Nel 2015 l’Etiopia, è stato il paese con la secondo più grande tasso di crescita economica al mondo con un un prodotto interno lordo del 8.7%. I principali partners commerciali sono la Cina, l’Arabia Saudita, il Kuwait. L’Etiopia esporta principalmente prodotti agricoli in cambio di petrolio e macchinari industriali. Mosca è alla ricerca di partners economici di fiducia per sostenere il grave peso delle sanzioni economiche occidentali, per cui l’industria russa necessita di espandere il suo commercio nel canale di Suez, inserendosi anche in Etiopia. Gli accordi di cooperazione economica con la Cina potrebbero essere favorevoli per gli investimenti russi nel paese africano. La Cina ha investito nel Corno d’Africa per la costruzione della rete ferroviaria che collegherà il porto di Djibouti con la capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, ed è in progetto la realizzazione del Lamu Port Southern Sudan-Ethiopia Transport (LAPSSET), un corridoio di trasporto ferroviario, aereoportuale, e di collegamenti di oleodotti, che parte dal porto di Lamu in Kenya fino a raggiungere il Sud Sudan, l’Etiopia, e l’Uganda. Il progetto è finanziato dalla Banca di Sviluppo del Sud Africa per 1.5 miliardi di dollari, e la China Communication Construction Company si occuperà della costruzione di tre ormeggi al porto di Lamu. Questo porto avrà la capacità di ospitare il doppio delle navi merci rispetto al porto di Mombasa, che detiene la capacità di ospitare circa venti milioni di merci all’anno.

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La costruzione del corridoio LAPSSET rappresenterà un passo in avanti per le infrastrutture della regione

Gli investimenti cinesi sulle opere pubbliche in Africa, sono una grande opportunità di inserimento per i capitali della Federazione Russa. L’energia, la sicurezza, e l’agricoltura, sono settori per cui la Russia potrebbe inserirsi in Etiopia. Le relazioni fra Mosca e Addis Abeba sono sempre stati positivi fin dall’epoca dell’imperatore Selassiè I (1892-1975), che nonostante mantenne la struttura feudale e assolutista del potere, il suo merito fu quello di aver stabilito relazioni diplomatiche costruttive con il resto del mondo, e di orientare l’agire politico verso l’approccio geopolitico. Le risorse petrolifere dell’Etiopia, sono concentrate nella regione della Somalia dell’est, Ogaden Basin, con una produziine di 2.7 milioni di barili all’anno e 133 miliardi di metri cubi di gas naturale. L’esperienza della Russia nell’estrazione del petrolio e gas naturale, e nella costruzione degli oleodotti, potrebbe essere un beneficio per lo sviluppo del paese, che da un economia tradizionalmente agricola, sta diversificando la sua economia nel medio termine nel settore industriale-estrattivo.

Secondo i dati del governo etiope, oltre il 40% del PIL, e l’84% delle esportazioni, riguardano il settore agricolo che impegna il 74% della popolazione. A causa delle sanzioni economiche dell’Unione Europea, l’Etiopia è diventato il principale esportatore di prodotti agricoli per Mosca, in particolare, per le forniture di caffè e cacao. Il paese possiede una grande quantità di terreni fertili con una forza lavoro a basso costo. Le monarchie del Golfo Persico hanno investito gran quantità di capitali nel settore primario del paese africano. L’imprenditoria Russa dovrebbe inseguire le opportunità di investimento nel settore agricolo etiope, nelle importazioni di macchinari agricoli moderni, per trarre vantaggio dalla bassa pressione fiscale che offre. La sicurezza è un altro settore cruciale per lo sviluppo economico dell’Etiopia, e i collegamenti ferroviari e degli oleodotti da Djibouti City ad Addis Abeba ne evidenziano il problema. Nonostante la Cina abbia costruito una base militare in Djibouti per proteggere dalla pirateria somala il traffico delle navi commerciali cinesi che transitano nel canale di Suez, si sente la mancanza di un accordo di sicurezza internazionale, già presente in tutto il Corno d’Africa. Tutti i collegamenti del LAPSSET dovranno transitare nella regione a maggioranza somala dell’Etiopia, caratterizzata da conflitti etnico-religiosi.

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L’Etiopia è altresì una meta turistica di particolare rilevanza per il continente africano, famosa sia per i suoi incredibili panorami naturali che per la preservazione di monumenti della storia dell’umanità come le rovine dell’antica città di Askum: cuore dell’arcaica civiltà etiope

L’incertezza sull’efficienza delle forze armate etiope impegnate nelle crisi delle regioni periferiche, come l’Eritrea, il Sud Sudan, e nell’altra regione etiope separatista, l’Oromia, possono intralciare i grandi progetti di sviluppo. Il supporto militare russo, provvidenziale nel conflitto siriano, potrebbe colmare un gap presente nelle capacità di sicurezza dell’Etiopia, sia per la difesa dei confini che da eventuali provocazioni di conflitti asimmertici all’interno del paese. La collaborazione militare russo-etiope non farebbe altro che accelerare le relazioni commerciali tra i due paesi. Nel conflitto tra unipolarismo e multipolarismo, la Russia ha bisogno di un ancora di fiducia in Africa per stabilire una concreta e visibile presenza in Africa e di considerare le immense risorse che il continente africano possiede. Così come la Cina sta effettuando da vent’anni a questa parte. L’Etiopia, e tutta l’area del Corno d’Africa, possono soddisfare le esigenze strategiche di Mosca, soprattutto per la relativa vicinanza geografica con la Siria resa possibile dallo sfruttamento del Mar Rosso, di cui la Russia sarà impegnata per la futura ricostruzione economica, e per la creazione di una linea di comunicazione che colleghi la Crimea, la Siria, e gli investimenti russi nel Canale di Suez. L’unico ostacolo ad una cooperazione economica e militare tra Mosca e Addis Abeba, o verso altre capitali del continente africano, è la mancanza di consapevolezza da parte degli attori economici e diplomatici dei rispettivi paesi riguardo gli aspetti positivi che porterebbero verso il consolidamento di una geopolitica multipolare.