“Assad è un tiranno che usa armi chimiche sulla propria gente”. Così ha avuto inizio la grande operazione di propaganda occidentale contro Assad, con riferimento all’ attacco chimico di Ghouta, utilizzato dall’ amministrazione americana per giustificare un intervento militare in Siria contro il “tiranno”. L’intervento è poi stato scongiurato dalla mediazione internazionale del presidente Putin. In ogni caso non importa che i due esperti del Massachusetts Institute of Technology, Richard Lloyd, ispettore sugli armamenti all’ ONU e Theodore Postol, docente di Scienza, Tecnologia e Sicurezza Nazionale Politica al MIT, abbiano smentito la versione della Casa Bianca, Assad rimane considerato tutt’oggi il nuovo Hitler siriano . Nel rapporto “Le possibili implicazioni degli errori dell’ intelligence statunitense riguardo all’ attacco al gas nervino del 21 Agosto 2013” i due studiosi insieme ai loro team forniscono dettagli sulla reale provenienza dei missili chimici dal territorio controllato dai ribelli, gli stessi gruppi finanziati dagli Stati Uniti. Da quel 21 Agosto la stampa internazionale ha dato al mondo in pasto una menzogna dopo l’altra, mi limiterò a raccontare le più influenti e deliranti. Sin dall’ inizio della guerra, gran parte dell’ intervento occidentale si è concentrato nell’ invio di armi ad una cosiddetta “fazione di ribelli moderati”, si è fatto credere al mondo che all’ interno del conflitto siriano esistessero 3 parti separate tra loro: l’esercito regolare di Assad, i jihadisti e i ribelli “buoni”.

Nulla di più falso, le parti in causa sono due. Diversi gruppi come ISIS, Al Nusra, Al Qaeda, Free Syrian Army, combattono la stessa battaglia, da alleati, contro il governo legittimo di Bashar Al Assad. Il popolo siriano non fa alcuna differenza, li chiama tutti Daesh ovvero Stato Islamico. Proprio a quest’ultimo sono andati tutti i rifornimenti di armi inviati dai paesi occidentali. Simili menzogne sono state divulgate in merito al flusso di rifugiati siriani che la guerra ha prodotto. La foto del bambino morto in spiaggia ha fatto commuovere il mondo, la Merkel che dichiara le sue intenzioni di accoglierli tutti ha fatto gioire, gli Stati Uniti ne prenderanno 10.000 nel 2016 e la Gran Bretagna 15.000, ma che virtuosi! Nessuno parla del fatto che il governo Siriano, nonostante le condizioni, ha accolto 6 milioni di rifugiati interni ed il governo russo ha messo sul piatto ingenti risorse e la vita dei propri militari per difenderli. Anche gli Stati Uniti hanno speso parecchio, come dichiarato oltre che da Putin durante il discorso alle Nazioni Unite anche da diversi generali statunitensi, 500 milioni di dollari per finanziare cinque ribelli democratici americani (100 milioni ciascuno) e diversi miliardi per fornire armi ai ribelli jihadisti, e pure questo rimane taciuto. Ma è dall’ intervento della Federazione Russa del 30 Settembre in poi che l’azione di propaganda sta dando il massimo. L’intervento russo si sta dimostrando efficacissimo, 500 obbiettivi ISIS compresi campi di comando, stazioni di rifornimento, campi di addestramento, linee di comunicazione, fabbriche di bombe, depositi di armi, sono stati distrutti in 2 settimane, più di un raid ogni ora, e ritengo opportuno ribadire che in un giorno sono stati raggiunti risultati migliori del totale di quelli ottenuti dalla “coalizione internazionale” a guida Americana sin dalla sua nascita. Nonostante tutto il coro della propaganda occidentale offre all’ opinione pubblica esclusivamente due argomenti: “Aggressione militare russa in un conflitto esterno”, “L’aviazione russa non colpisce l’ISIS ma civili e ribelli democratici”. Alla prima obiezione ha risposto Putin spiegando che “il governo siriano ha chiesto alla Russia un aiuto militare diretto nel proprio territorio”, mentre ne gli Stati Uniti ne la Francia ne Israele hanno mai avuto un autorizzazione per bombardare all’ interno del territorio siriano, violando così il diritto internazionale.

Riguardo la seconda obiezione il governo russo tramite il ministro degli esteri Lavrov ha fatto presente che gli USA conoscono le esatte posizioni dell’ ISIS da più di un anno e hanno rifiutato di collaborare fornendo queste informazioni al governo di Assad o a quello Russo. Putin ha esplicitamente chiesto: “Dateci un bersaglio certo e noi lo colpiremo” ma la risposta di Washington è stata negativa. Per quanto riguarda le vittime civili il rappresentante del ministero degli esteri russo Maria Zakharova le ha definite “menzogne, propaganda di guerra”, ha poi aggiunto parlando alla Duma: “L’aggressione mediatica intrapresa dai nostri partner occidentali è veramente senza precedenti, non mi ricordo ci sia mai stato qualcosa di simile contro noi o altri paesi”. L’organizzazione finanziata da George Soros “Caschi Bianchi” operante in Siria, ha prodotto montagne di dati su presunte vittime civili degli attacchi russi, inondando la stampa occidentale con foto, numeri e informazioni fuorvianti divulgate attraverso Twitter ed attraverso le organizzazioni Human Rights Watch, Amnesty International, Brooking Institute. Foto prontamente smentite dagli utenti e dalle stesse famiglie delle vittime: alcune sono morte molto tempo prima dell’ intervento russo, altre sono vittime dei ribelli, altre ancora sono ribelli armati morti in guerra e spacciati per civili. Ma della verità poco importa alla stampa occidentale, e quella di casa nostra non fa eccezione. Preso atto della sconfitta, preso atto dell’ impossibilità di rovesciare Assad, preso atto dell’ impossibilità di far migrare le truppe di mercenari dalla Siria verso il Caucaso e il Nord Africa, Washington sta tentando di trasformare l’intero conflitto siriano in un arma di propaganda anti-Russa.