Le elezioni Argentine non hanno riconfermato il Kirchnerismo, almeno per ora. Il candidato del Frente para la Victoria (corrente di sinistra del Peronismo) Daniel Scioli ha ottenuto il 36,7% dei consensi, insufficienti per governare al primo turno. A brevissima distanza si è piazzato Vincenzo Macri, liberale filo-statunitense, con il 34,5% e al terzo posto Sergio Massa con il 21,3%. Le sorti dell’Argentina si decideranno dunque al ballottaggio tra Scioli e Macri il 22 Novembre, e decisivi saranno i voti di Massa. Proprio questo rende fortemente incerto il risultato del ballottaggio: essendo un “dissidente” del Kirchnerismo, espulso da Kirchner in persona poiché accusato di essere una spia degli Stati Uniti, ha raccolto i voti dei delusi del governo Kirchner e buona parte di chi da destra rimane ancora legato al Peronismo. Si vedrà in che misura andranno ai due candidati, essendo questo 21% il vero ago della bilancia. Va ricordato inoltre che il Kirchnerismo ha quasi i due terzi del Senato e la maggioranza relativa in Parlamento. La vittoria di Macri significherebbe paralisi: un governo diviso almeno fino alle elezioni di metà termine (ogni due anni).

Sebbene ancora non ci si possa sbilanciare sull’esito del ballottaggio, il Kirchnerismo ha perso non raggiungendo la soglia per vincere al primo turno e lasciando tanti consensi ai diretti avversari. La vittoria di Macri sarebbe un duro colpo sia per l’Argentina che per tutta l’America Latina. Per l’Argentina poiché quel processo iniziato nel 2003 da Neston Kirchner non solo si interromperebbe, ma si invertirebbe totalmente tendenza liberalizzando, strizzando nuovamente l’occhio agli Stati Uniti ed abbandonando progressivamente le conquiste degli eredi di Peron. Per l’America Latina poiché quel processo di integrazione del continente iniziato nel 2004 con la fondazione dell’ALBA perderebbe un alleato per strada, che pur continuerà a commerciare con i vicini con trattati bilaterali, ma la cui visione geopolitica mondiale comprometterebbe la sempre maggiore indipendenza in ogni ambito del continente. Stavolta la battaglia sarà dura.