Se sul piano laico della politica vi è una evidente frattura, difficilmente sanabile, dell’asse Roma-Mosca, con un Renzi visibilmente poco avvezzo ad intrattenere delle proficue relazioni con Putin, sul piano religioso il dialogo tra la Chiesa Cattolica e quella ortodossa russa si intensifica. L’azione di Papa Bergoglio – che può tranquillamente definirsi politica – è volta ad instaurare un rapporto duraturo con il patriarca Kirill, così da ristabilire un ecumenismo cristiano che accomuni le genti europee sotto l’egida di una affinità religiosa da secoli smarrita. Era infatti dallo scisma di Costantinopoli del 1054 che le due chiese, discordanti sul piano politico del riconoscimento della supremazia papale romana e sulla più annosa questione religiosa del Filioque del “Credo”, avevano intrapreso dei percorsi differenti, dividendosi a loro volta durante i secoli, con l’insorgere dei vari movimenti di dissidenza religiosa legati alla professione di fede, l’interpretazione delle Scritture e al culto della Madonna e dei Santi.

Oggi, complice un allontanamento politico della Russia dal resto dell’Europa e un islamismo sempre più forte, l’azione di ricongiungimento dei popoli sotto il punto di vista della religione può restituire nuova linfa vitale ad una istituzione logoratasi nel tempo. La moltiplicazione dei movimenti LGBT e i vari scandali che hanno avvolto gli enti ecclesiastici occidentali hanno contribuito ad un progressivo allontanamento dei fedeli, provocando senza dubbio uno smarrimento di quei valori sui quali si è basata per centinaia di anni la società occidentale. L’Islam, più dell’ortodossia orientale, guadagna consenso in occidente, facendo proprio leva su questo laicismo affetto dalle più disparate patologie di innovazione sociale che mira a rovesciare tutti i canonici istituti legislativi, pedagogici e gnoseologici. Laici e fedeli si sono avvicinati al culto di Allah e di Maometto suo profeta spinti da quella necessità di integralismo etico-religioso che trasla la norma di fede sul piano della vita quotidiana, conferendo all’esistenza un imperativo categorico salubre per lo spirito e l’animo umano.

La volontà di Francesco di trovare un accordo sull’istituzione di un unico metodo di calcolo della pasqua cristiana è una prima tappa di questo itinerario di ricongiungimento “politico” delle fedi cristiane. Stabilire il plenilunio dopo l’equinozio di primavera secondo il calendario gregoriano o quello giuliano costituisce molto più di una semplice ricorrenza annuale, ma si prefigge un obiettivo notevolmente più ambizioso e di lungo periodo. Certo prima di una “papabile” realizzazione vi è la necessità di incontrare il favore di molte comunità minori, tra loro discordanti circa un conservatorismo più o meno convinto. Torna di moda quel modello neo-eurasiatico teorizzato da Leontiev, ripreso poi da Dugin, che costruisce sulle basi del bizantinismo una società paneuropea che deve anteporsi ad un Leviatano atlantico. Potrebbe definirsi forse un neo-bizantinismo, in una chiave più universale e non solo panslava, più avvezzo ad un tentativo di riscoperta di valori cristiani assoluti, che annaspano in un mare voluttuoso e corrotto. Ripartire dalla religione per ricostruire una Europa gloriosa è un gradino fondamentale su una scala ripida e insidiosa. Ma non è forse giunto il momento di riprendere in mano una società condannata ad una deriva politica, sociale, religiosa? La riscoperta dei valori è forse l’unica via per riappropriarsi della propria libertà.