La conferenza stampa del Dipartimento di Stato americano della scorsa settimana si è trasformata in uno scenario tragicomico e per generare ciò sono bastate un paio di domande più che legittime e ben assestate da parte della giornalista di RT, Gayane Chichakyan. 1 La reazione da parte del portavoce del Dipartimento di Stato, il pluridecorato ammiraglio John Kirby, è stata molto poco professionale. La Chichakyan ha certamente toccato un tasto molto dolente per l’amministrazione Obama, ma non ci si poteva certo aspettare che un profilo professionale come quello del portavoce del Dipartimento di Stato perdesse il controllo, arrivando a esternare giudizi di valore e commenti personali che risultano totalmente inopportuni per il ruolo da lui ricoperto. Andiamo con ordine: in seguito all’invasione di un migliaio di soldati turchi nel nord dell’Iraq, ufficialmente per “addestrare militanti anti-Isis”, il governo iracheno ha pesantemente protestato con il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, definendo l’azione di Ankara una “palese violazione delle leggi internazionali” e chiedendo l’immediato ritiro dei militari dal suolo iracheno. Il Comitato per la Difesa e la Sicurezza del Parlamento iracheno ha inoltre chiesto di rivedere gli accordi con la Coalizione anti-Isis guidata dagli Usa.

Durante la conferenza stampa, la Chichakyan ha inizialmente chiesto a Kirby se gli Stati Uniti avessero preso in considerazione la posizione del Governo iracheno. La replica è apparsa subito piuttosto nervosa: il portavoce del Dipartimento di Stato, dopo aver detto di non essere al corrente di ciò, è entrato in contraddizione affermando che Turchia e Iraq devono risolvere la questione da soli, per poi dichiarare che le operazioni anti-Isis vengono effettuate in piena coordinazione con il governo di Baghdad. Kirby ha poi messo le mani avanti accusando la giornalista di insinuare che gli Usa non si coordinano con il Governo iracheno, definendo tali accuse “prive di fondamento” e affermando che non ha neanche senso discuterne. La Chichakyan ha quindi chiesto a Kirby se confermava con certezza di non aver visto alcun rapporto sulle proteste irachene e il Portavoce ha nervosamente risposto di no, aggiungendo che avrebbe concesso soltanto un’ultima domanda a RT. Alla successiva domanda: “perché gli Usa invitano altri paesi a partecipare alla Coalizione anti-Isis, ma nel momento in cui sorgono dei problemi, Washington se ne lava le mani?” Kirby è apparso confuso e si è lamentato che le domande sono troppo lunghe e che deve cercare di trovare il punto in ciascuna di esse.

La giornalista di RT ha allora semplificato la domanda e a quel punto l’ammiraglio Kirby l’ha presa molto male, definendo la domanda “ridicola”, “sciocca”, “contorta” , “folle” e domandando alla Chichakyan se non fosse imbarazzata nel porre tali domande. Tra le vari esternazioni di Kirby c’è la seguente: “dovresti ascoltare le tue domande e ridere da sola” per poi ribadire che “gli Usa sono all’interno di una Coalizione di 65 paesi che combattono l’Isis, in Iraq e Siria”. Kirby ha poi ribadito che gli Usa vogliono che le azioni anti-Isis siano attuate in piena coordinazione e cooperazione con il Governo di Baghdad e nel pieno rispetto della sovranità territoriale irachena e tale posizione non è cambiata. La disputa tra Iraq e Turchia deve però essere risolta tra i due contendenti, disputa su un “ridotto numero di militari” presenti in territorio iracheno, mentre il resto della Coalizione si concentra sugli sforzi anti-Isis. La Chichakyan ha dunque chiesto a Kirby di illustrare quali sarebbero le domande “imbarazzanti” e a quel punto l’Ammiraglio, dopo aver accusato  RT di non porre mai domande scomode nei confronti del proprio Governo, ha osannato il “setting” della conferenza stampa al Dipartimento di Stato, dichiarando che negli Stati Uniti è concesso porre domande “ridicole”, “accusatorie” e “provocatorie” come le sue, mentre difficilmente domande scomode sull’Isis in Siria potranno essere poste al Cremlino.

La Chichakyan ha poi chiesto se gli Usa approvassero o meno l’intervento turco in Iraq senza il permesso del governo di Baghdad, ma Kirby ha dichiarato che aveva già chiarito la cosa. 2 3 John Kirby ha elogiato l’approccio del Dipartimento di Stato alla conferenza stampa “dove è possibile porre ogni tipo di domanda” ma nel contempo ha fornito risposte inconcludenti e inadeguate dimostrando di essere in seria difficoltà sull’argomento. Kirby ha tra l’altro tenuto un atteggiamento supponente e dilettantesco nei confronti della Chichakyan che ha condotto l’intervista in maniera incalzante ma assolutamente corretta e professionale.