I Troubles in Irlanda del Nord a volte ritornano, ammesso e non concesso che se ne fossero veramente andati una ventina di anni fa. A sollevare il polverone mediatico questa volta sono due foto pubblicate pochi giorni fa sulla pagina Facebook del Republican Sinn Féin, nota sigla del nazionalismo dissidente irlandese, le quali mostravano due uomini armati e coperti da passamontagna intenti nella perlustrazione di un complesso residenziale nella cittadina di Lurgan. Alla foto seguiva la didascalia: “Volontari del Continuity Irish Republican Army fotografati durante la settimana, nel pattugliamento delle strade di Lurgan, Contea di Armagh, alla ricerca della polizia coloniale inglese, la RUC/PSNI e dei soldati britannici sotto copertura che, non voluti, stanno operando nell’Irlanda occupata.” La “dimostrazione di forza”, come vengono definite le azioni paramilitari di questo genere, ha portato con se un vespaio di polemiche e condanne politiche, oltre che un’inchiesta della PSNI per cercare di capire se in effetti ha avuto luogo il pattugliamento di uomini armati per le strade di Lurgan, scene che comunque in Nord Irlanda non si vedevano da decenni, nonostante le frequenti tensioni lungo le fratture politico-religiose che la dividono.

In effetti il salto storico all’indietro è notevole: bisogna tornare all’Accordo del Venerdì Santo del 1998, data nella quale le opposte fazioni paramilitari unioniste e nazionaliste stabilirono un cessate-il-fuoco che riuscì a portare una relativa pace e stabilità nella zona di interesse, sebbene episodi di violenza e scontro continuarono a registrarsi fino ai giorni nostri. Particolarmente per il lato nazionalista, la frattura che venne a determinarsi dopo l’Accordo del Venerdì Santo vide da un lato lo Sinn Féin, considerato l’ala politica dell’IRA e maggior partito indipendentista dell’isola, il quale acconsentì alla cessazione della lotta armata come mezzo di persecuzione dell’obiettivo politico di riunificazione con l’Eire; dall’altra i cosidetti “dissidenti”, un coacervo di sigle politiche e spezzoni paramilitari della disciolta IRA che non avevano alcuna intenzione di allinearsi alla politica pacifista dello Sinn Féin, continuando a promuovere la resistenza in armi e il terrorismo come metodo più efficace per raggiungere la liberazione dell’Irlanda dall’esercito inglese.

Proprio in questa frammentatissima area politica e paramilitare, che pure ha perso molti degli effettivi, degli armamenti e delle basi logistiche della vecchia IRA nel periodo caldo dei Troubles, si cercano i responsabili della “dimostrazione di forza” in questione, le quali da un lato hanno l’obiettivo di far tornare alla ribalta mediatica l’area dissidente e la causa della lotta armata contro l’occupazione britannica e dall’altra mandano un messaggio chiaro alla restante parte del proprio ambiente, tentando di dimostrare come, in questo, caso la Continuity IRA (ed il Republican Sinn Féin) abbia capacità mediatiche ed operative più incisive rispetto alle altre sigle della dissidenza irlandese, che proprio a Lurgan ha una delle sue roccaforti storiche di consenso.