi i Fratelli Musulmani sono al bando in Bahrain, Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan. In Giordania invece, due settimane fa, le autorità hanno chiuso la sede centrale dell’organizzazione, nel timore di atti sovversivi.