Il potere, lungi dall’impedire il sapere, lo produce. Se si è potuto costituire un sapere sul corpo, è stato attraverso un insieme di discipline militari e scolastiche. È solo a partire da un potere sul corpo che un sapere fisiologico, organico era possibile”.
M. Foucault

Michel Foucault è uno dei più valenti maîtres à penser del Novecento, un intellettuale dalla straordinaria potenza analitica, capace di smontare le concezioni moderne. Filosofo, sociologo, storico, accademico e saggista francese, che opera tra gli anni Settanta e inizio anni Ottanta, i suoi sono temi controversi e taglienti dalla nascita del pensiero, agli apparati del potere, fino alla sessualità e alla cura di sé.
Centrale in Foucault è senza dubbio la questione del potere, smontandone la concezione moderna, quella istituzionale e giuridica, prendendone le distanze, ma mostrandone il carattere ideologico. Segna una svolta marcando una netta distinzione rispetto alle concezioni tradizionali.
Il potere, secondo Foucault, non può essere esaminato a partire dalle sue forme istituzionali e giuridiche, attraverso i concetti di sovranità e di legge, ma va compreso nella quotidianità degli effetti che esso produce nel mondo sociale.
Ciò di cui abbiamo bisogno – enuncia in Microfisica del potere – è una filosofia politica che non sia costruita intorno al problema della sovranità, dunque della legge e dell’interdizione. Bisogna tagliare la testa al re”.

Foucault ribalta totalmente la prospettiva da cui guardare al potere, sostituendo una prospettiva più classica, propria dei filosofi, in cui la pretesa era di avere dall’alto una visione globale della sovranità, con una prospettiva invece più moderna che parte da una posizione decentrata e che segue la vita reale in un singolo e minuscolo dettaglio e nelle apparenti casualità. Si tratta di un’analisi dal basso con l’intento di portare alla luce ciò che normalmente viene nascosto sotto la superficie dei fenomeni.
Il potere è una relazione che ha il suo punto d’attacco nel corpo e proprio attraverso di esso organizza le masse di individui. Ma il corpo non può essere assoggettato all’infinito, lo stesso corpo opporrà resistenza.
Là dove c’è potere, c’è resistenza […] non è mai in posizione di esteriorità rispetto al potere”. Proprio la resistenza è l’altra faccia del potere, il potere ha bisogno di un punto di contrasto che gli permetta di misurarsi; la resistenza perciò non deve necessariamente essere soggiogata dal potere, ma essere mantenuta in contrapposizione.
Il rischio della resistenza è però la riproduzione del potere, la riproduzione della sua strategia.
Ciascuno è l’avversario di qualcuno”, le relazioni sociali sono tutte relazioni di potere, la politica è guerra, sia immersi nella lotta di ognuno contro la presa di potere.
Il potere non può essere individuato o identificato in singoli soggetti come lo Stato, i decisori politici o la classe che detiene il controllo in ambito economico. Queste sono solamente manifestazioni dei rapporti di assoggettamento delle relazioni umani.

Per Foucault il potere è onnipresente, ogni rapporto sociale è un rapporto di potere: tra uomo e donna, in famiglia, tra il datore di lavoro e il suo dipendente, tra un maestro e il suo allievo, tra chi detiene un sapere e chi ne è privo. Tra tutti gli individui intercorrono relazioni di potere, dove questo si realizza e si concretizza. Il singolo individuo è perciò un essere sociale, risultato del prodotto di innumerevoli relazioni in cui il potere è inserito e plasmato in qualità di corpo.
L’analisi di Foucault si estende anche al campo della sessualità, dove porta alla luce un modo completamente nuovo di intendere quello che è il potere: ne viene sottolineato l’aspetto produttivo. Importante è il passaggio da una visione negativa del potere – divieto, costrizione potere del no, inibizione – ad una visione invece positiva, il potere come possibilità, produzione di discorsi che istituiscono e controllano. Il potere non è da intendere come un’istanza che opera per mezzo della repressione, ottenendo una sottomissione attraverso punizioni e sanzioni.
La concezione di potere foucaultiano è complessa, ricca di sfumature, ma permea ogni relazione umana.