Ha avuto luogo ieri intorno alle 11.00 (20 ora locale) a San. Bernardino una piccola cittadina distante circa 100 km da Los Angeles (California) – il cui nome evoca profeticamente l’importanza della dimensione “religiosa” e “cristiana” nel mondo americano – che conta circa 200 mila abitanti, quella che è stata definita la strage di S. Bernardino. 14 morti e 17 feriti; terrore e disquisizioni relative alle politiche di sicurezza nel paese della “Democrazia liberale”; corpi stipati lungo le strade; paura e disgregazioni sociali sono solo alcuni degli effetti prodotti dalla sparatoria compiuta presso l’ Inland Regional Center dell’omonima cittadina. Un centro per disabili con più di 600 dipendenti all’attivo,che durante la celebrazione del pranzo di natale organizzato dal Country Healt Departement, rappresenterà l’ennesimo luogo del terrore. Una strage pianificata da una coppia in senso stretto: Syed Razmin Farook – 28 anni americano di origine araba e dipendente della Contea presso l’ispettorato alla sanità del medesimo dipartimento di cui sopra – e Tashfeen Malik, 27 anni di origine Pakistana; entrambi genitori di una bimbo di sei mesi.

Secondo fonti americane i due attentatori hanno pianificato a lungo la strage, poiché avevano delegato anche ai nonni la custodia del pargolo. Nulla è lasciato al caso. Un sopralluogo avvenuto poco prima presso il centro da parte di Farook, ed in seguito la sparatoria. Medesimo copione potremmo dire, in riferimento ai precedenti attentati in Europa: giubbotti antiproiettile, armi “pesanti”;esplosivo, suv nero– simbolo della guerra del terrore- ed infine, attentatori vincolati da legami parentali. Sodalizi o Rivendicazioni? Terrorismo interno o lupi solitari? Ideologia o geopolitica? A tirar le somme è l’epilogo della triste vicenda. I due attentatori sono stati uccisi dalla polizia dopo un rocambolesco inseguimento, durante il quale hanno cercato di sgominare i poliziotti lanciando esplosivi dal finestrino. Luoghi di massa, vittime, ed un movente incerto. L’FBI ha dichiarato che non si esclude nessuna pista, ma fonti locali affermano che Farook abbia avuto un precedente diverbio con alcuni presenti all’evento. Non si esclude altresì, la presenza di un terzo complice.

Il quesito è d’obbligo: perché una simile strage è stata compiuta all’indomani delle “accuse” mosse da Mosca nei confronti del Presidente Turco Erdogan? Esiste una correlazione tra le nuove iniziative inclusiviste della Nato e le strategie politiche esteri attuali? Siamo in presenza dei così detti “lupi solitari” oppure le mura delle città sono soggiogate da uno spirito di rivalsa di un uomo asociale e sempre più artefice del famigerato “stato di natura” hobbessiano? Perchè i due coniugi sono di fatto americani, ma se ne evidenza la fede musulmana? Mercoledì sera, i rappresentanti del Council of American Islamic Relation hanno indetto una conferenza stampa, consapevoli che i registri stereotipici mossi nei confronti della comunità islamica non avrebbero tardato a far capolino. Per contro, i media non hanno atteso oltre per sollevare dubbi circa la determinante di una simile “strategia” e la nazionalità dei due attentatori. Che sia “terrorismo interno” o una nuova forma di radicalizzazione, non è dato sapere ad oggi; ma è certo che la legittimità di detenzione delle armi solleva dubbi circa le politiche di sicurezze di quella che è la patria della “democrazia” ed il timone di quella coalizione internazionale che conduce la lotta al sedicente “Stato islamico”