Puoi spiegarci cosa sono il Fronte Europeo per la Siria e Solid?

Il Fronte Europeo di Solidarietà alla Siria è un’organizzazione, nata in Italia nel 2013, per coordinare le attività di tutti i sostenitori europei della causa siriana e del legittimo presidente Bashar Al Assad. La nostra organizzazione è semplicemente l’ingrandimento, su scala continentale, di precedenti associazioni nate con lo stesso scopo, come il Comitato Italia-Siria. Attualmente siamo presenti, per quanto riguarda l’Europa, oltre che in Italia, in Spagna, in Belgio, nei Paesi Bassi, in Finlandia, in Grecia, in Rep. Ceca, in Francia, in Irlanda, in Polonia, in Romania. In Sud America (Fronte Latino Americano di Solidarietà alla Siria), in Brasile, Perù, Argentina e Bolivia. Le attività del Fronte si possono riassumere fino ad oggi in centinaia di conferenze e manifestazioni, di cui una a livello europeo svolta a Roma a giugno del 2013, varie missioni umanitarie con nostri volontari in Siria e decine di pagine di contro-informazione su internet, per diffondere la verità sulla guerra terroristica e d’aggressione contro la Siria. Solidarité Identités (Sol.Id) è un’organizzazione non profit, anch’essa nata in Italia e diffusa in vari paesi europei, che si occupa di solidarietà internazionale. Ha al suo attivo numerosi progetti umanitari in sostegno di quei popoli che salvaguardano la propria identità e lottano per la propria terra. Sol.Id invia ogni tipo di aiuti umanitari (alimenti, medicinali, vestiario, assistenza professionale) in svariate parti del Mondo: dalla Siria, dove nel 2014 sono state consegnate 2 ambulanze attrezzate, defibrillatori pediatrici ed oltre 2 quintali di medicinali, a Gaza (oltre 1.000 kg di aiuti alimentari), passando per il Libano (medicinali), il Sud Africa (materiali didattici), la Birmania (assistenza e materiali medici), il Kenya (sostegno all’artigianato locale), il Kosovo (materiali didattici e giochi per bambini), la Crimea (supporto alla locale Comunità italiana), fino allo Zimbabwe (assistenza medica).

Quali aspetti della Siria baathista vi affascinano di più?

La Siria nazionalista e socialista è uno, se non l’unico rimasto, paese arabo laico, e già questo è un aspetto molto importante. Il Partito Baath ha costruito negli anni uno stato moderno, salvaguardando al contempo le radici, religiose ed etniche, della Siria stessa. Ha dato modernità ad un mosaico culturale millenario, ma principalmente ha dato ai siriani la libertà sulla propria terra e la sovranità nazionale. Ha edificato il paese da vari punti di vista: costruito infrastrutture, fatto una più equa e giusta riforma agraria, alfabetizzato il popolo siriano, sviluppato l’assistenza sanitaria (tutt’ora gratuita per tutti i siriani), i trasporti, l’autosufficienza energetica ed alimentare. Il Partito Baath ha unito il popolo siriano e lo ha reso consapevole della propria storia e protagonista dei propri successi.

Possiamo dire che i nemici della Siria sono gli stessi dell’Italia?

Indubbiamente. I nemici della Siria sono anche i nemici dell’Italia, sono i nemici delle sovranità nazionali, delle identità dei popoli, della Civiltà, della Storia e dello sviluppo. Sono i nemici del Mediterraneo, i nemici di Roma, del marmo innalzato sulle paludi o nei deserti. Oggi, non sono più troppo velati e nascosti questi nemici, sono tutte quelle sovrastrutture internazionali, governi e lobbies che esportano il materialismo, la legge del profitto, la globalizzazione, il mondialismo, la democrazia, il terrorismo.

Quali sono le tue impressioni sulla conferenza?

La conferenza è stata senza dubbio, prima che un’esperienza umana ineguagliabile, un importante segnale da e per i siriani innanzitutto, un popolo fiero che giunto nel suo quinto anno di una guerra devastante ha ancora la forza di aprirsi al mondo, mettersi alla prova. Un popolo degno erede del suo radioso passato. Un popolo che costruisce,  che non soccomberà al terrorismo e che alla fine vincerà. Un popolo che è la quintessenza stessa della Civiltà.

Perché l’Italia ci guadagna in una sua cooperazione con la Siria?

L’Italia e la Siria hanno un rapporto antichissimo, millenario. Sono l’una nell’altra. Questo rapporto così speciale è testimoniato dalla storia, basta pensare che numerosi Imperatori romani furono siriani così come pure alcuni Pontefici della Santa Cattolica e Apostolica Romana Chiesa. Prima del 2011, l’Italia era il principale partner economico, tra i paesi europei, della Siria. Oltre 40.000 italiani vivevano per lavoro in Siria ed oltre 3.000 erano i siriani che facevano altrettanto, per altro in maniera altamente integrata, in Italia. La cooperazione con la Siria, non è solo quindi il rispetto di un rapporto storico e culturale antichissimo, di dinamiche sociali ed economiche, è il sale stesso del Nostro Mare. Purtroppo la classe politica italiana, a causa della sudditanza ad altri meccanismi ed interessi, ha perso attenzione e concretezza verso il Mediterraneo e verso la Siria in particolare. Abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche, il dialogo, distrutto il nostro apporto economico e danneggiato oltre che la Siria, noi stessi.

Come vedi il futuro della Siria?

Sono sicuro che la Siria uscirà vittoriosa contro chi la vuole divisa, debole ed inginocchiata. La sua vittoria ristrutturerà i rapporti di forze non solo nel Vicino Oriente ma a livello globale.  La fallimentare e faziosa  propaganda anti Assad che ha nascosto e prova tutt’oggi a nascondere sotto l’artificio mediatico della “primavera araba” un attacco terroristico,  eterodiretto da paesi stranieri, alla sua sovranità non avrà la meglio. La Siria con la sua tenacia e volontà di resistenza ha smascherato questi piani e, tralasciando le immani distruzioni provocate da questa guerra, è ancor più compatta e determinata perché si gioca la sua stessa sopravvivenza. In uno scenario militare e geopolitico che ha tutte le caratteristiche di una guerra mondiale, sono infatti oltre 80 i paesi di provenienza delle orde terroristiche e numerosi quelli che li supportano, finanziano ed addestrano, sono fermamente convinto che i siriani, nella più alta e valorosa espressione di unità tra Governo, Esercito e Popolo, sconfiggeranno i loro nemici. Fortunatamente la storia è generosa di questi esempi. 

Giovanni Feola è resposabile in Italia del Fronte Europeo per la Siria