Da 20 anni si taceva, pur sapendo, sulle malefatte politiche del guru supremo del calcio mondiale che, a due giorni da un potenziale rinnovo del mandato per la quinta volta, si trova coinvolto in uno scandalo di corruzione che fa tremare il football. Questa volta Sepp Blatter, personaggio quantomai odiato da chi ama lo sport, sembra vittima di un attacco multilaterale nel quale ci mette lo zampino anche la politica d’oltreoceano. L’indagine condotta dall’FBI ha portato all’arresto di sei importanti dirigenti, tra i quali anche gli ex presidenti di COMNEBOL e CONCACAF, nonché a delle indagini sul presidente FIFA circa possibili tangenti riguardo l’assegnazione della Coppa del Mondo di calcio maschile 2018 alla Federazione Russa. Ed ecco che i nodi vengono al pettine. Le pressioni dei senatori americani repubblicani nei confronti del consiglio FIFA per eleggere un presidente che fosse contro “il regime di Putin, affinché potessero negare alla Russia l’onore di ospitare i mondiali del 2018” conseguentemente alle vicende della crisi ucraina; una sorta di sanzione supplementare, un attacco economico e mediatico, al solito pirotecnico come a Washington piace tanto. Peccato non si sia fatto cenno al mondiale qatariota che ha già vinto il premio della schiavitù operaia; ma si sa, le partnership commerciali sul gas fanno chiudere tutti e due gli occhi. Il disegno politico americano prova da tempo a chiudere un cerchio che passa anche da un attacco aperto al football europeo, a vantaggio del soccer, così come lo chiamano da quelle parti. Sono più di vent’anni che gli USA, dai mondiali del ’94, tentano di far decollare a livello di intrattenimento (e in America l’intrattenimento è tutto) una disciplina che non attira il pubblico a stelle e strisce perché, al contrario dei più lodati Baseball e Basket, vi è la possibilità della X, ossia che non vinca nessuno. Eppure gli investimenti multimilionari di magnati, televisioni e sponsor nella MLS fanno pensare come invece si voglia attirare sempre più attenzione sul calcio americano: 725 milioni di euro in diritti televisivi nel 2015, lo sceicco Mansour del Machester City ha una nuova franchigia a New York, lo stesso farà il tycoon del Cardiff City a Los Angeles il prossimo anno, Heineken e Etihad main sponsors della competizione. Si punta quindi ad entrare nelle Big 5 del calcio mondiale, a discapito del calcio europeo. Dal campo di battaglia al campo di calcio, la guerra americana all’Europa continua a mietere vittime, sia che si usino le armi, sia che si intervenga col soft power. Blatter non si può considerare uno stinco di santo, certamente, ma la pretestuosa politica della voce grossa scredita anche il nostro panem et circenses quotidiano.