di Filippo Lusiani

Uno scienziato che si interroga criticamente sullo statuto di un dato paradigma scientifico sta facendo filosofia” così spiega, durante la propria lezione di storia della filosofia, un professore universitario ampiamente riconosciuto. Tale considerazione colpisce per due motivi; il primo è senz’altro la sua forza e limpidezza: è facile convenire che il comportamento sopra descritto possa essere definito come un atteggiamento filosofico, proprio per il suo essere portatore di una riflessione razionale. Il secondo, ancora più clamoroso, è dato dal fatto che il docente in questione sostenga vi sia una radicale differenza tra scienza e filosofia. Questa posizione sembra stridere dolorosamente con l’affermazione prima citata. Egli sostiene che la valutazione critica della scienza sia filosofia, ma al contempo che queste due non abbiano praticamente nulla a che fare l’una con l’altra.

Il problema di fondo è la generale convinzione che la filosofia sia qualcosa di relegato a sé, una pratica astratta che si isola nelle sue pretese di conoscere la verità, mentre le altre discipline avrebbero un vero scopo, quello di trasmettere nozioni utili per la vita di tutti i giorni. È triste constatare che questa sia la realtà dei fatti, ed è ancora più doloroso rendersi conto che poche persone, non necessariamente professori universitari, sono consapevoli che la Filosofia non è nulla di slegato da qualsiasi altra “disciplina” dell’uomo, per il semplice ma fondamentale motivo che essa è la pura esplicitazione del pensiero che giunge a consapevolezza di sé stesso, attività nella quale rientrano tutte quelle discipline umane che appaiono così diverse tra loro. Ciò significa che Scienza non è la memorizzazione di leggi, dimostrazioni e concetti vuoti, ma è invece l’esercizio della ragione in maniera critica sulle istanze che essa (scienza) propone come valide. Allo stesso modo ogni ambito della conoscenza non può e non deve limitarsi alla condensazione delle specifiche nozioni che lo caratterizzano, ma deve innanzitutto riconoscersi come espressione razionale del pensiero umano, e quindi valorizzare il proprio legame con la Totalità che al Pensiero stesso si rifà.

Tornando all’affermazione presa prima in questione, appare ora evidente come essa possa assumere veridicità se si pensa che non vi è poi una grande differenza tra Scienza e Filosofia. Ovviamente i due termini spesso alludono a due ambiti che possono sembrare separati e in tal modo verranno ora usati (solo per comodità), ma si badi bene che non esiste scienza senza filosofia e non si dà filosofia senza una pretesa di scientificità.
Innanzitutto la Scienza, intesa come intenzione di descrivere la realtà empirica con rigore e metodologia, ha per base dei principi, quali quello di uniformità della natura, di non contraddizione ed identità, che sono di per sé “filosofici”. In secondo luogo la filosofia si può definire tale solamente se essa ha come obiettivo la scientificità ed universalità di ciò che afferma; non perché la Verità sia una entità sopraelevata che l’uomo ha il compito di afferrare, ma proprio in quanto essa si produce in una continua attività di indagine e riflessione. Alla luce di questo ogni singola “filosofia” è Filosofia in quanto, pur essendo legata alla propria epoca e alla contingenza che l’ha prodotta, essa è portatrice – in quanto manifestazione del pensiero – di un’istanza veritativa e di una pretesa di universalità.

Tale pretesa non è un’arrogante autoaffermazione, ma un mostrarsi nella propria oggettività in modo da poter essere appunto oggetto di comprensione – e quindi anche di dissenso – da parte di chiunque.
Coloro che negano l’esistenza di una verità e proclamano la relatività di ogni espressione dell’intelletto umano stanno al contempo sottraendola dall’essere sottoposta alla valutazione critica del pensiero altrui. In tal modo difendono sotto falso nome la precaria autonomia di una tesi che non vuole essere posta al vaglio della ragione e che perciò è imputabile della stessa accusa che essi rivolgono (erroneamente) a chi riconosce la scientificità della Filosofia: voler rendere intoccabile ciò che affermano.
Solo chi ignora la vera natura della filosofia, e di conseguenza l’essenza razionale dell’uomo (in quanto l’uomo è pensiero e la filosofia non è altro che il pensiero che pensa sé stesso in modo completo e consapevole), può affermare che far filosofia è un mera e soggettiva espressione della propria visione del mondo.  A quanto pare sono in molti.