Le mostre fotografiche di Marco Gualazzini ed Enrica Senini a GEM

MOSTRE FOTOGRAFICHE A GEM 

The Lake Chad Crisis: la crisi umanitaria più complessa della contemporaneità / di Marco Gualazzini

Gli Tsaatan: uomini-renna della taiga / di Enrica Senini (vincitrice del concorso GEM).

Museo Umberto Mastroianni di Roma, all’interno dei Musei di San Salvatore in Lauro (Piazza San Salvatore in Lauro 15, Roma).

Le mostre fotografiche, curate da Arianna Catania per la Scuola di formazione GEM, sono aperte al pubblico SABATO 9 e DOMENICA 10 NOVEMBRE dalla ore 17 alle 19.

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The Lake Chad Crisis: la crisi umanitaria più complessa della contemporaneità / di Marco Gualazzini

Nel bacino del Lago Ciad è in corso una delle peggiori crisi umanitarie della nostra contemporaneità. Oltre 2 milioni di profughi, 5 milioni di persone a rischio insicurezza alimentare e 500mila bambini che soffrono di malnutrizione acuta. Ad aver provocato quello che è stato definito dal New Yorker ”il disastro umanitario più complesso dei nostri giorni” sono stati due fattori: la desertificazione del Lago, che negli ultimi 50 anni ha perso il 90% della sua superficie e il terrorismo di Boko Haram che ha fatto del bacino lacustre l’ultima frontiera della jihad in Africa.

Il servizio mostra questa crisi raccontando la realtà che vive la popolazione sulle isole e lungo le coste del lago dove le sabbie del deserto si sono sostituite alle acque. Descrive l’ospedale di Bol, l’unico nosocomio di tutta la regione dove lavorano tre medici che cercano, pur sprovvisti di fondi e mezzi, di arginare la crisi umanitaria. Mette a fuoco la realtà nei campi profughi dove migliaia di persone anelano alla vita nell’assenza totale di ogni bene e poi si spinge in profondità nel raccontare il gruppo terrorista Boko Haram attraverso l’incontro con ex membri della setta islamista e in particolare con Halima Adama, una kamikaze che è sopravvissuta a un attentato da lei compiuto. La giovane oggi ha 20 anni, quando ne aveva 16 fu costretta da suo marito a entrare a far parte della formazione jihadista e a 18 anni venne obbligata a effettuare una missione suicida.

Al momento dell’esplosione non perse la vita ma rimase priva di entrambe le gambe e oggi è ritornata a vivere con la sua famiglia nel villaggio di Gomirom Domouli. Una testimonianza drammatica ma preziosa per conoscere e capire l’orrore dell’estremismo islamico attraverso la prospettiva di chi ha fatto parte di quel mondo a tal punto da compiere il gesto più estremo ed efferato in nome della causa jihadista.

BIOGRAFIA:

Nato a Parma nel 1976, MARCO GUALAZZINI, ha iniziato la sua carriera come fotografo nel 2004, con il quotidiano locale della sua città, La Gazzetta di Parma. Le sue opere includono la fotografia di reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà di espressione in Myanmar, sulla discriminazione delle minoranze in Pakistan. Negli ultimi anni ha coperto ampiamente l’Africa. Ha ideato e preso parte alla creazione di un documentario per la rete televisiva nazionale italiana RAI sul sistema delle caste in India, che è stato selezionato all’IDFA – The International Documentary Film Festival Amsterdam, ed è stato premiato con il premio Best Camera Work Award a l’Aljazeera International Documentary Film Festival 2014. Gualazzini ha pubblicato titoli nazionali e internazionali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Getty Images Grant for Editorial Photography Recipient, il PDN e il World Press Photo. È rappresentato dall’agenzia CONTRASTO.
Resilient è il suo primo libro pubblicato da ContrastoBooks.

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Gli Tsaatan: uomini-renna della taiga / di Enrica Senini (vincitrice del concorso GEM).

Spostarsi continuamente, in terre aspre e difficili per le condizioni climatiche estreme. È una questione di sopravvivenza, non solo per l’uomo, ma anche per le renne che fanno parte della loro vita, e con l’uomo migrano e condividono spazi. Uomini e animali che reciprocamente si donano cibo e sostentamento, ma soprattutto uomini che vivono in funzione delle esigenze dei loro animali. Questa è la vita degli Tsaatan, i cosiddetti “uomini-renna”, una minoranza etnica di origine turca di circa 200 persone insediate nella provincia di Hôvsgôl nella taiga mongola, al confine con la Russia.

Gli Tsaatan vivono in tende coniche fatte di pali di betulla e stoffa bianca o verde, e migrano tutto l’anno in terre sconfinate e accessibili solo a dorso di renna, o a cavallo, affrontando estati piovose e inverni rigidi, durante i quali la temperatura è quasi costantemente al di sotto di – 40° C.
Negli anni ‘80 il governo mongolo ha costruito un villaggio, Tsagan Nuur, per dare un appoggio logistico alle famiglie Tsataan, dotandolo di case di legno, di spacci alimentari dove quotidianamente arrivano merci dalla più vicina città mongola Moron, di un presidio medico e di una scuola, frequentata nei mesi invernali dai bambini Tsaatan. Molte famiglie hanno quindi deciso di abbandonare la vita nomade e di stanziarsi con le loro renne a Tsagan Nuur, che ad oggi conta una popolazione in continuo aumento, soprattutto di bambini e anziani. Così nella taiga restano solo poche decine di famiglie che ancora praticano la tradizionale vita nomade, fatta di lunghi e continui spostamenti, sacrifici, fatica e resistenza alle condizioni climatiche più estreme.

Queste immagini sono state scattate ad agosto 2019 nella “taiga ovest” (West Taiga), raggiungibile in due/tre giorni di cavallo da Tsagan Nuur, in cui le famiglie di nomadi Tsaatan vivono in singoli nuclei isolati, dominando spazi e foreste infinite di conifere, migrando di media ogni settimana, condizioni climatiche permettendo.

BIOGRAFIA:

Nata in provincia di Brescia nel 1973, ENRICA SENINI, si è avvicinata alla fotografia viaggiando, principalmente con l’obiettivo di documentare storie di popoli che vivono secondo le loro antiche tradizioni. Ha viaggiato prevalentemente in Asia, avendo vissuto per lunghi periodi in India per motivi di lavoro, sviluppando profonde conoscenze delle etnie locali e scoprendone l’immenso patrimonio culturale e antropologico. Attualmente si occupa di tre progetti fotografici a lungo termine: “wAnders”, che documenta la vita di pastori perennemente nomadi; “HEADing to”, che ha ad oggetto il mutamento generazionale dei Konyak, una tribù che vive in Nagaland, una remota regione dell’India dell’est, e “Impossible Travels”, che racconta storie scattate su treni in Paesi in via di sviluppo, su tratte in cui il treno è l’unico mezzo di collegamento fra i villaggi.

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