Un nutrito gruppo di ingegneri delle forze armate statunitensi stanno lavorando forsennatamente giorno e notte, alla costruzione di una nuova base aerea nel nord della Siria e per l’allargamento di altre quattro già operative. Secondo fonti militari da noi consultate, questi stazionerebbero a ridosso del confine siriano con l’Iraq. La coincidenza tra il bombardamento della base di Shayrat in risposta all’uso delle armi chimiche – ancora da dimostrare – e la corsa contro il tempo nella costruzione della nuova base aerea, non è passata inosservata a diversi senatori ed analisti a Washington, i quali hanno visto glissare o celarsi in risposte evasive le loro domande a riguardo da parte della Casa Bianca.

Nonostante le incalzanti richieste a riguardo, l’amministrazione Trump si preparava ad un’altra operazione connessa alla precedente e cioè il trasferimento di tutte le sue forze di stanza dal 2002 nella base di Incirlik nel sud della Turchia. Queste forze erano già da tempo pronte in un trasferimento di massa verso le basi siriane già sottoposte ai lavori di espansione per permettere la piena operatività ai velivoli statunitensi. L’hub principale per le nuove us army forces è la città di Tabqa a soli 40 km ad ovest da Raqqa – capitale dello Stato islamico in Siria. Taqba inoltre è stata scelta come centro di assembramento per le forze kurde e arabe tribali in arrivo, coordinate dagli americani, pronte a sferrare un attacco di ampia scala su Raqqa – come anticipato qualche giorno fa in un precedente articolo.

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La città di Ar-Raqqah, in nero poiché controllata dal stato islamico, confina con le forze curde, in giallo.

Una volta ultimati i lavori anche nelle altre basi, (Hajar, Qamishli e Kobani ), gli americani saranno nelle condizioni logistiche ottimali per poter raddoppiare il loro potenziale aereo sul campo in modo da eguagliare l’attuale potenziale russo-siriano. La località di Taqba era stata conquistata alla fine di marzo dalle truppe del cosiddetto esercito democratico siriano ( milizie kurdo-arabe), le quali erano state paracadutate li dall’ US Air Force’s Air Mobility Command. I piani della Casa Bianca prevedono anche il trasferimento di un contingente di terra di 2,500 unità attualmente ospitate nella base di Incirlik. Anche le forze della Bundeswehr tedesca come gli americani, stanno cercando basi alternative tra Cipro e la Giordania in modo da lasciare Incirlik, a cause delle relazioni non del tutto idilliache con Ankara.

Le manovre in uscita dalla Turchia in maniera cosí rapida da parte di Washington sarebbero dovute alla necessità esigenza di raffreddare le relazioni con Erdogan e il suo stato maggiore il quale si sarebbe rivelato negli ultimi tempi alleato sempre meno stabile e leale. Ma le cinque nuove basi sarebbero il fulcro della nuova strategia trilaterale di Trump la quale mira sostanzialmente: a combattere in maniera più decisa il terrorismo islamico (anche se l’attacco di Shayrat dimostra il contrario); bloccare l’avanzata aerea e di terra delle milizie Iraniane sul suolo Siriano; garantire un nuovo enclave protetto da uno scudo missilistico contro l’esercito turco alle Syrian Kurdish-PYD-YPG. Ovviamente se cosi fosse la confusione e il gioco di azione e reazione sul terreno siriano potranno andare solo a vantaggio dello Stato Islamico il quale potrebbe trarre vantaggio in termini di tempo per riorganizzare le forze sul campo.