Se mai ci fu un italiano che in tutta la storia della nostra amata e talvolta deprecata Patria, ha fatto tremare l’Impero britannico, quello fu sicuramente il Tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne. Entrato a soli ventun’anni nella Xa Flottiglia Mas, divenne quasi subito caposquadra dei cosidetti “maiali”, ovvero veicoli di forma simile a un siluro, adatti a trasportare, a bassa velocità, due operatori muniti di respiratori subacquei autonomi ed una carica esplosiva da applicare occultamente alla carena della nave avversaria all’ormeggio.

Partecipò alla storica  missione di Gibilterra del 30 ottobre 1940, e all’impresa di forzamento della base inglese di Alessandria . Fu egli stesso capogruppo dei “maiali” 221, 222 e 223 condotti insieme a Vincenzo Martellotta, e Antonio Marceglia, coadiuvati dai capi palombari Emilio Bianchi e Mario Marino e dal sottocapo Spartaco Schergat ,che portò, all’alba del 19 dicembre 1941 all’affondamento delle navi da battaglia inglesi Valiant e Queen Elizabeth, della petroliera Sagona e al danneggiamento del cacciatorpediniere Jervis. Ancora oggi questa missione è considerata una delle più clamorose imprese della Marina militare italiana durante tutta la seconda guerra mondiale. De la Penne, dopo aver superato con notevoli difficoltà le ostruzioni del porto, da solo collocò la carica esplosiva sotto le torri di prora della Valiant e, risalito in superficie, venne scoperto e fatto prigioniero. Condotto a bordo insieme a  Emilio Bianchi, secondo operatore del suo mezzo, fu rinchiuso in un locale adiacente al deposito munizioni e vi fu tenuto anche dopo che ebbe informato il comandante dell’unità inglese, il Capitano di Vascello Morgan, dell’imminenza dello scoppio della carica, al fine di far porre in salvo tutto l’equipaggio nemico.

Uscito miracolosamente indenne dall’esplosione che affondò la nave, fu fatto prigioniero con l’onore delle armi, e scontò la sua prigionia  in India e nel febbraio 1944 rimpatriò  partecipando alla guerra di liberazione nel Gruppo Mezzi d’Assalto della Marina del Regno. La Valiant subì importanti danni alla carena con allagamento del magazzino munizioni e di vari compartimenti contigui. La nave dovette trasferirsi a Durban per le riparazioni fino al Luglio del 1942. La Queen Elizabeth invece fu squarciata sotto la sala caldaie e si allagarono anche i magazzini munizioni. La nave riprese il mare  solo per essere trasportata ai cantieri navali alleati in Virginia, dove rimase in riparazione per 17 mesi.

Ancora oggi le missioni contro la Valiant e la Queen Elisabeth sono ricordate come “missioni perfette e da manuale. Alla conclusione del conflitto mondiale, tutti gli operatori della Decima, De la Penne compreso, vennero decorati con la Medaglia d’Oro al Valore Militare, per la spiccata eroicità e per l’ardimento dei loro atti e promossi per merito di guerra. La consegna della decorazione a Luigi Durand de la Penne avvenne a Taranto nel marzo 1945 e viene ancora oggi ricordata poiché fu l’occasione di uno storico episodio: fu infatti lo stesso comandante della Valiant nel 1941, Capitano di Vascello Sir Charles Morgan, divenuto nel frattempo  ammiraglio, che lo decorò, su invito del luogotenente del Regno Umberto di Savoia che presiedeva la stessa cerimonia.