Le relazioni diplomatiche tra la Federazione Russa e il Pakistan coincidono con l’indipendenza dell’India dal colonialismo inglese, e la separazione tra l’India e il Pakistan nel 1947. Fin da allora, molte questioni di carattere geopolitico hanno sviluppato un cammino tortuso fatto di dune e fossi, di alti e bassi, che hanno ostacolato l’opportunità di instaurare relazioni di cooperazione duratura tra Mosca e Islamabad.  L’Unione Sovietica fu contraria alla politica del dividere et impera britannico tra l’India e il Pakistan. Principalmente, le divergenze iniziali furono di carattere culturale, tra un paese marxista ed ateo, e l’altro fondato sui principi islamici. Successivamente, il Pakistan diventò il centro di spionaggio della CIA in Asia per le operazioni clandestine. Infatti fu proprio dal Pakistan che nel 1959 partì il famoso U-2 che fu abbatutto dai sovietici, con la cattura del pilota americano, creando una profonda spaccatura diplomatica tra Islamabad e Mosca, che continuò fino al conflitto indo-pakistano del 1971 per l’indipendenza del Bangladesh, dove la marina miliare sovietica diede supporto alle operazioni di guerra indiane.

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La crisi degli U-2 del 1959 occorse quando il 1º maggio di quell’anno un aereo-spia U-2 appartenente alla CIA fu abbattuto nei cieli dell’Unione Sovietica. Il pilota Francis Gary Powers sopravvisse all’abbattimento e fu catturato dai sovietici che lo sottoposero a un processo. Fu condannato a tre anni di prigione e sette di lavori forzati. Il 10 febbraio 1962 fu liberato in cambio della spia sovietica Rudolf Abel. Evento sul quale si basa il film Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg con Tom Hanks

La normalizzazione diplomatica tra il Pakistan e la Russia avvenne verso la metà degli anni’70 con il premier Zulfiqar Ali Bhutto. Proprio con quest’ultimo, ruppe le relazioni con gli Usa, e autorizzò all’Unione Sovietica le concessioni per la realizzazione sul territorio pakistano di impianti di fabbricazione dell’acciaio, un mega-progetto miliardario chiamato Pakistan Steel Mills. che coinvolse grandi capacità tecnico-scentifiche sovietiche, e società consorziate. Gli scambi commerciali ed economici tra i due paesi nell’era di Bhutto favorirono il processo di modernizzazione industriale ed agricola del Pakistan, che fu poi fermato dopo il colpo di stato del Generale Muhammad Zia-ul-Haq e la condanna a morte di Bhutto nel 1979, nonostante la richiesta di clemenza da parte del Presidente dell’Urss, Leonid Brehznev, e i membri del Politburo. Le relazioni tra Pakistan e Russia ritornarono a toccare il loro punto più basso, quando il Pakistan offrì supporto militare e addestramenti sotto copertura in partnership con gli Usa, ai mujaheddin afghani, contro il regime comunista afghano e l’occupazione delle truppe sovietiche in Afghanstan. Solo dopo la guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica, le relazioni tra Mosca e Islamabad ebbero un risvolto positivo di lungo termine. Il Pakistan fu il primo paese a riconoscere la Federazione Russa. Nel 1999, il primo ministro pakistano Nawaz Sharif, fu la prima personalità politica pakistana ad andare in visita ufficiale a Mosca.

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Visita a Mosca tra Sharif e Putin nel 1999

La visita fu un azione politica e diplomatica indirizzata a superare le divergenze, e per la collaborazione reciproca fra i due paese impegnati ad affrontare le future sfide del nuovo millennio alle porte, come la cooperazione alla lotta contro il terrorismo islamico, e lo sviluppo di una geopolitica multipolare. Nel 2011, Vladimir Putin, appoggiò il Pakistan nell’ingresso alla Shanghai Cooperation Organization. Inoltre, ripresero gli accordi per lo sviluppo del Pakistan Steel Mills iniziata nell’era di Ali Bhutto, così anche nella cooperazione tecnica ed economica degli impianti energetici di Guddu e Muzaffargarh, ed insieme alla Cina, nel Thar Coal Project, un immensa miniera di carbone nella regione meridionale di Sindh. L’Interesse della Russia in Pakistan rigurda anche il progetto dei gasdotti TAPI di cui fanno parte il Turkmenistan, l’Afghanistan, il Pakistan, e l’India, e IPI, con Iran, Pakistan, e India. Il Pakistan ha instaurato rilevanti legami economici anche con la Cina, distaccandosi gradualmente sia dall’egemonia americana del passato, e sia dall’Arabia Saudita, come paese leader della Lega Araba, rifiutando di far parte della coalizione militare schierata nella guerra in Yemen, ancora in corso.  

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Il Thar coalfield (bacino carbonifero) è situato nel deserto del Thar, nella provincia Pakistana di Sindh. Le riserve di carbone sono le sedicesime al mondo per grandezza, vennero scoperte nel 1991 dal Consiglio di Sorveglianza Geologica del Pakistan in collaborazione con l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli USA

Di recente, la cooperazione tra Mosca e Islamabad non è solo diplomatica ed economica, ma anche strategico-militare. Il 24 Settembre 2016 c’è stata la prima esercitazione militare della storia tra i due paesi. Duecento militari di entrambi gli schieramenti hanno svolto le operazioni nel nord del Pakistan per circa due settimane. La cooperazione militare tra i due paesi avrà un importante impatto sul futuro diplomatico dell’intera area sud-asiatica, in particolare, la convergenza di interessi dei due paesi sulla stabilità dell’Afghanistan, quando ci sarà totale ritiro delle truppe straniere. Probabilmente, la cooperazione russo-pakistana avrà un influenza non positiva nelle relazioni già tese tra India e Pakistan sulla questione del Kashmir. L’India procede già nella direzione opposta al Pakistan, instaurando nuove relazioni strategico-militari con gli Usa, che permetta agli ultimi di utilizzare basi terrestri, aeree, e navali, in funzione di “contenimento”. Grande clamore suscitarono le dichiarazioni del Primo Ministro Indiano Narenda Modi, che durante le celebrazioni del 69° anniversario dell’indipendenza dell’India, il 15 Agosto scorso, sostenne l’autodeterminazione del Sistan-Baluchistan, una grande regione situata ad ovest del Pakistan, ricca di gas naturali. Di certo, per Islamabad, la Russia non rappresenta solo una finestra di interessi economici, ma anche uno sbocco verso il multipolarismo, e di allontanamento dalla politica occidentale per certi versi ambigua, mentre Mosca è alla ricerca di partners economici di fiducia per sostenere il grave peso delle sanzioni economiche occidentali. Per il Pakistan, la Russia può essere il trampolino di lancio per l’ingresso nei BRICS, che nonostante le rivalità territoriali e storiche con l’India e la Cina, possono percorrere unanimi verso il progetto dell’Asia multipolare, per una geopolitca di alternativa all’Occidente in declino, e che il futuro possa porre fine a quelle divisioni antiche, a quegli strascichi di guerra fredda ormai cadaverica, che questi tre grandi paesi del continente asiatico si portano dietro le spalle.

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Prima esercitazione congiunta tra gli eserciti Pachistano e Russo