Sono passati quattro anni dalla vile aggressione imperialista della Jamahiryia Libica popolare e socialista del Colonnello Muammar Gheddafi. Inutile rimarcare i risultati raggiunti in quarantadue anni di governo, l’avanguardia della “Terza Via Universale” descritta nel Libro Verde, l’impegno per un’Africa finalmente libera, la lotta all’estremismo islamico oggi alle porte: lo abbiamo fatto e rifatto in una moltitudine di articoli e rieditando il Libro Verde (Circolo Proudhon Edizioni).

Con rimarcata consapevolezza che alla vergogna non c’è mai fine, veniamo a conoscenza che il secondogenito di Muammar Gheddafi, Saif al-Islam, è stato condannato a morte da un Tribunale di Tripoli per la repressione perpetrata nel 2011 nei confronti dei “ribelli libici”. La condanna è stata fortemente criticata dal Consiglio d’Europa, che tramite il suo segretario generale Thorbjor Jagland ha affermato che “la decisione su questo caso doveva essere presa dal Tribunale internazionale dell’Aja con un equo processo. Il Consiglio d’Europa resta determinato nella promozione dell’abolizione della pena di morte in tutto il continente europeo e nel mondo”. Una condanna che rappresenta la barbara vendetta di chi depose Gheddafi vendendo la Libia e le proprie risorse a potenze straniere, e che mostra il lato oscuro delle primavere arabe: ribellioni fomentate dai nemici della Libia e appoggiate dai bombardamenti della coalizione internazionale. L’occidente quattro anni fa non perse occasione di rimarcare la sua ipocrisia, attaccando colui col quale faceva affari redditizi e pregava di investire nei propri paesi. Almeno ora cerchi di evitare l’assassinio di Saif Gheddafi per macabra vendetta.

Per questi motivi ci sentiamo in dovere di lanciare una petizione online per chiedere l’immediata revoca della condanna a morte di Saif, mobilitando la rete tramite la pagina Facebook “Save Saif al-Islam Gheddafi” e l’hashtag #savesaif. Dopo aver visto la distruzione della Libia Verde e la destabilizzazione di tutta l’area e del Mediterraneo, ci sembra come minimo doveroso. Puoi fermare la petizione qui e rimanere aggiornato seguendo l’apposta pagina Facebook.