Mentre nei vicini salotti del potere del calcio mondiale il consesso dei presidenti delle federazioni internazionali rieleggeva in modo contestatissimo Sepp Blatter a presidente della FIFA, sfruttando le anomalie di un sistema elettorale assurdo che non permette a federazioni rappresentanti la maggioranza degli affiliati di agire da opposizione organica, ieri pomeriggio a Zurigo si è consumato un flash-mob di importanza capitale. Rappresentanti dei sindacati delle costruzioni hanno manifestato animatamente in ricordo del più dispregevole frutto del sistema clientelistico e tangentizio costruito attorno alle politiche della FIFA negli ultimi anni: la strage degli innocenti che colpisce i lavoratori arruolati per costruire gli impianti in cui dovranno svolgersi i Mondiali del Qatar nel lontano 2022. Troppo impegnata a lucrare con i nuovi padroni, indiscussi principi degli investimenti in tutto l’Occidente e autori di forti campagne acquisto anche nel nostro paese (recenti i colpi del complesso di Porta Nuova a Milano e di numerosi centri alberghieri in Sardegna), la FIFA non ha mai indagato sulle condizioni cui sono costretti a giacere indiani, bengalesi, nepalesi e un’altra miriade di diseredati, dei quali 1400 sono già morti, sacrificati sull’altare dello spettacolo futuro. Sette lunghi anni ci separano dal grande evento, e nel frattempo è logico aspettarsi un’altra caterva di decessi. Costretti a turni di 16 ore, esposti a temperature estreme, ammassati in alloggi fatiscenti e privi di qualsiasi tutela, i lavoratori (considerati inesistenti dalle fonti ufficiali, che riferiscono come “abitanti qatarioti” solo gli autoctoni) possono essere definiti in un solo modo: schiavi.

Lontani dalla madrepatria, alla quale inviano i magri risparmi acquisiti in tal modo, non riconosciuti da chi li “ospita”, prigionieri di un sistema fortemente autoritario e repressivo in campo informativo (fresca è la notizia dell’arresto, in Qatar, di una troupe tedesca che ha raccolto prove schiaccianti riguardo la corruzione del pianeta FIFA sotto l’imperio di Blatter, tre settimane prima dello scoppio dello scandalo), i poveretti non hanno nemmeno la difesa della visibilità mediatica che consente una sensibilizzazione internazionale nei confronti delle vittime della catastrofe umanitaria del Mediterraneo. Quanti sono? Quali sono le loro storie? Quanti ancora ne moriranno? Quanti ne sono già morti nell’avvicinamento agli altri grandi eventi che le petromonarchie hanno ospitato e nella costruzione dei tanto splendidi quanto fortemente artificiosi palazzi e grattacieli privi di anima che sono spuntati come funghi nella regione? Un velo di silenzio e di mistero impedisce una risposta. Già perverso in passato dal fenomeno degli hooligans, fonte di drammi collettivi, traumi e addirittura guerre come quella tra El Salvador e Honduras nel 1969, il calcio ha conosciuto un vero e proprio salto di qualità nel suo processo degenerativo quando l’essenza stessa dello sport più popolare al mondo è stata corrotta dalle cascate di denaro che esso attraeva. L’assegnazione del Mondiale al paese dell’emiro Al Thani rientra in uno schema complessivo ben preciso volto a rendere da un lato omaggio ai “nuovi padroni”, a coloro che riempiono con fiumane di denaro le aste di calciomercato e che oramai cingono d’assedio anche il profittevole mondo dei “nuovi padroni”, dall’altro a suggellare questo trionfo del “sistema Blatter”-

Che l’operazione scattata mercoledì contro diversi maggioranti del CONCAF e della FIFA sia stata fortemente istigata o meno dagli USA, il nocciolo della questione non cambia: una delle organizzazioni più potenti della Terra, con un numero di paesi aderenti rispetto all’ONU, è vicina al collasso. La catena di eventi cominciata con strette di mano, favori reciproci e mazzette ha portato a un vero e proprio bagno di sangue, senza speranze di requie nel breve periodo. Platini, se avessi veramente voluto essere efficace e incisivo nel tuo intervento contro Blatter, avresti dovuto gridarglielo in faccia. Avresti dovuto rinfacciargli uno ad uno i 1400 decessi causati dalla sua politica clientelare. Non avresti lasciato soli degli onesti lavoratori con ideali e coraggio a protestare fuori dalle vostre sorde corti. In tragedie come queste, chi sa e tace è complice.