Nel corso della storia ci sono stati innumerevoli personaggi le cui gesta ci sono state raccontate, ma solo alcuni di questi hanno avuto un impatto così forte da modificare il corso degli eventi e incidere sulle sorti del mondo nella sua totalità.

Uno di questi è sicuramente Federico II Hohenstaufen, re di Sicilia, Duca di Svevia , re di Germania e Imperatore del Sacro Romano Impero e infine re di Gerusalemme conosciuto con l’ appellativo Stupor Mundi (meraviglia del mondo), era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l’attenzione degli storici e del popolo.

Nato nel 1194, i genitori (Enrico VI e Costanza d’Altavilla) morirono prima che lui compiesse 5 anni e a soli 4 anni era già stato incoronato re di Sicilia, fu affidato alla custodia del papa Innocenzo III benché il suo vero tutore fosse Gualtiero di Palearia. Nel 1208 a soli quattordici anni uscì dalla tutela papale e prese il potere nelle sue mani, dovette però aspettare il 1213 per essere effettivamente riconosciuto come imperatore dopo la vittoria in battaglia contro Ottone IV che era stato incoronato imperatore dallo stesso Innocenzo III nel 1209.

Il rapporto tra Federico II e la Chiesa fu molto altalenante a seconda delle simpatie dei vari papi: Onorio III fece notevoli pressioni affinché l’Imperatore capitanasse la quinta crociata ma quest’ultimo a causa delle continue attenzioni nei confronti della gestione del regno di Sicilia rinviò di anno in anno la sua partecipazione finché Gregorio IX (successore di Onorio) lo scomunicò nel 1228 definendolo “Federico II, il cosiddetto imperatore […] re della pestilenza […] eretico e precursore dell’Anticristo”. Nonostante la scomunica Federico II partì per la sesta crociata nello stesso 1228 e grazie alle sue doti diplomatiche mise in atto l’unica crociata non violenta: con un accordo con il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil nipote di Saladino, gli vennero cedute molte terre e il 18 marzo 1229 Federico si incoronò re di Gerusalemme (in quanto erede del trono per aver sposato nel 1225 Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme). Intanto il papa assoldò, in assenza di Federico II, delle truppe tra i nemici dell’Imperatore in Italia per bandire la paradossale crociata contro Federico II. Quando quest’ ultimo tornò in Sicilia trovò molte sue città che appoggiavano il pontefice, in poco tempo riuscì a riprendere il potere e decise di riconciliarsi con il Vaticano firmando la Pace di San Germano dopo la quale il papa ritirò la scomunica.

La lotta per il potere tra il papato e Federico continuò comunque sotto altre forme, infatti Federico II dovette far arrestare e mettere in prigionia suo figlio Enrico che ribellatosi al padre si era rivolto al papa.

Per quanto riguarda l’aspetto politico-militare l’imperatore degli Hohenstaufen  fece grandi operazioni ma sono altri i campi che ha influenzato radicalmente.

Per quanto riguarda la cultura all’interno del Regno alla corte della reggia di Palermo nacque la Scuola siciliana nella quale i vassalli si esercitavano a raccontare l’amore e alla quale si deve l’invenzione del sonetto.

Nel 1224 istituì a Napoli la prima universitatis studiorum statale laica dell’Occidente, in contrapposizione all’ateneo di Bologna, poiché non voleva che i suoi cittadini andassero a studiare al di fuori del proprio Regno (evitare una sorta di fuga di cervelli). Agli studenti di umili origini, se capaci, furono pagati gli studi. Pervaso della giusta convinzione di essere unico nella sua genia, sapeva apprezzare l’intelligenza allo stato puro, infischiandosi completamente delle origini di sangue di chi era capace. Oltre all’università di Napoli fondò anche la scuola medica di Salerno.

Questa lungimiranza nell’investire nella cultura e nella ricerca all’interno del proprio Regno non è l’unico aspetto “moderno” di Federico II: benché la sua cultura fosse cattolica è stato sempre pronto a confrontarsi con la cultura mussulmana (la sesta crociata) tanto che la città di Lucera divenne un insediamento musulmano all’interno del Regno e gli fu sempre leale.

Federico II aveva scelto i suoi collaboratori più diretti tra giuristi e notai, e nelle province aveva invece dato gli uffici a militi e cavalieri. Tutta l’alta nobiltà feudale era stata quasi in massa esclusa da ogni partecipazione diretta al governo del Regno. La cultura era il requisito maggiore in base al quale il re sceglieva i suoi funzionari. Giunse ad effetti ben lontani dalle intenzioni dei re normanni, suoi avi e predecessori quali Ruggero II e Guglielmo I. Mantenne la classe feudale lontana dal governo, fino a renderla addirittura estranea e ostile allo stato, limitandone l’esercizio dei diritti feudali, togliendole completamente l’amministrazione della giustizia criminale, riconoscendo legittimi i diritti dei vassalli contro il signore, innalzando nelle assise, nei parlamenti convocati per ascoltarlo, accanto ai feudatari, i borghesi, i rappresentanti delle comunità cittadine, cercando di sostituire nel comando dei castelli la classe feudale con capitani non nobili.La costruzione dello stato amministrativo voluto dallo Stupor Mundi, poneva tutta la nobiltà che non veniva educata secondo i suoi criteri e principi di cultura e disponibilità al servizio del potere centrale unitario, come una forza estranea e nemica, da tollerarsi finché non fosse possibile abbatterla definitivamente.

La vera forza di Federico II è stata la sua onestà e purezza d’animo che l’hanno portato a incidere fortemente nello sviluppo della cultura del suo tempo; l’importanza di una figura così è oggi ancora più incredibile se la si confronta con quella dei politici contemporanei.